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INFORM - N. 167 - 9 settembre 2002

Gianni Pittella (Ds): il mezzo bicchiere di Johannesburg

ROMA – Chi si attendeva un passo significativo verso il governo mondiale dell’ambiente, ha motivi per essere deluso. Forse ha preteso un po’ troppo da un Vertice come quello di Johannesburg, iniziato tra evidenti divisioni e imbarazzanti incertezze ma accompagnate da altisonanti proclami e da nobilissime ed enfatizzate promesse.

E, tuttavia, non sarebbe giusto liquidare la riflessione e le scelte effettuate in un unico giudizio negativo. Ci sono stati anche risultati importanti e indicazioni che possono diventare, se sorrette da un’adeguata volontà politica, dai parametri discriminanti per i programmi e le opzioni degli Stati in materia di sviluppo.

Cito qualche esempio:

- Energia: entro il 2015 portare al 15 per cento per la quota delle rinnovabili (solare, eolico, biomasse, ecc.) rispetto al totale della produzione primaria.

- Clima; entro il 2012 attuare il protocollo di Kyoto che stabilisce la riduzione del 5 per cento dei gas serra.

- Salute: entro il 2015 dimezzare i 2 miliardi di abitanti del pianeta che oggi non dispongono di medicine per curarsi.

- Fame: entro il 2015 dimezzare il numero di circa un miliardo di affamati e assetati del pianeta.

- Biodiversità: entro il 2015 invertire l’attuale tendenza alla distruzione di foreste e altre risorse naturali.

- Inquinamento chimico: entro il 2020 eliminare sostanze tossiche e rifiuti come le diossine, i PCB, ecc.

Non è ciò che meriterebbe lo stato di salute del pianeta. Ma non è nemmeno il nulla.

D’altra parte, come ricorda Giorgio Ruffolo in un recente articolo su La Repubblica, anche alla fine della conferenza di Rio del 1992 ci fu un’ondata di delusione. Eppure da Rio partirono alcuni strumenti e alcune parole d’ordine che hanno inciso davvero nelle scelte concrete:

1. La presa di coscienza dell'indivisibilità mondiale del problema, diventato di colpo politico; la firma di due Convenzioni, non totale e non immediatamente impegnative, è vero, sul clima e sulla biodiversità; e sono soprattutto la rassegna dei temi in un promemoria per cambiare in mondo: l’Agenda 21, un documento di importanza storica, che passava in rassegna i problemi cruciali della sostenibilità: i suoi aspetti economici e sociali, la conservazione e gestione delle risorse, il coinvolgimento delle grandi categorie sociali marginalizzate (donne, bambini, comunità locali, sindacati), le politiche e gli strumenti possibili.

2. Il criterio della sostenibilità ambientale è entrato nella formulazione delle norme legislative e nella progettazione e finanziamento delle opere su larga scala. Il protocollo di Kyoto sulla "decarbonizzazione" è stato ferito gravemente dalla diserzione americana, ma rimane valido per un gran numero di Paesi.

Vi è poi un’altra questione. Noi spesso ci strappiamo le vesti perché i potenti della Terra non hanno il coraggio o non vogliono affrontare radicalmente alcuni nodi. Ma recentemente ci chiediamo cosa stiamo facendo noi, noi politici impegnati nei livelli istituzionali locali, nazionali ed europei, noi cittadini che dovremmo essere i primi difensori della sostenibilità dello sviluppo.

Nel Mezzogiorno d’Italia abbiamo, ad esempio, alcune aree protette tra le più belle d’Europa. Il Cilento, il Pollino, il Parco Nazionale d’Abruzzo e tante altre aree che reclamano una più efficace ed oculata integrazione tra politiche di salvaguardia e politiche di sviluppo.

Perché, mi sono spesso chiesto, molti considerano i Parchi come "nemici" dell’uomo? Ci saranno alcuni uomini dominati dal pregiudizio ideologico ed altri da interessi "particolari", ma i più tra i cittadini disamorati o disillusi dai Parchi, pensano davvero che Parco significhi solo vincoli e non anche grandi opportunità di difesa dell’ambiente in cui viviamo e di crescita.

Ci sono, naturalmente, situazioni diverse. Mettiamole a confronto. Comprendiamo meglio le difficoltà, le negatività e le eccellenze positive raggiunte. E’ quanto faremo attraverso una iniziativa assunta dai colleghi Caveri, Frassoni, Gemelli e dal sottoscritto, a San Severino Lucano il 27-28-29 settembre, nel cuore del Parco del Pollino. (Gianni Pittella, europarlamentare e responsabile dei Ds per gli italiani all’estero)

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