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INFORM - N. 181 - 27 settembre 2002

Le ACLI per la tutela dei diritti di due milioni di lavoratori precari

ROMA – "Oggi la legge consente la detrazione delle spese veterinarie per gli animali domestici. Non sarebbe più importante fare altrettanto per la formazione professionale delle persone o forse queste sono meno importanti degli animali? Pur in presenza di difficoltà economiche, si tratta di stabilire delle priorità. E la formazione professionale dei lavoratori, soprattutto dei lavoratori atipici, che sono i meno tutelati, non è certo meno importante della salute degli animali." Lo ha affermato Luigi Bobba, Presidente nazionale delle ACLI, nel corso della conferenza stampa tenuta a Roma, in occasione della manifestazione realizzata dalle ACLI a Roma, a Piazza del Popolo, per la raccolta delle centomila firme per la petizione a tutela dei diritti dei lavoratori (circa 2 milioni di precari) atipici.

Il diritto individuale alla formazione è il baricentro dei nuovi diritti del lavoro. La petizione delle ACLI – ha ricordato Bobba – propone tra l’altro una "dote formativa" per ogni cittadino, più o meno consistente a seconda delle sue condizioni economiche e delle sue esigenze professionali. Già oggi sarebbe possibile un intervento concreto. Basterebbe finanziare la normativa già esistente, la legge 8 marzo 2000, che prevede i cosiddetti "congedi formativi" per i lavoratori dipendenti che abbiano almeno cinque anni di anzianità aziendale.

Gli atipici sono, invece, tagliati fuori. Per questo le ACLI chiedono che questi lavoratori possano avere una graduale ma consistente detassazione delle spese che essi sostengono per la loro formazione e il loro aggiornamento professionale. È stata fatta una "Tremonti-bis" a favore delle imprese. Si potrebbe fare una "Tremonti-ter" per consentire la detassazione delle spese sostenute dalle persone che lavorano o che cercano un lavoro. Si potrebbe detassare infine parzialmente l’utilizzo del TFR a finalità formative. Con questi provvedimenti le istituzioni darebbero un segnale inequivocabile che intendono sostenere gli investimenti formativi e favorire così nuova occupazione.

Nell’ultima decade di ottobre – ha concluso Bobba – presenteremo la nostra petizione alla Camera. Insieme alla petizione le ACLI presenteranno una proposta di legge per il riconoscimento dei diritti individuali di formazione, che verrà sottoscritta da parlamentari dei due schieramenti politici. Con questa petizione popolare, le ACLI assumono una iniziativa non contro qualcosa, ma per qualcosa: contribuire alla difesa di quei lavoratori che, meno di altri, sono tutelati nei loro diritti essenziali. (Inform)


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