* INFORM *
INFORM - N. 185 - 2 otttobre 2002
DOCUMENTAZIONE
Commissione Continentale del CGIE per l’America Latina
(Buenos Aires, 23-25 settembre 2002)
Ordine del Giorno sullo stato e prospettive dell’informazione italiana all’estero
Premessa
Con grande soddisfazione è stata salutata la decisione del CGIE di inserire tra i temi cardine della Riunione continentale tenutasi a Buenos Aires, tra il 23 ed il 25 di settembre, il tema dell’informazione italiana in America Latina, pure in un momento nel quale la regione attraversa gravissimi problemi di natura economica e sociale che rendono assai precaria la vita stessa di molti nostri connazionali residenti. Con ciò, e grazie anche al lavoro svolto dalla FUSIE, riteniamo si sia voluta sottolineare la centralità dell’informazione di ritorno come veicolo di una effettiva visibilità e comprensione delle realtà degli italiani in America Latina in questo periodo di particolare difficoltà, nella quale il rapporto con l’Italia si fa più stretto, ma anche più convulso e contraddittorio.
1. Le risorse finanziarie e l’emergenza economica
E’ stata denunciata ancora una volta la assoluta inconsistenza ed incongruità dei contributi erogati dalla Stato, rispetto al ruolo unanimemente attribuito all’informazione italiana all’estero in tutti i consessi, anche in quello recente e qualificato della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo. Rispetto poi alle reali necessità di funzionamento delle numerose testate italiane d’America Latina, il contributo erogato non arriva in molti casi a coprire più di 15 – 30 giorni di gestione, mentre il ricorso al credito interno è precluso dalla crisi economica o in ogni caso reso estremamente oneroso. A fronte di ciò appare del tutto inadeguato l’aumento accordato del monte contributi per il 2002, da 2 a 4 miliardi di lire ed inoltre non corrispondente alle promesse, in passato autorevolmente sostenute, di un apporto di 8-10 mld di lire, per il quale comunque si attende conferma di accoglimento da parte delle istituzioni competenti.
L’emergenza sociale ed economica che vive drammaticamente l’America Latina e l’Argentina in particolare, è stata oggetto di attenzioni e aiuti da parte del nostro Paese. Non così per la stampa italiana locale la quale rischia seriamente di estinguersi a breve termine, schiacciata sotto il peso della crisi: si richiede dunque con urgenza un apporto finanziario aggiuntivo e straordinario per questo settore eventualmente attraverso il ricorso ai fondi disponibili presso l’Unità tecnica di Coordinamento.
E’ stato sottolineato come l’informazione radio televisiva e quella basata sull’uso dell’internet e sugli strumenti telematici siano state finora escluse da qualsiasi possibilità di accesso ai fondi predisposti dallo Stato a favore della informazione a stampa. Tale preclusione è in aperto contrasto con gli sviluppi e le conclusioni della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, nella quale al contrario sembrava essere stato recepita la necessità di un cambio di indirizzo, mentre il persistere di questa limitazione può arrivare ad ostacolare lo sviluppo di progetti di ammodernamento e rinnovamento ormai non più rinviabili.
Sul piano delle fonti alternative di risorse finanziarie è stata rimarcata la necessità, avallata dall’attività di interesse pubblico svolta dall’informazione italiana all’estero, di un impegno sistematico, non più casuale ne sporadico, da parte delle Istituzioni italiane, Ministeri, Enti strumentali, Missioni diplomatico-consolari, nell’affidare le loro comunicazioni pubbliche ai mezzi di informazione italiani locali. Uguale richiesta è stata rivolta all’associazionismo regionale ed ai centri sociali delle diverse comunità italiane, mentre produrrebbe proficui vantaggi reciproci anche l’avvio di un rapporto di scambio di servizi professionali con le Regioni italiane, spesso patrocinatrici di fogli periodici di informazione dedicati ai corregionali all’estero ed alle loro iniziative. Infine non può essere tralasciato il rapporto con le imprese italiane sia quelle residenti in America Latina che quelle operanti in Italia: qui si aprono possibilità notevoli di sviluppo e di sinergie, ad esempio attraverso la creazione di pagine di informazione economica mirata o aziendale, in accordo con le Camere di Commercio e l’Istituto Commercio Estero, senza trascurare la tradizionale raccolta pubblicitaria.
