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INFORM - N. 164 - 5 settembre 2002

Bassanelli: "Iniziato lo smantellamento dell’informazione radiofonica italiana in Germania"

Il SWR (Baden-Wüttemberg e Renania Palatinato) chiude con l’informazione radiofonica in italiano. Radio Monaco sospende le trasmissioni per gli stranieri dal primo gennaio del prossimo anno

FRANCOFORTE - Dal primo gennaio del 2003 il SWR (Südwest Rundfunk) sospenderà sul suo territorio di competenza (Baden-Württemberg e Renania Palatinato) le trasmissioni in lingua straniera prodotte dalla ARD per sostituirle con una offerta quotidiana propria, a carattere multiculturale ed internazionale, ma in lingua tedesca. Non diffonderà più quindi, tra l’altro, le quotidiane trasmissioni in italiano prodotte a Colonia ed a Monaco, note come Radio Colonia e Radio Monaco, attualmente diffuse in contemporanea (purtroppo, per cui l’utente si deve sintonizzare sull’una o sull’altra) dalle 19,00 alle 19,30. Le sostituiranno nuovi servizi radiofonici, solo in tedesco, prodotti dall’attuale redazione internazionale del SWR (che fino ad ora aiutava le redazioni nazionali della ARD e della BR), con più attenzione all’informazione sugli stranieri dei due Länder, in onda da lunedì a venerdi dalle 16,05 alle 16,30 e dalle 19,05 alle 19,30. Ma non sarà questo l’unico cambiamento. Le trasmissioni in onde medie e DAB (la radio digitale) verranno accompagnate da una specifica offerta su Internet, con informazioni e appositi servizi per gli stranieri in più lingue: in tedesco, inglese, italiano, turco, greco e croato. Non mancheranno altre novità, tra cui un calendario culturale e la possibilità di riascoltare, tramite un apposito archivio su Internet, le trasmissioni quotidiane.

Che cosa ha spinto a questo cambiamento? Prima di giungere alle nuove scelte, i responsabili del SWR dicono di aver discusso e riflettuto a lungo su come fare informazione in modo nuovo e più innovativo per una utenza multiculturale, tenendo conto che solo a Stoccarda la popolazione straniera è sul 25%, raggiunge 12% in tutto il Baden-Württemberg, e che nella zona centrale del Neckar il 60% dei giovani proviene da famiglie immigrate. Secondo quanto il direttore radiofonico del SWR Bernhard Hermmann scrive a Tommaso Conte (che aveva protestato a nome della Federazione delle Associazioni dei Genitori del Land) e secondo quanto Arianne Pfisterer (della direzione dell’Ufficio stampa) scrive a Mauro Montanari (che aveva protestato a nome del MediaClub), la spinta al cambiamento sarebbe venuta da diversi fattori. L’attuale impostazione delle trasmissioni in lingua madre sul territorio federale risale agli anni 60; pensate per le prime generazioni, rimarrebbero inadeguate per l’utenza attuale, più giovane, meglio inserita, maggiormente a proprio agio con il tedesco, desiderosa di una informazione su base regionale. Secondo ricerche dei media, sarebbero in continuo e pesante calo di ascolto, tale da non giustificare più da tempo l’attuale impiego di mezzi. "Nel nostro territorio di trasmissione – è la valutazione di Hermann, datata 25 giugno – solo il 5% degli italiani conosce queste trasmissioni e le ha ascoltate negli ultimi 14 giorni".

Gli studi più attuali del Bundespresseamt ed esperti documenterebbero che gli stranieri in Germania non vivono in un "muttersprachlichen Medienghetto": usano sempre più e sempre meglio il tedesco, in quasi tutte le famiglie straniere c’è una pubblicazione in tedesco, quotidianamente vedono o sentono programmi tedeschi, perfino i quotidiani turchi prodotti in Germania sono passati a produrre pagine in tedesco (Pfisterer).

