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INFORM - N. 162 - 3 settembre 2002

Vertice di Johannesburg: la delusione delle ONG italiane per la posizione assunta dall’Italia

JOHANNESBURG - Alla crescente delusione delle ONG Italiane per i risultati prodotti dal Vertice sullo Sviluppo Sostenibile in corso a Johannesburg ora si aggiunge quella per il discorso ufficiale dell’Italia pronunciato dal Presidente del Consiglio Berlusconi, ben diverso da quelli di altri leader dei Paesi membri dell’Unione Europea che hanno formulato proposte concrete e coraggiose. Il Presidente Chirac, ad esempio, ha chiesto nuovamente la creazione di un Consiglio di Sicurezza Economica e Sociale in seno alle Nazioni Unite e di un’Agenzia Mondiale per l’Ambiente, accogliendo le richieste avanzate dalle ONG negli ultimi mesi e invitando i Governi a "non chiudere gli occhi di fronte ad un mondo che brucia". Il Primo Ministro belga Verhofstadt ha caldamente invitato il Presidente Mbeki a produrre una dichiarazione politica conclusiva del Vertice molto più coraggiosa e generosa del deludente Piano di Azione adottato dalla Conferenza che, ad esempio, definisca a chiare lettere l’assoluta necessità di eliminare i sussidi alle esportazioni da parte dei Paesi ricchi e dell’UE, o proponga un G8 composto dai principali gruppi continentali quali l’Organizzazione Unitaria Africana (OUA). Il cancelliere Schroeder, infine, ha richiamato i Paesi al dovere di adottare il protocollo di Kyoto e a mettere a disposizione le risorse necessarie per un reale accesso ai mercati ed una rinnovata cooperazione allo sviluppo con i Paesi poveri.

"Il discorso pronunciato dal Presidente Berlusconi – dichiara il Presidente dell’Associazione ONG Italiane Sergio Marelli, presente al Vertice di Johannesburg – si è distinto per la coerenza con l’ormai assodata linea del Governo italiano in materia di cooperazione internazionale. Come più volte ribadito, secondo Berlusconi i Paesi poveri costituiscono per le nostre tecnologie un mercato in cui i nostri Ambasciatori devono promuovere la penetrazione commerciale italiana. E a Johannesburg il prodotto offerto dal Capo della diplomazia italiana è il modello informatico che Berlusconi vuole venga imposto a tutti i Paesi che vorranno ancora chiedere aiuti ai Paesi ricchi da qui ai prossimi cinque anni."

E-governement e de-tax sono le due iniziative sbandierate dal Presidente del Consiglio di fronte agli oltre 100 capi di Stato e di Governo presenti alla Conferenza quali concrete iniziative promosse dall’Italia.

"Stupisce l’assoluta avulsità del discorso di Berlusconi rispetto alle grandi questioni affrontate alla Conferenza, molte delle quali ancora lontano dal trovare una soluzione tra i governi – continua Marelli. Le stesse cose potevano essere dette in qualunque altra occasione, come di fatto continua a fare il nostro Presidente del Consiglio. La speranza di un’Italia leader o quanto meno propositiva sulle grandi questioni aperte che stendono inquietanti ombre sulla sostenibilità dello sviluppo del nostro pianeta – conclude il Presidente Marelli – è stata ancora una volta disattesa da un Governo che sembra ascoltare unicamente i propri interessi". (Inform)


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