2. Le sfide dell’informazione italiana all’estero e le nuove tecnologie
Ad ogni nuovo incontro sul tema dell’informazione italiana all’estero, dell’America Latina nel caso particolare, cresce e si rafforza la consapevolezza della importanza cruciale che questo sistema fatto di imprenditorialità, professioni, volontariato, riveste come fornitore di servizi di interesse collettivo, come fonte di notizie e conoscenze, ma anche come strumento di preservazione e trasmissione dei valori dell’identità nazionale e delle culture regionali, infine come mezzo per la salvaguardia del diritto dei connazionali all’estero ad essere cittadini informati su tutti i temi che li riguardano ed in particolare su quelli di carattere amministrativo, normativo o istituzionale. Cresce anche ed in conseguenza il rifiuto e la protesta per il perenne stato di precarietà nel quale si trovano ad operare le testate italiane in America Latina, destinatarie di contributi sempre insufficienti da parte dello Stato, sia in termini assoluti che in relazione alla crescita esponenziale dei costi dovuta alla svalutazione monetaria.
Cresce tuttavia anche la coscienza di una maggiore complessità del sistema dell’informazione italiana all’estero - costituito da testate tradizionali a stampa, radio e televisioni locali, siti e portali telematici, risorse umane diverse e qualificate - e quindi della necessità di adeguare e trasformare il rapporto che intercorre tra questo sistema, l’Italia ed i suoi cittadini sparsi per il mondo. Una necessità che è insita nel nuovo ruolo che i mass-media e le nuove tecnologie svolgono nelle società moderne, in un’epoca di globalizzazione crescente caratterizzata dal moltiplicarsi di un’offerta informativa sempre più spesso liberamente accessibile e gratuita, ma anche dall’aprirsi di nuovi scenari di interscambio tra cittadini, istituzioni e imprese italiane, in Italia e all’estero. Su questi scenari in aperto divenire, occorre intervenire per cercare di tracciare nuovi progetti che consentano di superare la crisi nella quale si dibatte il settore, da un lato certamente incrementando gli apporti finanziari da parte dello stato, dall’altra preparandosi per le sfide che pone il futuro prossimo.
3. Un Piano-Paese per l’informazione
Questo documento vuole dunque essere di stimolo ed incentivo alle sedi istituzionali competenti per la formulazione di un disegno progettuale nuovo e organico per l’informazione italiana all’estero sul quel basare interventi finanziari certamente più consistenti, ma anche più qualificati da parte dello Stato, cui si accompagnino, ad esempio, una chiara politica della formazione professionale, dell’aggiornamento tecnologico e dell’accesso al know-how, un rapporto rinnovato di interscambio di servizi e collaborazioni con le Associazioni professionali e le diverse testate italiane, l’accesso agevolato a forme alternative di finanziamento, quali i crediti alla piccola e media impresa oppure, ove efficace, il credito onore, infine l’apertura di canali privilegiati di scambio con le imprese italiane, dentro e fuori Italia
4. Informazione di ritorno e informazione circolare. L’appuntamento del voto
E’ stata ribadita la necessità di stabilire principi e criteri intorno al concetto di informazione di ritorno, propria delle testate italiane all’estero. Protagonista di questo modo di fare informazione sono la testata locale ed il professionista dell’informazione che vi fa riferimento, come testimone privilegiato sia delle iniziative e delle istanze delle comunità italiane residenti, sia degli avvenimenti di interesse internazionale che riguardano il Paese in cui vive e più in generale la regione latinoamericana. Canale del flusso di informazione di ritorno sono i giornali e notiziari locali, coadiuvati dai media italiani, la RAI, le testate giornalistiche televisive regionali.
