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INFORM - N. 166 - 7 settembre 2002

Premio Italiani nel Mondo – le schede dei premiati

Rosa Brambilla, Missionaria, Brasile

Rosa Brambilla è nata a Bernareggio (Milano) il 19 dicembre del 1943. Dal gennaio del 1967 vive e opera in Brasile in aiuto dei favelados e dei più poveri del Paese.

Dal 1967 al 1970, ha vissuto con le Piccole Suore dell’Assunzione a San Paolo mettendosi al servizio delle famiglie più povere di lavoratori e favelados. In seguito ha poi deciso di impegnarsi come laica.

Dal ‘75 al ‘76 ha vissuto in Amazzonia, a Macapà, lavorando come infermiera nella Prelatura della zona. Nel ’76, per un incidente di lavoro è stata costretta a tornare a San Paolo per curarsi. Qui è rimasta fino al ‘77 dedicandosi ai più poveri nelle favelas della zona est della città.

Nel ‘78 si è trasferita a Belo Horizonte, capitale dello stato di Minas Gerais, abitando nella favela 1° de Maio dove tuttora vive.

Sino al 1981 ha lavorato come infermiera al ricovero per migranti Sao Paulo della Società San Vincenzo, dedicandosi contemporaneamente alla creazione di comunità di base tra i favelados della zona.

Tra il ‘78 e l’‘84 ha creato e diretto la pastorale delle favelas della diocesi di Belo Horizonte, che raggruppa decine di comunità di base nelle favelas della città, promuovendo l’impegno per i diritti di base della popolazione favelada: abitazione, cittadinanza, legalizzazione delle terre, urbanizzazione delle favelas. Grazie a questa opera, è sorta la prima legislazione latino-americana per la legalizzazione e urbanizzazione delle favelas (legge pro-favelas), oggi adottata ed imitata in decine di grandi città brasiliane: grazie ad essa il favelado ottiene lo stato di cittadino a pieno diritto, non più soggetto a rimozione forzata e discriminazione sociale ed urbanistica.

A partire dal 1980 si è dedicata in particolare al riscatto dell’infanzia più povera e sofferente della periferia della città, prestando particolare attenzione alla famiglia. Ha fondato la Società degli amici delle creches che insieme alla ong italiana AVSI, Associazione Volontari per il Servizio Internazionale, ha dato vita a 3 asili per bambini da 0 a 6 anni (Jardim Felicidade, Etelvina Caetano de Jesus e Dora Ribeiro), un doposcuola per bambini delle elementari e un centro nutrizionale per bambini a rischio di abbandono. Nel 1980 nasce il primo asilo con 50 bambini, oggi la struttura, diffusa nelle favelas delle principali città brasiliane, è in grado di aiutare oltre 2000 bambini.

L’equipe da lei creata che opera negli asili, nel doposcuola e nel centro nutrizionale coinvolge attualmente 73 persone e grazie anche al sostegno del progetto sostegno a distanza di AVSI segue ad oggi oltre 800 bambini.

Il 28 ottobre 2000 Rosetta è stata insignita del Premio per la Pace 2000 della Regione Lombardia, nel contesto della giornata mondiale dell’ONU.

Antonio Macrì, Imprenditore, Argentina (alla memoria)

Antonio Macrì, nato in Calabria, emigra in Argentina ne1949.

Nel giro di pochi anni, il nome di Macrì riesce ad imporsi tra le famiglie più in vista dell’Argentina. Numerosissime le attività nel campo imprenditoriale: banche, gas, autostrade, trasporti, servizi postali, assicurazioni, informatica.

Antonio Macrì, deceduto lo scorso agosto, ha speso la sua vita accanto alla comunità.

Basti ricordare la sua carica di Vice Segretario generale per l’America Latina del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), Presidente dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires e Presidente della Fondazione Culturale Coliseum.

Vero punto di riferimento della comunità, soprattutto nei momenti più difficili della vita del Paese, ha lasciato un vuoto incolmabile tra i nostri connazionali.

Antonio Garbarino, Scienziato, Cile

Juan Antonio Garbarino è nato a Santiago del Cile nel 1932 da genitori italiani.

