* INFORM *

INFORM - N. 176 - 21 settembre 2002

Pensionati svizzeri residenti in Italia: dove assicurarsi contro le malattie ?

ZURIGO - Gli uffici dell’ITAL-UIL, sia in Svizzera che in Italia, da alcuni giorni sono tempestati da telefonate di ex emigrati italiani, titolari di una pensione svizzera dell’AVS-AI, che domandano come debbono comportarsi nei confronti di una lettera (composta da diversi fogli) ricevuta da "un ufficio di Solothurn (Svizzera)" e che riguarda l’assicurazione contro le malattie.

Innanzitutto è utile precisare che la lettera in questione è stata inviata a tutti i titolari di una rendita dell’AVS-AI, residenti in Italia, da parte della "Istituzione comune LAMal" di Soletta, cioè una Fondazione prevista dalla Legge federale elvetica sull’assicurazione malattia (LAMal). Tale lettera è una conseguenza degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’Unione Europea, entrati in vigore lo scorso primo giugno, e, più precisamente, a seguito delle modifiche intervenute nell’ambito della previdenza e sicurezza sociale e contenute nel dossier sulla Libera circolazione delle persone. Infatti quella parte degli accordi bilaterali prevede anche alcune norme per l’assicurazione contro le malattie come quella, per esempio, di dove, come e quando debbono assicurarsi, a secondo delle varie situazioni in cui si trovano i singoli cittadini degli Stati contraenti.

Senza stare a spiegare nel dettaglio la norma poiché, oltre che complicato, potrebbe confondere ulteriormente le idee ai diretti interessati, riteniamo che sia sufficiente limitarci ad informare che tutti i cittadini italiani residenti in Italia, titolari di una pensione svizzera dell’AVS-AI, hanno un diritto di opzione (scelta), in materia di assicurazione contro le malattie, tra il sistema italiano e quello elvetico.

Pertanto, tutti i titolari di una pensione svizzera dell’AVS-AI (vecchiaia, superstiti ed invalidità) che hanno ricevuto la lettera dalla "Istituzione comune LAMal" di Solothurn (Soletta, in Italiano) debbono semplicemente restituire, ed al più presto, alla citata istituzione solo il modulo di notifica, color giallo, dopo avervi apposto la croce nell’ultima casella concernente, appunto, il diritto di opzione ed aver completato la parte relativa ai dati anagrafici, con la data e la firma. D’altra parte per questi pensionati scegliere invece l’assicurazione elvetica significherebbe, innanzitutto, il doversi accollare una spesa mensile, inutile ed onerosa, di tre-quattrocento franchi svizzeri e, in secondo luogo, che le prestazioni assicurative le riceverebbero, comunque, solo dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, cioè non potrebbero, poi, venire a farsi curare in Svizzera, come alcuni pensionati italiani hanno erroneamente creduto! (Dino Nardi*-Inform)

* Presidente Ital-Uil Svizzera, Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE

 


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