Ma è informazione di ritorno anche quella che commenta la notizia politica, economica o di costume proveniente dall’Italia. e ne da un punto di vista particolare: quello appunto dell’italiano all’estero, portatore di culture e priorità a volte diversi ed originali. Si stabilisce così un flusso di informazione biunivoco che comunque riprende, con tagli ed angolazioni differenti, argomenti e notizie anche a carattere prettamente nazionale.
Di questo movimento deve essere artefice il professionista locale il quale diviene elemento essenziale per uscire dall’isolamento asfittico nel quale spesso cade la stampa d’emigrazione, ma anche l’editore il quale deve approntare i mezzi necessari per ampliare la diffusione delle notizie. In questo senso il ricorso a internet, alle nuove tecnologie, non costituisce solo l’involucro esterno o il mezzo su cui viaggia l’informazione, ma concretamente consente oggi di raggiungere un notevole numero di destinatari e dunque di rendere efficace l’informazione di ritorno, oltre a garantire maggiore visibilità alla testata e dunque maggiori possibilità di entrate.
Si tratta di osservazioni che riteniamo importanti soprattutto in vista della prossima sfida del voto all’estero, necessarie a dare adeguata informazione agli italiani residenti non solo sulle modalità di voto, ma anche sulle posizioni politiche in campo e comporterà l’adempimento delle esigenze di diffusione appunto e di visibilità richieste a questo scopo. Ma le Istituzioni e le Missioni diplomatico-consolari in particolare saranno chiamate a utilizzare in forma prevalente e privilegiata i media italiani all’estero per la adeguata pubblicità delle norme e regole elettorali.
Diversamente la voce degli italiani all’estero rischia di risultare troppo fievole all’interno delle testate nazionali e nelle grandi reti radiotelevisive.
5. Aggiornamento e riconoscimento professionale
Un punto centrale per il rilancio dell’informazione italiana all’estero è quello della formazione e dell’aggiornamento professionale da realizzarsi con la FUSIE, mediante accordi con le organizzazioni professionali italiane, utilizzando strutture locali idonee e adeguatamente attrezzate. L’aggiornamento come accennato dovrebbe coinvolgere tutti gli operatori dell’informazione, dal giornalista al grafico, includendo gli editori e dovrebbe fornire gli strumenti teorici e pratici necessari a qualificare e riqualificare l’attività giornalistica scritta, parlata o grafica e ad intraprendere o migliorare la gestione editoriale di una testata. E’ indispensabile che agli stages di formazione partecipino in appositi seminari anche le associazioni imprenditoriali locali e italiane, i centri studi dell’immagine d’impresa, le agenzie pubblicitarie.
Il rapporto di collaborazione con le Associazioni giornalistiche italiane e la FUSIE potrebbe infine giovare al definitivo riconoscimento professionale di quegli operatori che per ragioni legate alle normative per l’esercizio della professione nei Paesi di residenza, vedono precluso o limitato uno sbocco professionale e in alcuni casi anche previdenziale.
6. Radiografia dei media italiani all’estero
Il censimento della stampa italiana all’estero, avviato dalla FUSIE con il patrocinio del CNEL, deve essere una vera e propria radiografia dei media italiani all’estero, delle radio, delle televisioni e delle testate telematiche, tutte realtà rilevanti del panorama informativo latino americano. Si raccomanda di compierlo non solo con il ricorso alle informazioni in possesso dei Consolati, ma coinvolgendo anche le comunità e le Associazioni.
7. Media radiofonici, televisivi e telematici
La Commissione Continentale del CGIE per l’America Latina auspica infine il coinvolgimento e l’impegno diretto della FUSIE anche per quanto concerne il settore dei media radiofonici, televisivi e telematici.
(Approvato all’unanimità)
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