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INFORM - N. 181 - 27 settembre 2002

A proposito del trasferimento contributivo dei contributi Avs all’INPS: occorre una nuova proposta normativa

ZURIGO - Lo scorso 24 luglio il Senato della Repubblica Italiana aveva definitivamente convertito in legge il Decreto che il Consiglio dei Ministri italiano aveva a sua volta approvato il 6 giugno 2002 che, tra le altre cose, regolamenta il diritto alla pensione di anzianità in favore dei lavoratori emigrati in svizzera che dal 1° giugno 2002 non possono più trasferire i contributi svizzeri AVS all’INPS.

Il Decreto, convertito in legge, era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 dell’11 giugno 2002 ed era stato anche promulgato dal Presidente della Repubblica alla fine di giugno; prevedeva il conseguimento del diritto alla pensione italiana di anzianità dopo 35 anni lavoro con il trasferimento virtuale, cioè con il computo figurativo dei contributi svizzeri.

La pensione da erogare sarebbe totalmente a carico dell’INPS e viene erogata sulla base delle retribuzione svizzere convertite in retribuzione pensionabile italiana, con il risultato di ottenere una pensione mensile lorda di circa 700 Euro fino all’età pensionabile svizzera (65 anni per gli uomini e 64 anni per le donne).

Il Decreto prevederebbe tale possibilità solo per i lavoratori emigrati rimasti disoccupati.

Il Decreto inoltre darebbe la possibilità di questo tipo di pensionamento soltanto fino al 31 dicembre 2003.

Abbiamo finora usato il condizionale nelle espressioni, poiché l’elemento più importante manca ancora, cioè il regolamento applicativo della nuova legge.

Sembra infatti un compito arduo da parte dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) redigere ed approvare, in breve tempo, un regolamento interpretativo ed attuativo della nuova normativa.

Per ora, in base al testo letterale del disposto normativo, possiamo solo esprimere nuovamente, ribadendo pensieri già pubblicati in precedenza, la nostra perplessità e rimarcare i seguenti punti:

a) l’emigrazione italiana in Svizzera ha chiesto una proroga di 5 anni (a partire dall’entrata in vigore degli Accordi Bilaterali CH-UE) in favore del trasferimento reale dei contributi; Il Decreto convertito in legge prevede unicamente un proroga fino al 31.12.2003;

b) l’emigrazione italiana in Svizzera ha chiesto la possibilità di trasferire realmente i contributi svizzeri per la durata della proroga quinquennale in favore di tutti i cittadini italiani che con la vecchia convenzione bilaterale di sicurezza sociale poteva usufruire di questo diritto; il Decreto convertito in legge limita l’applicazione solo ai disoccupati;

c) La discriminazioni summenzionata, creata dal Decreto Legge e quindi dalla legge, sarà certamente imputata ed impugnata in giudizio costituzionale.

Il Decreto Legge convertito ha effetto immediato dalla data della sua pubblicazione. Durante il procedimento di conversione, sia alla Camera dei Deputati che al Senato nulla è stato modificato rispetto all’articolato licenziato dal Governo in sede di approvazione originaria. Tutti i riferimenti sono rimasti eguali ed aggiungiamo anche i pasticci che la nuova normativa comporterà. Allo stato attuale quindi la norma rimane inapplicabile. Ciò potrebbe significare che il lavoratore emigrato che vanta l’ambizione di pensionarsi in Italia con la nuova legge sul "trasferimento virtuale" per ora vede solo una pensione virtuale e pertanto rischia, se rimpatria, di rimanere senza lavoro, senza indennità di disoccupazione svizzera e senza pensione italiana vera.

Penso quindi, ora sia compito di tutta l’emigrazione fare ulteriore pressione sui gruppi parlamentari, sull’amministrazione e sul Governo, affinché si elabori una nuova proposta normativa interna o comunitaria, sulla scorta delle rivendicazioni già esplicitate in precedenza da tutte le organizzazioni, rinnovando l’attenzione al Governo ed al Parlamento che ben 12.000 emigrati hanno sottoscritto la petizione contro il blocco immediato del trasferimento reale dei contributi. Questo sempre in attesa che l’INPS licenzi il regolamento applicativo della norma. (Antonio Giacchetta-Inform)


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