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INFORM - N. 174 - 18 settembre 2002

Trentino - I lavori della Consulta dell’emigrazione nel segno della grave crisi argentina

TRENTO - Si sono aperti il 18 settembre nel segno dell'Argentina, e della grave crisi che ha investito un po' tutto il Sud America, i lavori della Consulta provinciale per l'emigrazione presso il Palazzo della Provincia Autonoma di Trento. L'organismo rappresenta nel mondo la Provincia Autonoma e funziona da raccordo fra le istituzioni trentine e le comunità dei trentini che risiedono nei cinque continenti.

I lavori si sono avviati alla presenza - oltre che dell'assessore provinciale all'Emigrazione Sergio Muraro - anche del presidente della Giunta regionale Carlo Andreotti e dei componenti della quarta Commissione legislativa del Consiglio provinciale, particolarmente interessata appunto alla situazione argentina e allo stato di attuazione del Piano straordinario varato qualche mese dalla Provincia per i trentini che vivono in quel Paese. Erano presenti anche i presidenti delle due associazioni che operano nel settore dell'emigrazione (l'Unione delle Famiglie e la Trentini nel Mondo).

"La situazione del Sud America ci sta particolarmente a cuore" ha spiegato, aprendo i lavori della Consulta, l'assessore Muraro. "Per questo abbiamo voluto dedicare questa prima parte della riunione odierna. Ci preoccupa l'Argentina, naturalmente, ma anche l'Uruguay, che subisce sempre un effetto-contagio rispetto a quanto accade nel Paese vicino. Senza contare che qualche segnale negativo ci arriva anche dal Brasile e dal Cile". Muraro ha poi ricordato il Piano straordinario, varato con l' appoggio di tutte le forze politiche. "Il Piano è stato concepito sull'onda della grave crisi che ha colpito l'Argentina sul finire dell'anno scorso. Ma potrebbe anche essere allargato, se si ravviserà la necessità, anche ad altri Paesi".

Un puntuale quadro sulla situazione economica dell'Argentina e sullo stato di attuazione del Piano è stato poi fornito da Ciro Russo, che opera per conto della Provincia Autonoma nel continente sudamericano. Una relazione che ha delineato una situazione, se possibile, ancora peggiore rispetto a quella dello scorso inverno. Un dato su tutti: la percentuale di argentini che vivono sotto la soglia di povertà è passata in pochi mesi dal 40% al 56%, mentre sono ben 4 milioni le persone che vivono sotto la soglia di indigenza: per capirsi, persone che non sanno nemmeno come sfamarsi. Considerando che l'Argentina conta circa 36 milioni di abitanti, sono quasi 20 milioni gli argentini poveri o indigenti. Mentre i salari sono rimasti invariati, l'inflazione è cresciuta del 52%, i beni di necessità sono aumentati anche del 200%. Alla crisi economica si aggiunge poi una gravissima crisi istituzionale, con un conflitto permanente fra i vari poteri dello Stato.

Se questo è il quadro generale, va detto che la Provincia Autonoma di Trento si è mossa - questo il giudizio espresso dalle stesse autorità argentina - con tempestività ed efficacia. Il Piano straordinario varato alcuni mesi fa è stato suddiviso in quattro aree di intervento: il sostegno a quanti desiderano fare ritorno in Trentino; la solidarietà a chi vive in condizioni di precarietà; il sostegno al lavoro; il sostegno alle attività produttive delle cooperative realizzate per gli emigrati trentini in collaborazione con la Provincia Autonoma. I dati forniti evidenziano la grande mole di lavoro svolta nell'ambito del Piano e l'efficacia degli interventi. A tutt'oggi sono 46 le famiglie (81 persone) già tornate in Trentino, mentre altre 14 (21 persone) sono in lista d'attesa.

Tutto ciò è stato gestito attraverso lo "sportello elettronico" allestito in Argentina e in continuo collegamento con l'Ufficio emigrazione a Trento. E sono otto le assistenti sociali che hanno girato l'Argentina per contattare direttamente tutte le famiglie che hanno fatto richiesta di sostegno: in tutto, sono pervenute circa 1300 richieste di aiuto; 866 sono confluite all'interno del Piano straordinario (259 domande per un sussidio, 401 per borse di studio, 206 riferite a problemi di salute). Altri duecento casi sono emersi nei mesi successivi e saranno oggetto di un prossimo intervento. In sostanza, dunque, ammontano a oltre 1.300 le famiglie di trentini emigrati che, a vario livello, sono assistite grazie al Piano straordinario. Per quanto riguarda infine il sostegno al lavoro, sono pervenute finora 852 domande per corsi di formazione professionale. In tutto, ne saranno realizzati circa venti, molti dei quali mirati a iniziative professionali già individuate.

I consultori che rappresentano le comunità trentine nel mondo

I consultori hanno quindi esposto, ciascuno per la propria zona, le attività e le problematiche delle rispettive comunità trentine. Il consultore, che rimane in carica per la durata della legislatura, è il referente della Provincia nell'area di competenza assegnatagli, dove rappresenta le esigenze e le istanze delle collettività trentine ed opera su mandato della Provincia stessa per il conseguimento dei fini previsti dalla legge. In particolare il consultore mantiene i rapporti con gli emigrati trentini e con le loro associazioni, con gli organismi rappresentativi dell'emigrazione italiana, con le autorità locali, con le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari italiani, con gli istituti italiani di cultura; contribuisce alla formulazione e all'attuazione degli interventi della Provincia, nonché alla verifica di congruità e di efficacia degli interventi stessi e delle relative spese da sostenersi all'estero; presenta ogni anno alla Giunta provinciale una relazione sullo stato delle collettività trentine che rappresenta.

I consultori attualmente in carica, con riferimento alle diverse aree di competenza, sono Franco Dondio (Australia) Rosemary Viola (Stati Uniti) Lucia Larentis Flaim (Canada) Laura Versini Salgado (Messico, Colombia, Venezuela e gli altri Stati del Centro America) Renato Albertini (Cile, Bolivia, Perù, Ecuador) Iracema Moser Cani (Brasile del Sud: Stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paranà) Eraldo Josè Stenico (Brasile del Nord: Stati di San Paolo, Rio de Janeiro, Espirito Santo, Minas Gerais e tutti gli altri Stati a nord di Paranà) Mario Frizzera (Argentina del Sud: province di Buenos Aires, compreso il distretto della Capitale federale, La Pampa, Neuquen, Rio Negro, Chubut e Santa Cruz) Pio Edoardo Baldissare (Argentina del Nord: tutte le province a nord di quelle sopra specificate) Josè Rasner (Uruguay, Paraguay) Alessandra Pedrazzoli Betta (Svizzera) Ivo Bazzoli (Germania, Austria, Danimarca, Romania, ex Jugoslavia) Giuseppe Filippi (Belgio, Francia, Lussemburgo, Olanda, Gran Bretagna).

Nel prosieguo dei lavori della Consulta si passerà all'esame dello stato di attuazione della Legge provinciale e all'illustrazione delle attività realizzate dalla Provincia, dai consultori e dalle associazioni. Infine, si provvederà all'elaborazione delle linee d'intervento e delle iniziative per il 2003. La Conferenza contribuirà quindi a delineare le linee generali degli interventi a favore dell'emigrazione e quelle specifiche riferite a ciascuna area di competenza dei consultori. (D.F.-Inform)


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