Laureato in Chimica (Università Cattolica del Cile, 1959) e in Dottrine Scientifiche (Università di Losanna, 1959).

Docente presso l’Università Cattolica del Cile (1967-1974); di Simon Bolivar a Caracas (1975-1981) e presso l’Università Santa Maria di Valparaiso.

Il Prof. Garbarino è una vera autorità nel campo riconosciuta in tutto il mondo accademico latino americano. Tra i numerosi e prestigiosi incarichi accademici, è stato anche Coordinatore di progetti di Ricerche Scientifiche presso l’Università di Roma "La Sapienza".

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Scienze Esatte e Tecnologia (Municipio di Valparaiso) e nel 1998 il prestigioso Premio Nazionale di Scienze naturali.

Membro del Comites dal 1997, è stato eletto al Consiglio Generale per gli Italiani nel Mondo nel 1998.

Antonio Meucci, Inventore del telefono (alla memoria)

Antonio Meucci nacque a Firenze nel 1804 e morì nel 1889 a Long Island (New York).

Appassionato fin da giovane di elettricità fisiologica e animale, ma anche di politica, fu costretto per le sue idee liberali e repubblicane a lasciare il granducato di Toscana. Dopo lunghe peregrinazioni nello Stato Pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, emigrò a Cuba e nel 1845 si trasferì a Long Island dove aprì una fabbrica di candele. Qui diede ospitalità e lavoro a Garibaldi.

Nel 1857 portava a compimento l'invenzione del telefono.

Negli anni '60 la piccola fabbrica di Meucci chiuse i battenti per fallimento, gettandolo in una condizione molto vicina alla miseria. Dotato comunque di una volontà di ferro, Meucci portò avanti suoi studi sul "telefono" depositando però soltanto nel 1871 il suo brevetto all'ufficio di Washington. Nel 1873 chiese aiuto a E. Grant, vicepresidente della potente American District Telegraph Company di New York, presentandogli un'ampia documentazione e la richiesta di usare le linee della società per i suoi esperimenti. Grant non comprese la grande occasione lasciando l'italiano a se stesso e soprattutto il campo libero a un nuovo "inventore" del telefono, il professore Alexander Graham Bell. Bell presentò il suo brevetto di telefono nel 1876 e Antonio Meucci fiutò subito la frode, ma, alla richiesta di restituzione delle sue carte, l'ufficio brevetti rispose che esse erano stranamente scomparse dall'archivio. Le inchieste giornalistiche diedero il via a una vera e propria indagine che portò alla clamorosa scoperta delle truffe perpetrate dall'ufficio brevetti di Washington. Ma quella di Meucci fu soltanto una vittoria di Pirro. Egli ricevette l'offerta di 400 mila dollari dalla stessa Bell Telephone Company per un silenzio cui rispose con piglio nazionalista: "E' una scoperta italiana e non c'è oro al mondo che la possa americanizzare". L'orgoglio di Meucci trascinò la Bell in una causa che si sarebbe protratta per molti anni. La società americana si accorse di aver perso la battaglia quando, alla pretesa di ricevere diversi milioni di dollari dagli uffici finanziari degli Stati Uniti, ottenne un deciso rifiuto da parte del governo il quale contestò il debito alla Bell tirando fuori la frode ai danni dell'inventore italiano. Soltanto nel 1888 però arrivò il provvedimento finale di restituzione della paternità tecnologica. La giustizia americana non riconobbe però all'italiano nessun risarcimento lasciando l'inventore nella più totale miseria. L'inventore di Firenze, stanco e deluso, morì un anno dopo, nel 1889 a Staten Island, incollato alla sua ormai cronica povertà.

L'America, il grande paese nel quale il fiorentino tante speranze aveva riposto per i suoi sogni scientifici, non gli tributò neanche gli onori funebri, che si svolsero completamente a spese del Regno d'Italia. Alexander Graham Bell aveva vinto infine la lunga guerra del telefono e del successo personale.

Quest’anno, a 113 anni dalla sua morte, il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto il merito della scoperta, approvando per acclamazione una risoluzione presentata dal deputato italo-americano Vito Fossella dello Stato di New: Antonio Meucci è stato proclamato "inventore del telefono".

