* INFORM *

INFORM - N. 170 - 12 settembre 2002

Dalla Germania, un intervento di Giuseppe Tizza

La rappresentanza degli euro-italiani nei paesi di residenza

Con questo intervento che appare sul Webgiornale del 12 settembre (www.webgiornale.de) Giuseppe Tizza apre un tema che soprattutto nei prossimi anni, in particolare a ridosso del voto del 2006, diventerà centrale nel dibattito politico delle comunità all’estero. Quale rappresentanza nel Parlamento italiano? All’interno dei partiti esistenti o come un nuovo soggetto politico? O in una via intermedia - aggiunge de.it.press - che salva la presenza nei partiti e riunisce le forze dell’estero in Parlamento? Ecco il testo dell’intervento.

Dando la possibilità agli italiani nel mondo di potere votare dei propri rappresentanti al Parlamento italiano, si è compiuto sicuramente un passo storico i cui risvolti si potranno concretizzare solo ed unicamente dal momento che i 18 rappresentanti metteranno piede nei due rami del parlamento e dal modo come questi svolgeranno il oro compito.

Si avvereranno quei timori paventati da quanti hanno impedito per decenni che la legge venisse approvata? Saranno manovrati dai partiti o manovreranno loro i partiti? Riusciranno a fare gli interessi degli italiani del mondo indipendentemente dalla loro appartenenza? Sapranno apportare nel Parlamento italiano quell'arricchimento politico che hanno fatto proprio vivendo all'estero?

La risposta a queste domande va preparata già oggi, soprattutto adesso che il nostro ministro Tremaglia ha presentato la proposta di legge, che prevede l'attribuzione dei 12 seggi attualmente vacanti per noi nel mondo. Oggi si decide quello che conteremo nel Parlamento italiano dopo le prossime elezioni. Per contare in parlamento dovremmo incominciare a parlare o meglio a scrivere come immaginiamo il nostro ruolo, quali sono le prospettive che ci poniamo, cosa che nessuno fino ad oggi ha fatto. Così rimanendo le cose la nostra partecipazione alle elezioni politiche si rivelerà una farsa di personaggi nella regia dei partiti e quello che tutti sperano di innovativo in questo cambiamento potrebbe andare in fumo.

Sarebbe ora che tutti coloro che hanno intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presentino le proprie idee se non si vuole rischiare che i 18 seggi vengano strumentalizzati dai vari partiti. Per quanto in numero così sparuto i 18 parlamentari avranno due alternative: avere un ruolo importante come lo ha la Südtiroler Volkspartei che ha fatto di Bolzano la città più vivibile in Italia o come la FDP in Germania che è il partito che ha fatto parte di tutti i governi dal dopoguerra in poi; Essere fagocitati dai partiti e rappresentare i loro interessi e annullare tutti gli effetti di tanti anni di lotta e di impegno soprattutto del nostro ministro Tremaglia.

Un altro compito urgente sarà di prospettare i rapporti dei 18 parlamentari con le autorità locali. Attualmente, con una legislazione italiana che non ha saputo istituzionalizzare l'emigrazione neanche adesso che è terminata e quella tedesca che ha fatto altrettanto per quello che riguarda l'immigrazione che anche qui è quasi agli sgoccioli, noi 700.000 italiani in Germania, cosa che vale anche per tutti gli altri italiani nel mondo, viviamo in uno stato di limbo legislativo, in attesa che il nostro paese di partenza o di arrivo o l'Unione Europea ci rifaccia diventare cittadini degni di godere dei diritti politici.

Dovere ammettere di non avere mai votato vivendo in una città civilizzata e moderna come Düsseldorf è duro per me, ma dovrebbe essere vergognoso ascoltarlo per tutti coloro che, italiani tedeschi ed europei, hanno permesso e non hanno fatto niente affinché io e altri 700.000 in Germania, 2.000.000 in Europa e quasi 4.000.000 milioni nel mondo come me non ci dovessimo sentire politicamente inferiori agli abitanti di Soveto.

Una volta sola ho cercato di partecipare alle elezioni politiche e ho chiesto il permesso per potermi recare in Sicilia, ma le autorità scolastiche tedesche hanno reso la cosa così difficile che ho dovuto rinunziare. Tutti parlavano delle agevolazioni per il viaggio in favore di chi si recava a votare, ma nessun giornale ha mai pubblicato delle storie di nostri concittadini ai quali, pur avendo tutta l'intenzione di partecipare alle elezioni è stato praticamente negato di diventare cittadini.

Infine dovremmo fare in modo noi Euro-italiani, ma anche gli Europei che vivono in paesi diversi dal loro, di entrare come protagonisti nella costituzione europea che la convenzione attualmente sta scrivendo. (Giuseppe Tizza*-de.it.press/Inform)

* Membro della Consulta Comunale Stranieri Düsseldorf


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