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INFORM - N. 170 - 12 settembre 2002

Svizzera - Fusione dei sindacati FLMO e SEI per difendere meglio i lavoratori

ZURIGO - Quella appena trascorsa è stata in Svizzera una settimana all'insegna del mondo del lavoro e del sindacato. Infatti è iniziata, sabato 31 agosto, con la preannunciata manifestazione di protesta organizzata a Berna dall'Unione Sindacale Svizzera (USS) all'insegna del motto "Furto delle pensioni? Non lo permetteremo!".

Una protesta scaturita dalla contestata decisione del governo elvetico di ridurre dal 4% al 3,25% il tasso di interesse sui capitali di vecchiaia del Secondo Pilastro, che penalizzerebbe le future prestazioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti, in particolare di quelli più giovani.

Una protesta che, poi, si è allargata in una difesa a tutto campo contro lo smantellamento delle protezioni sociali nella Confederazione: dall'innalzamento dell'età pensionabile dell'AVS, alla revisione del diritto alle rendite di vedovanza, al peggioramento dell'assicurazione contro la disoccupazione. Una manifestazione imponente che ha convogliato a Berna, davanti a Palazzo Federale, circa 15 mila persone provenienti da tutta la Svizzera, in un tripudio di striscioni (con vari slogan, in parte aggressivi ed altri umoristici, indirizzati per lo più al Consiglio Federale) e di bandiere delle varie organizzazioni sindacali elvetiche, ma anche di alcune organizzazioni italiane presenti in Svizzera, come quelle dell'ITAL-UIL dei DS e delle ACLI, che hanno sostenuto la manifestazione.

La settimana all'insegna del mondo del lavoro e del sindacato, perturbata bruscamente dalla notizia che la Zürich, Financial Services sopprimerà ben 4500 posti di lavoro di cui, probabilmente, 1800 nella sola Svizzera, è, poi, terminata sabato scorso con i congressi straordinari della Federazione dei lavoratori metallurgici ed orologiai (FLMO) e del Sindacato dell'edilizia e dell'industria (SEI).

Due appuntamenti importantissimi per il mondo del lavoro elvetico poiché le due più grandi organizzazioni sindacali della Confederazione hanno entrambe deciso, a stragrande maggioranza dei loro delegati, di fondersi, nell'arco dei prossimi due anni, in un'unica organizzazione sindacale interprofessionale.

Una decisione che farà nascere in Svizzera un sindacato che sarà presente nell'intero territorio nazionale con oltre un centinaio di sedi e  con circa 200 mila  membri in rappresentanza di quasi un milione di lavoratori e che, in futuro, potrà diventare un polo d'attrazione anche per altre organizzazioni sindacali minori.

La creazione di un sindacato interprofessionale da parte della FLMO e del SEI, come sottolineano da tempo i due rispettivi presidenti, Renzo Ambrosetti e Vasco Pedrina, non è certamente una fuga in avanti bensì una risposta dovuta ad un mercato del lavoro che, ormai, vede i lavoratori cambiare, sempre più frequentemente, occupazione e settore produttivo con il rischio di trovarsi privi di protezione sociale. Cosa che non avverrà più grazie, appunto, ad un forte sindacato interprofessionale! (Dino Nardi*-Inform)

* Presidente ITAL-UIL in Svizzera, Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE


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