Ha ritirato il Premio Sandra Meucci, pronipote di Antonio Meucci.

Ben Gazzara, Attore, USA (Premio alla carriera)

Ben Gazzara è nato nel 1930 a New York City da una famiglia di emigrati siciliani.

Il padre, amante dell’arte e dello spettacolo, lavorando duramente è riuscito a far studiare Ben che fin da piccolo ha potuto preso lezioni di canto, recitazione e ballo.

Inizia la sua carriera artistica con piccole apparizioni televisive che mettono in risalto le sue qualità di attore drammatico. Dopo il diploma al prestigioso Actor’s Studio di New York, ottiene il primo riconoscimento in teatro nel 1955 con "La gatta sul tetto che scotta" di Tennesse Williams.

Due anni più tardi la consacrazione nel mondo del cinema americano quale "official star" per il film di Otto Preminger "Anatomia di un delitto".

Attore di grandi qualità umane e doti interpretative, nella sua lunga carriera artistica ha preso parte a numerosi film di successo come "La ragazza di Trieste", "Il Camorrista", "Il giorno prima", "Un bacio nel buio", "Piovuto dal cielo", "Banditi", "Buffalo Bill".

Carla Zampatti, Imprenditrice, Australia

Carla Zampatti è nata a Lovero in provincia di Sondrio.

In Australia fin da giovanissima, Carla Zampatti ha iniziato la sua attività nel mondo della moda nel 1965 quando l’unica "moda" per le donne australiane veniva dall’estero. Considerata un "pioniere" nel settore, si è subito affermata tra le più creative e seguite disegnatrici con un personalissimo stile che non ha subito le influenze delle firme francesi.

La stessa stampa australiana ama ricordare di Carla Zampatti che le sue origini italiane le hanno "donato" un innato senso della bellezza e una predisposizione al disegno. Attualmente il marchio "Carla Zampatti" è venduto in 29 boutique.

Lo spiccato spirito imprenditoriale ne hanno fatto una delle più importanti donne d’Australia, pluripremiata per i suoi contributi sia nel settore della moda sia per le diverse attività imprenditoriali. Tra i premi ricevuti, anche uno dei più alti riconoscimenti del Paese: l’Ordine d’Australia.

Ha ricevuto il Premio "Lyrebird" per l’industria della moda, il Premio "Bulletin-Quantas" quale Donna d’Affari dell’Anno, il Cavalierato Ufficiale della Repubblica Italiana, ed è stata votata come stilista dell’anno nei Premi FIA del 1994.

Nel 1985 Carla Zampatti è stata la prima disegnatrice di moda a firmare anche un’auto (la Laser della Ford Australia). Un successo di vendite bissato nel 1987 (altra serie di Laser e Meteor sempre della Ford).

Attualmente ricopre la carica di Presidente della SBS, l’importante canale televisivo multietnico d’Australia.

Lord Charles Forte, Imprenditore, Gran Bretagna

Charles Forte è nato nel 1908 a Manforte Casalattico (Lazio), e con tutta la famiglia emigra in Scozia nel 1913.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale lavora come cameriere presso l’aeroporto di Londra. Lavora duramente per molti anni e nel 1958 fonda il suo primo albergo, il Waldort di Londra.

Parte da allora la sua ascesa inarrestabile. Costruisce Hotel, Ristoranti, Sale da Caffè che nel corso degli anni si affermano quali punti di riferimento in tutto il mondo.

Nel 1992 il figlio Rocco diventa Presidente del Gruppo Forte e continua la straordinaria carriera del padre.

A conferma dell’influenza e del prestigio che la famiglia Forte è riuscita a conquistare in Gran Bretagna, il titolo di Lord concesso a Charles Forte, e quello di Sir a Rocco Forte.

E’ stato Rocco Forte a ritirare il Premio per gli Italiani nel Mondo.

Domenico Pugliese, Imprenditore, Argentina

Domenico Pugliese è nato a Brattirò (Catanzaro), è emigrato con la famiglia dalla Calabria in Argentina nel lontano 1949.

Dopo aver fatto per tanti anni l’operaio, con la tenacia che lo contraddistingue si è messo in proprio, diventando un imprenditore di successo nel settore dei trasporti.

