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INFORM - N. 168 - 10 settembre 2002

Immigrazione: con la presentazione delle prime domande entra nel vivo la sanatoria dei lavoratori stranieri

In una conferenza stampa le richieste dei sindacati e delle associazioni degli immigrati

ROMA - Con la presentazione delle prime domande presso gli uffici postali è entrata nel vivo la tanto annunciata regolamentazione degli stranieri che operano nel settore domestico, in qualità di colf e badanti, e nelle imprese come lavoratori dipendenti. A tutt'oggi sono stati complessivamente ritirati 1.300.000 moduli. Il decreto-legge del Governo stabilisce per la messa in regola dello straniero da parte del datore di lavoro, un esborso di 300 euro per colf e badanti e di 800 euro per i lavoratori dipendenti. La regolarizzazione non sarà applicata agli immigrati già raggiunti da un provvedimento di espulsione o che non abbiano lavorato nei tre mesi precedenti l’emanazione del decreto-legge.

Per dar voce, prima che l'iter parlamentare sia concluso, alle preoccupazioni e alle richieste dei diretti interessati si è svolta a Roma, presso la sede della UIL di via Cavour, una conferenza stampa dei rappresentanti sindacali e delle associazioni che operano nel settore. Dario Frisullo, dell'Associazione "Senza Confine", ha illustrato le richieste di modifica del decreto che sono state recentemente sottoposte all'attenzione delle istituzioni dalle organizzazioni degli immigrati. "Noi chiediamo - ha detto - che i lavoratori immigrati possano sanare la loro posizione anche attraverso lo strumento dell'autocertificazione, una prerogativa prevista dal diritto del lavoro. Noi auspichiamo inoltre un'estensione della sanatoria anche a coloro che non abbiano instaurato un continuativo rapporto di lavoro nei tre mesi antecedenti al varo del decreto e che abbiano avuto una precedente intimazione a lasciare il territorio nazionale. In questo contesto - ha continuato Frisullo ricordando la mancata programmazione delle quote legali di ingresso - appare indispensabile sia una rapida riapertura dei flussi regolari di ingresso (con la sola eccezione dei lavoratori stagionali nel 2002 non sono stati ancora attivati gli appositi decreti), sia l'estensione della sanatoria agli immigrati in possesso di un contratto di lavoro a tempo determinato inferiore ad un anno".

Frisullo, dopo aver espresso preoccupazione per l'alto numero degli stranieri licenziati alla vigilia della regolarizzazione, ha ricordato i tanti immigrati, più di 30.000 nella sola Capitale, che, nel corso degli anni, sono stati raggiunti da decreti di espulsione e che quindi non avranno accesso alla sanatoria. Una strettoia burocratica difficile da superare - sussiste però la possibilità che la proposta sia modificata in ultima istanza durante il dibattito parlamentare - che viene resa ancora più impervia dal divieto di accesso alla sanatoria anche per tutti coloro che sono stati colpiti da un provvedimento restrittivo della libertà. In questa situazione, secondo l'esponente di "Senza Confine", se la norma rimarrà immutata non più della metà delle colf e delle badanti e solo il 10% dei lavoratori dipendenti presenti nella Capitale potranno regolamentare le loro posizioni.

Per quanto riguarda invece i licenziati avvenuti alla vigilia dell'entrata in vigore del decreto il dirigente per l'immigrazione della CGIL Kurosh Danesh ha ricordato che un'eventuale vertenza sindacale, pur non garantendo l'accesso del lavoratore straniero alla sanatoria, potrebbe favorire, viste le dure sanzioni penali previste dalla legge Bossi- Fini, un ripensamento del datore di lavoro. Secondo Pilar Sarabia, la responsabile della UIL per l'immigrazione, sarebbe inoltre auspicabile l'estensione, anche ai lavoratori che intraprendono vertenza sindacale, della possibilità, prevista per gli stranieri disoccupati dalla nuova legge sull'immigrazione, di rimanere per sei mesi sul territorio italiano. Serie perplessità sono state espresse anche da Lidia Obando: la responsabile delle ACLI-Colf, oltre a ribadire la preoccupazione per il continuo aumento dei licenziamenti, ha paventato il rischio che il vincolo dei tre mesi lavorativi e continuativi, previsto dalla riforma per la sanatoria dei lavoratori dipendenti, venga esteso e rigidamente applicato anche alle colf e alle badanti. Dopo gli allarmati interventi del Presidente dell'Associazione Italiana del Bangladesh Golam Mohamad Kibria e del Presidente dell'Associazione Donne Brasiliane Rosa Mendez volti ha sottolineare l'inasprimento dei rapporti che intercorrono tra i datori di lavoro e gli occupati stranieri, il rappresentante della UIL Immigrati Romanus Nwaereka ha nuovamente ribadito la necessità di combattere fino in fondo, anche attraverso l'introduzione di un'idonea autocertificazione, l'ingiusto proliferare dei licenziamenti dell'ultima ora. (Lorenzo Zita-Inform)


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