A queste argomentazioni – evidentemente da verificare, e da ribattere magari con dati diversi – non basta rispondere con titoli seccati e insulsi ("Il SWR sviolina", e relativa sterile foto, CdI del 29 giugno). Non serviranno molto neppure le lettere della FNSI al Cancelliere Schröder, ai sovrintendenti Voß (SWR) e Gruber (BR), a Klehm (DJV) e Franzen (Ver.di), a Pleitgen (presidente ARD), Beck (Bundesausländerbeaftragte), Berlusconi, quelle del Console di Stoccarda, di Conte, MediaClub, Ds-Monaco e altri al SWR. Arrivano semplicemente troppo tardi, a giochi fatti. E’ strano che i redattori stranieri del SWR, tra cui l’italiano Tony Mazzaro, sicuramente da tempo al corrente di quanto bolliva in pentola, non si siano mossi prima, almeno per informare i colleghi delle altre testate o la collettività straniera. Sono d’accordo con la riforma?

Una raccolta di firme, che documentasse una utenza diversa da quella descritta da Hermann, otterrebbe probabilmente risultati maggiori. Ma a che pro? Il SWR rinuncia a diffondere programmi altrui ed inizia con servizi propri, sulla carta certamente interessanti e nuovi, specie per quanto riguarda Internet. Perché non prendere atto degli aspetti positivi ed esigere che non si bleffi?

Rimarrebbe il problema di come mettere in grado la collettività straniera dei due Länder di continuare ad usufruire delle attuali trasmissioni, a sintonizzarsi sui programmi radiofonici WDR e BR in lingua madre. Forse quindi solo un problema tecnico, di lunghezza d’onda, o di media. Del resto da tempo i connazionali chiedono che queste trasmissioni vengano messe a disposizione anche su Internet, in modo che le si possa ascoltare negli orari più congeniali (lo si potrebbe chiedere al SWR, visto che si pone all’avanguardia nel settore).

La vera paura – ed emerge chiaramente in tutte le lettere della FNSI – è che questo passo preluda alla soppressione in Germania dell’informazione radiofonica in italiano, mettendo a rischio la sopravvivenza delle redazioni di Radio Monaco e di Radio Colonia. Da qui si capisce il massiccio intervento del sindacato nazionale della stampa italiana, "che sostiene i colleghi italiani in Germania – scrive la FNSI in un comunicato – impegnati a difesa dei posti di lavoro e del ruolo essenziale dell’informazione in lingua italiana".

Che fosse una paura reale e non campata per aria, lo documenta la notizia bomba giunta in luglio, nel pieno delle ferie estive: alla redazione italiana di Radio Monaco viene notificato che la direzione del Bayerischer Rundfunk ha deciso di sospendere, a partire dal primo gennaio del 2003, tutte le trasmissioni per gli stranieri, inclusa quindi quella per gli italiani delle 19,00. Il timore creato dalla svolta di Stoccarda, nel giro di poche settimane diventa amara realtà a Monaco. Decisione non definitiva e ufficiale, ma allo stato attuale delle cose forse irreversibile, nonostante la mobilitazione della redazione, del Console Generale di Monaco dr. Vittorio Tedeschi, e di tanti connazionali.

Quale sarà il futuro di Radio Colonia e di Berlino? E’ già pure segnato? Il problema acquista allora un altro spessore, Stoccarda diventa solo una spia di possibili nuovi negativi sviluppi a livello federale, purtroppo già in corso di realizzazione a Monaco. Bisogna allora muoversi per tempo, coinvolgendo la collettività e le sue molteplici articolazioni, dalle organizzazioni di rappresentanza a quelle puramente associative, con un’azione preventiva che anticipa soluzioni, piuttosto che con tardive ed inutili barricate. Ma forse, ora, non ci restano che queste. Lo smantellamento in Germania dell’informazione in italiano è in pieno corso. (Tobia Bassanelli-de.it.press/Inform)


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