Da sempre è un convinto animatore dell’associazionismo regionale calabrese che si rivolge particolarmente ai disagiati e ai meno abbienti; è stato un promotore entusiasta dei Comitati Tricolore degli Italiani nel Mondo, associazione rappresentata in tutte le grandi città argentine. E’ anche membro del Comites.

Nel 1982 è stato insignito della commenda di Cavaliere della Repubblica.

Attualmente è editore di "Radio Tricolore" di Buenos Aires, seguitissima emittente che trasmette da anni in lingua italiana.

Lidia Matticchio Bastianich, Chef, Usa

Lidia Matticchio Bastianich, nata a Pola da genitori italiani, è emigrata in America nel 1971. Il padre è un esule dall’Istria.

In America è riuscita ad affermarsi nel campo della gastronomia fino ad ottenere, proprio quest’anno, l’ambito "Oscar" della cucina: il "James Beard Foundation Award". E’ la seconda donna, tra l’altro, a ricevere questo riconoscimento.

E’ co-proprietaria di una catena di ristoranti a New York, Kansas City e Pittsburgh (per un giro di affari di 20 milioni di dollari).

Conduce un programma televisivo (Lidia’s Italian Table") trasmesso da oltre 200 canali in America, Australia, Canada e Giappone, nonché animatrice di un sito internet che raccoglie 45 mila contatti al mese (www.lidiasitaly.com).

Produce anche una linea di sughi "Lidia’s Flavors of Italy", mentre nella sua azienda agricola di Buttrio, produce Tocai Friulano Plus e Vespa. Autrice, inoltre, di numerosi libri di cucina (La cucina di Lidia, Lidia’s Italian American Kitchen e Lidia’s Italian Table).

La rivista specializzata "Restaurant News" l’ha definita la First Lady indiscussa della cucina italiana.

Lidia Bastiach è anche membro dell’Unifem (United nations development fund for women), diramazione dell’Unicef, che si occupa di promuovere il benessere economico-sociale delle donne, in particolare nel Terzo Mondo.

Tra i suoi desideri, organizzare una cena di pace all’ONU per palestinesi e israeliani.

Lidia Sartoris in Angeli, Imprenditrice, Argentina

Lidia Sartoris in Angeli è nata a Rosario da genitori piemontesi.

Fin da giovane si impegna con volontà e abnegazione alla realizzazione di importanti progetti ed iniziative nel settore del turismo e delle agenzie di cambio in Argentina.

Nel 1966 fonda con il marito la prestigiosa Transatlantica, Agenzia di viaggio e turismo.

Le sue doti manageriali e imprenditoriali sono riconosciute nel Paese ai più alti livelli tanto da farle ottenere la Presidenza dell’Organizzazione Argentina delle Donne Imprenditrici (OAME).

Le sue radici e le tradizioni familiari rafforzano le sue idee di promozione e diffusione della cultura italiane, e nel 1987 fonda un complesso educativo biculturale all’avanguardia nell’insegnamento della lingua italiana.

Luigi Pallaro, Imprenditore, Argentina

Luigi Pallaro è nato nel 1926 a San Giorgio in Bosco (Padova), vive in Argentina dal 1952.

Inizia subito l’attività in proprio fondando la PALLARO HNOS. S.A. (S.p.A.) il cui obiettivo principale è la realizzazione di impianti e progetti d’ingegneria e il montaggio di impianti elettrici. Da allora diventano numerose le attività che spaziano in diversi settori (immobiliare, agricolo, minerario, alimentare). Il Gruppo Pallaro Hnos. attualmente offre lavoro a più di 600 persone.

Nel 1972 è stato nominato Cavaliere della Repubblica Italiana; nel 1980 riceve l'onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana e nel 1991 viene insignito del titolo di Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana.

Considerevole la sua attività anche nel mondo dell’emigrazione, sia come relatore di grandi appuntamenti congressuali, sia quale Consultore per l'Emigrazione della Regione Veneto. Prende parte, inoltre, alla Prima Conferenza degli Italiani all’Estero, svoltasi a Roma nel Dicembre del 2000, come relatore del convegno "La rete delle business communities italiane nel mondo: una risorsa strategica per il paese".

