* INFORM *

INFORM - N. 188 - 7 ottobre 2002

Alla presenza del Presidente della Camera si sono aperti in Campidoglio i lavori del Convegno "l'Italia fuori dall'Italia"

Casini: "gli italiani nel mondo sono un inestimabile valore aggiunto del nostro Paese"

ROMA - "La nostra tradizione, genuinamente nazionale, sorge dalla capacità che la cultura italiana ha avuto di coniugare memoria e progresso, di mettere in continua comunicazione la classicità e le diverse espressioni culturali che si sono susseguite nel corso della sua storia. C'è bisogno di trasmettere per intero un simile patrimonio alle nuove generazioni. Dobbiamo dire con semplicità ai giovani che, anche nell'era della tecnologia, in un tempo sempre più schiacciato sul presente, i nonni ed i padri hanno un'eredità culturale da tramandare". Con queste riflessioni il Presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini ha inaugurato, presso la splendida sala della Protomoteca in Campidoglio, il Convegno internazionale "L'Italia fuori d'Italia: tradizione e presenza della lingua e della cultura italiana nel mondo". Una vera è propria maratona dibattimentale - il convegno si conclude il 10 ottobre con una discussione sul futuro internazionale della lingua e della cultura italiana - che è stata promossa dal Centro Pio Rajna, un'organizzazione di studio finalizzata alla ricerca letteraria, linguistica e filologica, con il patrocinio del MAE, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell'ICE, della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma. In concomitanza con il Convegno è stato presentato il libro, coordinato di Luciano Formisano, "La letteratura italiana fuori d'Italia", dodicesimo volume della collana "Storia della letteratura italiana" diretta dal Presidente del Centro Pio Rajna Enrico Malato.

"Questa immensa ricchezza culturale - ha proseguito il Presidente della Camera - merita un'attenzione rinnovata. Riscoprirne le straordinarie potenzialità consente infatti di verificare quanto della nostra cultura abbia fatto breccia nel contesto internazionale". Casini ha poi ricordato alcune delle più significative iniziative intraprese in questo contesto dal Parlamento italiano, come ad esempio la promozione di una concreta cooperazione a sostegno dell'Africa e degli altri territori dei nostro pianeta in via di sviluppo, nonché l'avvio di un fattivo dialogo parlamentare con gli organi di rappresentanza degli antichi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. " Del resto - ha evidenziato la terza carica dello Stato con palese compiacimento - ho avuto modo di apprezzare, nel corso delle mie visite ufficiali all'estero, quanto sia vasto l'apporto che gli Istituti di Cultura, i lettorati, le scuole italiane, i corsi di lingua e civiltà italiana garantiscono alla diffusione del nostro idioma e della nostra cultura. Un inestimabile valore aggiunto per il nostro Paese sono, a questo proposito, gli italiani nel mondo che costituisco un permanente fattore di osmosi con le altre culture in cui sono integrati… Credo quindi - ha concluso il Presidente della Camera dopo aver sottolineato come a tutt'oggi la cultura rappresenti uno straordinario strumento di penetrazione per la politica estera e l'economia del nostro Paese - che sia estremamente importante investire nella cultura, che continua a rappresentare la nostra più grande 'risorsa naturale' e ciò che più ci identifica nel consesso delle nazioni".

Durante il convegno il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini ha illustrato le finalità e gli obiettivi della seconda "Settimana della Lingua Italiana nel Mondo". Un evento che dal 14 al 19 ottobre mobiliterà, al fine di promuovere la nostra creatività nel contesto internazionale, la rete degli Istituti di Cultura operanti in tutto il mondo. Il Sottosegretario ha inoltre annunciato che il prossimo anno tematico della Farnesina - il 2002 è stato dedicato allo sviluppo della moda e del design italiano nel mondo - sarà imperniato sulla promozione della cultura regionale.

Una necessità, quella di passare dalla semplice tutela alla promozione della cultura italiana nel mondo, che nel corso di una breve ma esaustiva dichiarazione ci è stata ribadita anche dal Presidente della Provincia di Roma Silvano Moffa. " Nel campo specifico della tutela, della salvaguardia e soprattutto della valorizzazione della lingua italiana nel mondo - ha detto - dobbiamo impegnarci ancora di più. A tale scopo, proprio in questi giorni, la Provincia ha avviato la ristrutturazione di un antico palazzo del ‘600 situato in via dei Prefetti. Una sede bellissima e prestigiosa nella quale porteremo la biblioteca provinciale e quella del Centro di Studio Pio Rajna. Fare di questo palazzo - ha concluso il Presidente della Provincia - un centro di irradiazione della cultura italiana, non solo nell'ambito nazionale ma anche a livello internazionale, significa dotare la città di Roma di qualcosa di unico che ancora manca".

Il Presidente dell'ICE Beniamino Quintieri ha sottolineato come a tutt'oggi nel mondo, anche nell'ambito lavorativo, sia in costante aumento - negli Stati Uniti l'italiano occupa ormai stabilmente il quarto posto nella particolare classifica delle lingue più parlate - la domanda di lingua italiana. Quintieri, dopo aver ricordato il lancio da parte dell'Istituto di specifici progetti promozionali denominati " Cultura e mercato", ha inoltre auspicato che anche la promozione all'estero della lingua italiana possa avvalersi, così come già avviene per la proiezione internazionale della nostra economia, del prezioso e determinante supporto delle nostre collettività nel mondo. Oltre 60 milioni di persone, tra italiani ed oriundi, che, grazie alla loro capillare rete di contatti, potranno fornire un contributo determinante alla rapida diffusione della lingua italiana nei contesti d'accoglienza.

La serie degli interventi istituzionali si è conclusa con l'intervento dal Sindaco di Roma Walter Veltroni che ha evidenziato la necessità di preservare, in un mondo dominato dalla globalizzazione ed immerso nell'omologazione, le tradizioni e gli elementi fondanti della cultura italiana. A tutt'oggi infatti, secondo Veltroni, lo studio e la diffusione dell'italiano nel mondo appaiono strettamente legati alla necessità di approfondire e comprendere al meglio l'immenso patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: