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INFORM - N. 181 - 27 settembre 2002

Gianni Pittella (Ds): il riformismo europeo è vivo

ROMA - Prima Goram Persson, poi Gerhard Schroeder in Germania. Nel mezzo il Partito Socialdemocratico in Macedonia. Tre vittorie in un fazzoletto di giorni, per quanto è giusto non trarre conclusioni affrettate, ci dicono molte cose sul piano politico.

Ci dicono innanzitutto che i Socialisti e i Riformisti europei non sono una specie superata.

Il vento populista e l'impasto di nazionalismo, egoismo corporativo, liberismo sfrenato, xenofobia, razzismo, che ha sospinto le vele della destra, non è inarrestabile.

E per fermarlo non serve radicalizzare le posizioni e disperdere il profilo riformista. E' vero che il Cancelliere Tedesco ha dato grande risalto alla sua posizione sulla guerra contro Saddam. Ma il suo è un pacifismo ragionato, che non ha escluso in passato, la compartecipazione della Germania ad azioni militari, non di carattere "preventivo" e di concerto con l'ONU e le altre Nazioni Europee.

E' vero che in Germania ha vinto la coalizione rosso-verde e i verdi di Fisher hanno ottenuto un significativo risultato. Ma l'ecologismo di Fisher tutto è salvo che il komeinismo che si aggira in altri luoghi.

Ma soprattutto, alle spalle dell'SPD e di Schroder, vi è un'esperienza di governo che si è caratterizzata per il suo profilo riformista, per la sua difesa non cieca dello stato sociale, per la capacità di tenere insieme coesione e competitività, per l'apporto alla costruzione di un modello di società multiculturale, multirazziale a cui noi siamo particolarmente affezionati. Attenzione, dunque, ad utilizzare Schroder come si tentò di fare alcuni anni fa con Jospin, per sostenere che la radicalizzazione delle posizioni aiuta a vincere.

Radicalità dei valori e riformismo della costruzione delle soluzioni attuative dei valori, cioè nell'esercizio della politica: questo continua ad essere il mio convincimento.

Ringrazio Piero Fassino. E' la prima volta, penso, che a conclusione di una festa nazionale del'Unità, il Segretario del partito citi Filippo Turati, e ne ricordi, quale insegnamento di fondo per la nostra azione, una frase riassuntiva del suo pensiero: "ogni scorciatoia non fa che allungare la strada, la via lunga è la sola breve!"

Le vittorie in Europa, i cinquantamila che affollavano l'anfiteatro naturale del Festival di Modena, in un tripudio di bandiere, di canti, di applausi, i tre milioni di compagne e compagni (tantissimi della Sinistra giovanile) che hanno visitato la Festa, la voglia di reagire in positivo che ha espresso la bella manifestazione di San Giovanni, la tenace azione di contrasto e di proposta che stiamo costruendo in Parlamento, tutto ciò ci dice che anche in Italia possiamo tornare a vincere.

Non smarriamo la bussola europea, diamo più forza al nostro impegno per l'Europa politica, e diamo più nettezza al nostro profilo di socialisti e riformisti europei.

Finiamola di contrapporre passione e ragione, protesta e proposta.

Se si vuole essere davvero coerenti attuatori dei propri valori e dei propri programmi, "la via più breve - come diceva Turati - è sempre quella più lunga". (Gianni Pittella, eurodeputato DS/PSE, responsabile della Direzione Ds per gli italiani all’estero)

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