* INFORM *

INFORM - N. 178 - 24 settembre 2002

Tremaglia risponde a Montecitorio a tre interrogazioni sulle misure in favore degli italiani residenti in Argentina

ROMA - Improvvisamente, come avviene nei temporali di fine estate, la Camera dei Deputati è stata scossa dai lampi e dai tuoni della drammatica crisi argentina. Dopo il lungo dibattito della seduta del 23 luglio - interamente dedicato all'analisi delle dinamiche storiche e finanziarie che hanno portato al tracollo economico dell'importante Paese d'accoglienza - la discussione, nella successiva seduta del 24 luglio, è infatti entrata nel vivo con la presentazione al Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia di tre specifiche interrogazioni, proposte dai deputati Lettieri (Margherita), Bulgarelli (Gruppo Misto), Calzolaio (DS), sulle misure da intraprendere in favore dei cittadini italiani residenti in Argentina (ne pubblichiamo di seguito il testo). Alle richieste di chiarimento - riguardanti la situazione della rete consolare, le modalità di erogazione degli aiuti finanziari ed il coordinamento dei fondi già stanziati dalle Provincie e dalle Regioni- il rappresentante del Governo ha risposto ricordando in primo luogo come la crisi argentina non sia stata seguita con la dovuta attenzione - in questo ambito anche gli Stati Uniti potevano fare di più - dal Fondo Monetario Internazionale. Un contesto difficile che, per quanto riguarda la comunità italiana, è stata resa ancora più complessa dalla situazione della rete consolare.

"Tutti abbiamo ereditato - sottolinea infatti Tremaglia - una situazione che ritengo di poter definire vergognosa. Non è accettabile, infatti, per un paese civile vedere fuori dai consolati file di italiani che versano in situazioni veramente incredibili. Uno Stato civile non può accettare realtà di questo tipo; migliaia di italiani a Buenos Aires fanno la fila; vi sono richieste di servizi che non arriveranno mai e domande di cittadinanza che verranno accolte soltanto dopo tre anni… Per dare una risposta a queste vicende veramente incredibili abbiamo inviato in Argentina, a partire del mese di febbraio, i primi 30 contrattisti a cui in seguito, con l'attuazione della legge sulla rilevazione dei cittadini italiani residenti all'estero, si sono aggiunti altri 64 contrattisti e 14 unità di personale di ruolo". Dopo aver ricordato l'intervento del suo dicastero presso la dirigenza Fiat per scongiurare la chiusura dello stabilimento Iveco in Argentina - la fabbrica è rimasta aperta sia pure ad organico ridotto - Tremaglia ha sottolineato come a tutt'oggi siano già stati stanziati dall'Italia - in questo contesto verranno presto erogate nuove risorse - 200 miliardi di vecchie lire in favore della piccola e media industria (150) e per l'assistenza sanitaria (50).

"Vi è, poi, il problema del rientro in Italia dei nostri connazionali – ha proseguito Tremaglia dopo aver comunicato l'istituzione presso il suo dicastero dell'Unità di coordinamento delle Regioni e la creazione a Buenos Aires di una specifica struttura tecnica per la distribuzione in loco degli stanziamenti pubblici - su cui dobbiamo fare chiarezza. Io non porto avanti una politica del rientro, ma una politica dell'emergenza. In questo contesto ho chiesto inoltre alle Regioni di costituire un fondo unico di solidarietà per l'Argentina di cinque miliardi di lire". Sempre per quanto riguarda il rientro dei nostri connazionali residenti in Argentina il Ministro ha ricordato l'attivazione di una corsia preferenziale per gli italiani all'estero, la sospensione della leva per i nostri giovani residenti in Argentina, la stipula con l'Alitalia di specifiche sovvenzioni con sconti del 50%, la creazione di appositi corsi di formazione per il reinserimento dei nostri connazionali nel mondo del lavoro e il pagamento in dollari delle pensioni italiane in Argentina. "Per risolvere questa situazione – ha detto Tremaglia passando a tematiche di più ampio respiro - il Governo italiano dovrà fare assolutamente pressione sia sugli Stati Uniti d'America, affinché il Fondo Monetario faccia il proprio dovere con i crediti dell'Argentina, sia nell'ambito europeo dove stanno maturando iniziative di sostegno sociale… In questi giorni – ha concluso il Ministro dopo aver dato assicurazioni sull'effettiva erogazione della prima trance di aiuti e sull'esborso di successivi stanziamenti - sono morte sulle nostre coste 45 persone. Voglio quindi ribadire che l'accoglienza è un fatto di umanità e di civiltà e dico questo perché gli italiani hanno sofferto tanto in un secolo di storia. Perciò la parola solidarietà certamente si accompagna alla legalità, ma non possiamo dimenticare i disperati che arrivano e quelli che scappano per ragioni politiche, come ad esempio i Curdi. Ho voluto fare questa riflessione perché, al di là delle ragioni politiche, la sento profondamente dentro di me. Penso che la politica debba essere fatta anche con i sentimenti, con il cuore e per un senso di giustizia".

