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INFORM - N. 190 - 9 ottobre 2002

Sì definitivo della Camera al decreto del Governo: potranno emergere dal lavoro nero anche gli extracomunitari che hanno ricevuto il foglio di via

ROMA - Con 257 sì, 200 no e 4 astenuti la Camera dei Deputati ha convertito in legge il decreto del 9 settembre 2002 recante disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari. Un provvedimento, già approvato dal Senato, che, dopo la prima regolamentazione dei lavoratori domestici disposta dall'articolo 33 della nuova legge sull'immigrazione, consentirà l'emersione dei lavoratori extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno, operanti nei settori industriali e commerciali. Questo decreto-legge darà dunque la possibilità ai datori di lavoro, che abbiano alle proprie dipendenze extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno, di procedere alla regolarizzazione dei lavoratori stessi attraverso la stipula di un contratto di soggiorno per lavoro subordinato di durata non inferiore ad un anno. Il provvedimento - illustrato all'Aula con dovizia di particolari dalla relatrice Isabella Bertolini - consentirà agli imprenditori di regolarizzare gli eventuali rapporti di lavoro subordinato con gli extracomunitari che abbiano prestato la loro opera nei tre mesi antecedenti all'entrata in vigore della sanatoria . La dichiarazione di emersione - per evitare l'inammissibilità - dovrà essere inoltre presentata entro l'11 novembre. Ai fini della ricevibilità della dichiarazione insieme alla domanda dovrà inoltre essere prodotto un attestato di pagamento di 700 euro per ciascun lavoratore di cui si denuncia l'emersione. Nei 60 giorni successivi alla ricezione della dichiarazione l'ufficio territoriale del Governo presso la Prefettura ne verificherà l'ammissibilità, mentre la questura accerterà se sussistano motivi ostativi all'eventuale rilascio del permesso di soggiorno. In questo contesto potranno essere regolarizzati anche gli extracomunitari che abbiano ricevuto il foglio di via, purché l'espulsione non sia connessa a dei reati. Dalla legge viene poi punito, con la reclusione da due a nove mesi, il datore di lavoro che presenti una dichiarazione mendace, finalizzata cioè all'elusione della disciplina in materia di immigrazione. All'articolo 2 del provvedimento troviamo infine la tanto contestate disposizioni sulle impronte digitali che saranno prelevate anche agli italiani e che, in deroga ai dettami della nuova legge sull'immigrazione, non verranno rilevate immediatamente allo straniero coinvolto nella sanatoria, ma nell'arco dei dodici mesi successivi alla presentazione della domanda.

Nel corso del dibattito parlamentare, dopo l'intervento di Bobo Craxi volto a sottolineare le positive ed innovative certezze del provvedimento in esame ma anche la necessità di approvare al più presto una legge quadro sul diritto d'asilo - il deputato Carlo Leoni, illustrando le motivazioni del voto contrario dei Democratici di Sinistra, ha in primo luogo ricordato come, proprio la mancata programmazione da parte del Governo dei flussi migratori di ingresso per il 2002, abbia reso necessario, a causa del consistente aumento degli stranieri in clandestinità , il varo dell'ennesima sanatoria. Una dura critica che è stata ribadita anche dal deputato Graziella Mascia "Questo provvedimento - ha evidenziato infatti l'esponente di Rifondazione Comunista - non sana una serie di situazioni, discrimina fra lavoratori e lavoratori e spinge migliaia di persone verso la clandestinità". Dello stesso tono anche gli interventi di Giannicola Sinisi - l'esponente della Margherita ha sottolineato con forza la sua contrarietà ad un provvedimento che finisce per avere come unico soggetto attivo il datore di lavoro - e del Verde Marco Boato che ha illustrato alcune problematiche della norma, come ad esempio l'esclusione del lavoro autonomo, il limite temporale di un anno del permesso di lavoro e l'esproprio di un terzo del salario per il pagamento dell'alloggio - ancora in sospeso.

Di tutt'altro avviso il commento del deputato Luciano Dussin della Lega Nord Padania che ha puntato il dito sulla presunta situazione di illegalità creata dalla precedente legge sull'immigrazione ed ha sottolineato come il provvedimento in esame consentirà di regolarizzare egli extracomunitari attraverso l'emersione del lavoro in nero, con chiarezza, fermezza e rispetto delle regole. Una legge che, anche secondo il rappresentante dell'UDC Giampiero D'Alia, appare in piena sintonia, rappresentando uno strumento di garanzia per i lavoratori extracomunitari sottopagati e sfruttati, con gli obiettivi economici e sociali del Governo italiano. L’esponente di Forza Italia Pierantonio Zanettin ha definito "innovative e lungimiranti" le decisioni del Governo sull'immigrazione ed ha illustrato alcune importanti novità della legge in esame, come ad esempio la già citata decisione di legare insolubilmente la concessione del permesso di soggiorno alla stipula del contratto di lavoro. (Lorenzo Zita-Inform)


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