Luigi Pallaro è Presidente di FEDITALIA (Confederazione delle Federazioni Italiane nella Repubblica Argentina).

Nel 1987 viene eletto Presidente della Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina. Nel 1989 viene nominato Consigliere per le Americhe dell'Assocamerestero.

Edita e dirige, inoltre, la Rivista "Italia 2000" della Camera di Commercio Italiana di Buenos Aires.

Nel 1997 si presenta alle elezioni dei Com.It.Es, ottiene la maggioranza assoluta dei "voti di preferenza" e risulta eletto Presidente del Com.It.Es di Buenos Aires.

Nel 2000, le autorità del paese natale assegnano a Pallaro il Premio "Drago D’Oro 2000" conferito a personalità di spicco per capacità, ingegno, creatività ed impegno.

Alberto Di Giovanni, Direttore dei programmi culturali ed educativi del Columbus Centre di Toronto, Canada

Alberto Di Giovanni è nato a Roccamorica (Pescara) il 22 giugno 1945. Dal 1963 risiede in Canada.

Alberto Di Giovanni ha dedicato la sua vita professionale all’affermazione e divulgazione della lingua italiana. Nel 1984 ha fondato il Centro studi italo-caandese, dal 1976 è Direttore dei programmi culturali ed educativi del Centro Scuola e Cultura italiana, mentre dal 1984 è Direttore dei Corsi residenziali in Italia di Lingua e Cultura Italiana. Dal 1998 è Presidente della Commissione Cultura del Comites di Toronto. E’ stato anche Presidente della Dante Alighieri. Numerosi gli incarichi ricoperti per il Governo canadese: dal 1984 è consulente per l’insegnamento delle lingue presso il Ministero Federale del multiculturalismo, il Ministero della Pubblica Istruzione dell’Ontario e di diversi Provveditorati agli Studi.

Numerose le sue attività anche nel campo giornalistico (ha fondato la rivista Italian Canadiana) e teatrale (è Presidente Fondatore dell’associazione Teatrale "La Compagnia dei Giovani".

Alberto Di Giovanni ha fortemente voluto la realizzazione del Columbus Centre di Toronto. Un laboratorio informatico all’avanguardia, una rinomata galleria d’arte che fa da trampolino di lancio per molti artisti italocanadesi, biblioteche, case di riposo, centri assistenza per gli anziani, sale per manifestazioni di ogni genere (politiche, gastronomiche, universitarie), impianti sportivi e palestre: tutto questo fa del Columbus Centre la testimonianza concreta della maturità raggiunta dall’intera comunità italiana in Canada.

Dal 1995 Di Giovanni ricopre l’incarico di Direttore dei programmi culturali ed educativi del Columbus Centre dove 80 insegnanti di madrelingua seguono, dall’asilo nido alla seconda superiore, almeno 30mila studenti: una cifra che rappresenta circa un decimo dell’intera popolazione scolastica di cultura italiana all’estero.

Il Columbus Centre di Toronto, con il suo attivissimo dipartimento del Centro Scuola e Cultura, sembra aver trovato il metodo per attrarre i giovani allo studio della lingua di Dante. E’ stato proprio Di Giovanni a capire l’importanza di introdurre nuove strategie didattiche per l’insegnamento dell’italiano con l’obiettivo di far "innamorare" i ragazzi di seconda e terza generazione della nostra lingua. Il Direttore ha quindi abbinato all’insegnamento della lingua altre attività parallele: italiano e cucina, italiano e sport, italiano e musica, italiano e danza.

Grande successo anche per le lezioni di canto. Fiori all’occhiello del Columbus Centre sono infatti "La Scuola Cantorum" e il "Palestrina", due tra i cori più rinomati del Canada.

Altro strumento utilizzato dal Centro Scuola per avvicinare i giovani alla cultura italiana è l’attività sportiva. Attraverso lo sport e soprattutto la scuola calcio e la partecipazione ai Giochi della Gioventù in Italia, molti dei giovani hanno riscoperto l’aspetto culturale e linguistico.

Tra le diverse onorificenze ricevute da Alberto Di Giovanni, quella di Commendatore della Repubblica Italiana nel 1996.

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