In sede di replica l’on. Mario Lettieri, dopo aver espresso la sua solidarietà alle vittime di un'immigrazione disperata, ha chiesto al rappresentante del Governo un assiduo impegno sia a livello internazionale, attraverso diretti interventi sul Fondo Monetario, sia nel contesto nazionale. A tutt'oggi infatti sono numerosi i figli e i nipoti di italo argentini che vivono nel nostro Paese come extracomunitari. Una situazione che potrebbe essere facilmente sanata , evitando il previsto rientro in patria degli interessati, attraverso la diretta concessione in loco del passaporto. Sullo stesso linea anche l'intervento del deputato Mauro Bulgarelli che ha in primo luogo ricordato come le origini della crisi argentina siano da ricercare negli effetti della globalizzazione che ha favorito lo sviluppo di accordi economici scellerati e selvaggi. Una situazione difficile che coinvolge tutta l'America Latina e che, secondo l'esponente dei verdi, dovrà essere affrontata con nuovi e cospicui finanziamenti. Aperte critiche, prontamente smentite da Tremaglia, sono giunte invece dall’on. Valerio Calzolaio che, pur riconoscendo l'impegno del Ministro, ha rilevato dei ritardi nell'azione di Governo sia per quanto riguarda l'ammodernamento e l'acquisto delle sedi consolari - tra gli uffici citati quelli di Buenos Aires e Mar del Plata - sia per quanto concerne l'effettiva erogazione dei fondi di solidarietà stanziati dalle Regioni. (Lorenzo Zita-Inform)

 

CAMERA DEI DEPUTATI - INTERROGAZIONI

(Misure a favore dei cittadini italiani residenti in Argentina)

 

LETTIERI. - Al Ministro per gli italiani nel mondo.

- Per sapere - premesso che:

la situazione politico-economica e sociale in Argentina è ancora molto grave e preoccupante;

le notizie relative ai nostri numerosissimi connazionali non sono affatto tranquillizzanti ed impongono un intervento più incisivo e puntuale da parte del Governo;

servono non soltanto aiuti immediati. Vanno potenziati gli uffici dell'ambasciata e dei consolati italiani per accelerare tutte le pratiche relative al rientro in Italia di coloro che intendono farlo, nonché le pratiche relative alla concessione della cittadinanza italiana ai figli e ai nipoti dei nostri emigrati;

sembra che molti giovani, che avevano chiesto la concessione della cittadinanza italiana, siano stati dissuasi o abbiano ottenuto risposte di rinvio alle classiche calende greche;

serve, invece, un vero e proprio piano di interventi finalizzato anche al rientro e/o all'ottenimento della pensione sociale per gli anziani, che, dopo anni di lavoro svolto lontani dalla patria, sono privi di qualsiasi forma di sostegno;

la necessità di un continuo monitoraggio della situazione è indispensabile per dare un minimo di serenità ai nostri emigrati ed anche una certa tranquillità ai loro familiari in Italia;

per un eventuale piano di rientro di quanti chiedono di ritornare in Italia sarebbe opportuno il coinvolgimento delle regioni;

naturalmente il Governo dovrebbe nelle competenti sedi internazionali, quali il Fondo monetario internazionale e la stessa Unione europea, adoperarsi per i necessari aiuti economici e finanziari, ma anche per adeguati controlli sull'effettiva efficacia delle politiche economico-sociali dell'attuale Governo argentino -:

quali azioni siano state intraprese e quali provvedimenti si intendano adottare con riferimento alla questione summenzionata.

 

BULGARELLI. - Al Ministro per gli italiani nel mondo.

- Per sapere - premesso che:

la comunità italiana in Argentina costituisce da tempo una componente integrata dal punto di vista demografico, sociale e culturale ed è il risultato dell'esodo di oltre 3 milioni di italiani entrati in quel Paese durante un secolo (di cui 1,8 milioni prima del 1914, 675 mila tra le due guerre e mezzo milione nel secondo dopoguerra). La percentuale di italiani giunse ad essere pari, nel 1914, a circa il 12 per cento della popolazione totale, in conseguenza della punta massima raggiunta dai flussi migratori dall'Italia verso quel Paese (111.500 unità nel 1913);

in seguito alla più grave crisi economica della storia argentina, che ha portato negli ultimi anni il tasso di disoccupazione a circa il 20 per cento e che ha ridotto quasi la metà dei 36 milioni di abitanti in condizioni di indigenza, è iniziato da qualche tempo un significativo "esodo di ritorno" verso l'Italia. Decine di migliaia di figli di immigrati italiani in Argentina hanno deciso di fare ritorno nel nostro Paese, nella speranza di ottenere la cittadinanza e un'attività lavorativa dignitosa. Nella sola regione del Veneto sono giunte nell'ultimo anno circa 6500 domande di impiego, che solo in 200 casi hanno avuto buon esito;

