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INFORM - N. 177 - 23 settembre 2002

Don Domenico Locatelli è il nuovo Direttore della pastorale degli italiani all’estero

L’annuncio in apertura del convegno nazionale dei Direttori diocesani Migrantes alla Domus Pacis

ROMA - La Conferenza Episcopale delle Migrazioni (CEMI), riunitasi nei giorni scorsi a Roma, ha chiamato don Domenico Locatelli all’incarico di Direttore della pastorale degli emigrati italiani. Lo ha annunciato mons. Luigi Petris, Direttore generale della Migrantes, nel saluto ai Direttori diocesani Migrantes riuniti il 23 settembre alla Domus Pacis per il loro convegno nazionale. Domenico Locatelli, sacerdote bergamasco, è da dieci anni missionario a Yverdon in Svizzera, nella diocesi di Friburgo. Egli sostituisce don Elia Ferro, che da alcuni mesi aveva concluso il suo mandato quinquennale ed è ora rientrato nella diocesi di Padova. Mons. Petris ha ringraziato don Elia per il lavoro svolto ed ha fatto gli auguri al nuovo Direttore che si trova ancora in Svizzera. Auguri estesi a padre Bruno Mioli, confermato Direttore della pastorale degli immigrati e profughi, e a don Giacomo Martino nominato Direttore della pastorale per i marittimi e aeroportuali.

Il convegno dei Direttori diocesani Migrantes è stato aperto da don Michele Palumbo, moderatore della prima giornata e Direttore regionale della Basilicata. In questa regione, infatti, tra la metà di ottobre e la metà di novembre, si svolgeranno le principali manifestazioni collegate alla Giornata Nazionale delle Migrazioni che sarà celebrata domenica 17 novembre nella cattedrale di Acerenza.

"A quasi due anni dalla chiusura del Giubileo e dal nostro ultimo convegno - ha detto mons. Petris ai convenuti - è necessaria una verifica del cammino fatto. Dobbiamo chiederci se questo evento è stato un’occasione di conversione anche per gli italiani all’estero, per gli immigrati in Italia, per tutte le persone coinvolte nella mobilità. E tutta questa nostra gente in cammino ha avvertito durante e dopo il Giubileo che le comunità dei credenti, le Chiese locali hanno maggiormente aperto i loro cuori? Oppure tutto è rimasto come prima?"

Nel "fare la radiografia" della Migrantes in Italia Petris ha rilevato che ci sono ancora malintesi da superare e da vincere. La realtà è complessa e variegata: ci sono ancora Vescovi e Chiese locali che ignorano la finalità evangelizzatrice della Migrantes e riducono l’impegno nei confronti dei migranti solo agli aiuti di prima assistenza. Le preoccupazioni maggiori sono evidentemente per gli immigrati e i profughi, i rom e sinti: "viviamo in una società, un mondo in cui, specie dopo l’11 settembre, sembra prendere sempre maggior consenso una cultura che tutto permette nei confronti di certe persone, criminalizzate solo per il fatto di essere stranieri o culturalmente diversi. E così nel silenzio generale si assiste alla violazione di diritti fondamentali delle persone".

Il convegno, oltre alla relazione di base del biblista mons. Bruno Maggioni ("Comunità cristiana in un mondo che cambia: quando il suo annuncio è credibile") e all’intervento di mons. Alfredo Maria Garsia, Vescovo di Caltanissetta e Presidente della CEMI e della Migrantes, ha in programma le relazioni di mons. Cesare Nosiglia, Vicegerente di Roma ("Esperienza di una Chiesa locale accogliente: per superare difficoltà e resistenze") e del Vescovo di Algeri mons. Henri Teissier ("La forza di una Chiesa debole: testimonianze e attese"). La mattinata conclusiva, mercoledì 25, è dedicata ad un confronto su temi importanti come la legge Bossi-Fini, la Giornata Nazionale delle Migrazioni 2002 ed il Convegno nazionale sulle migrazioni previsto per febbraio 2003. (Inform)


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