secondo quanto dichiarato dal console generale a Buenos Aires, ci sono circa 75.000 pratiche di richiesta di cittadinanza giacenti e la stima complessiva dei richiedenti sfiora le 300.000 unità. Altre centinaia di migliaia di nostri connazionali hanno inoltrato domanda di assistenza medica, ospedaliera e geriatrica a causa delle loro condizioni di estrema povertà, ma solo 2000 di essi sono riusciti ad ottenere un sussidio di 500 euro annui e l'assistenza sanitaria gratuita da parte delle nostre autorità consolari;

varie regioni italiane hanno stanziato complessivamente 2,6 milioni di euro per il fondo di solidarietà per gli italiani d'Argentina, cifra evidentemente insufficiente a far fronte al grande numero di nostri connazionali in precarie condizioni economiche, mentre il Governo italiano ha stanziato 150 milioni di euro, indirizzandoli però a favore di piccole e medie imprese. Attualmente esiste una sola unità tecnica di assistenza, presieduta dall'ambasciatore italiano a Buenos Aires, con il compito di censire gli italiani bisognosi, e un'unità centrale di coordinamento, con il compito di gestire le risorse finanziarie messe a disposizione dalle regioni e dal Governo, alle dipendenze del ministero per gli italiani nel mondo. Tale situazione genera un forte malcontento tra gli italiani d'Argentina e rischia di offuscare l'immagine del nostro Paese all'estero -:

se non ritenga opportuno predisporre ulteriori e più efficaci strutture di coordinamento e di assistenza per i nostri connazionali residenti in Argentina, oltre quelle esistenti;

se non ritenga prioritario indirizzare i finanziamenti già stanziati soprattutto verso la popolazione italiana indigente in Argentina, piuttosto che verso imprese e aziende lì operanti;

se non ritenga assolutamente insufficienti le risorse messe a disposizione dal Governo per assistere i nostri connazionali, a fronte della gravissima crisi economica che ha colpito l'Argentina e che ha ridotto in condizioni di povertà moltissimi italiani lì residenti

 

CALZOLAIO, SPINI, RANIERI, SERENI, CABRAS, FUMAGALLI, CRUCIANELLI e SANDI. - Ai Ministri per gli italiani nel mondo e degli affari esteri.

- Per sapere - premesso che:

il 20 marzo 2002 la Commissione affari esteri della Camera dei deputati ha espresso il parere favorevole sullo schema di decreto ministeriale concernente gli interventi per l'acquisto, la ristrutturazione e la costruzione di immobili da adibire a sedi diplomatiche e di uffici consolari, nonché di alloggi per il personale, previsti durante l'esercizio finanziario 2002;

considerando la situazione attuale in Argentina, il parere favorevole è accompagnato alla richiesta al Governo di fornire indirizzi più generali sul rafforzamento delle piante organiche e della rete consolare;

visto l'improvviso aggravio di adempimenti richiesti all'ambasciata di Italia a Buenos Aires ed agli altri consolati, il 16 gennaio 2002 è stato emanato il decreto-legge n. 3 relativo ad assunzioni temporanee, convertito dalla legge n. 35 del 2002;

cause strutturali hanno determinato, ormai da anni, l'attuale situazione di sovraccarico di lavoro e di ritardi gravissimi nella trattativa delle pratiche, determinando una condizione che richiede non contrattisti temporanei, ma personale a tempo indeterminato;

il consolato generale di Buenos Aires è sotto continua pressione per le pratiche provenienti dalle località con forte presenza italiana, come ad esempio Quilmes e Martinez, che finora sono rimaste senza adeguata copertura della rete consolare;

a Buenos Aires, Mar del Plata e La Plata l'inidoneità delle attuali sedi dei consolati costituisce un grave limite alla funzionalità e alla sicurezza del lavoro, nonché alla prestazione dei servizi all'utenza;

ultimamente si sono recate nell'Argentina delegazioni da varie regioni e province italiane promettendo aiuti finanziari ai propri conterranei. L'aspettativa creata nei nostri connazionali ed il loro bisogno da una parte e la mancanza di informazioni ufficiali dall'altra stanno facendo fiorire un ignobile mercato da parte delle agenzie locali per la compilazione di vari moduli di richiesta -:

se si intendano adottare in tempi brevissimi ulteriori misure dirette a migliorare l'efficienza della rete consolare, offrendo i servizi adeguati ai nostri connazionali, sia a coloro che intendono venire in Italia, sia a coloro che intendono rimanere in Argentina;

se il Governo intenda adottare provvedimenti concreti per coordinare e canalizzare gli aiuti finanziari che alcune regioni e province hanno finora promesso a propri conterranei;

quali politiche si intendano assumere per sollecitare, soprattutto a livello europeo, misure che aiutino la ripresa dell'economia argentina.

Inform)


Vai a: