* INFORM *

INFORM - N. 162 - 3 settembre 2002

Poco personale al Consolato di Francoforte: sospeso il rinnovo e il rilascio dei passaporti per posta

FRANCOFORTE - "Per mancanza di personale dal 1° agosto 2002 l’ufficio passaporti di questo Consolato Generale (di Francoforte, ndr) terrà aperto lo sportello per l’inoltro delle richieste di rilascio e/o rinnovo di passaporto dalle ore 8,30 alle ore 10 di tutti i giorni (tranne il sabato) ed il pomeriggio di mercoledì dalle 15 alle ore 16,30. La consegna dei passaporti rilasciati o rinnovati avverrà nel corso della stessa giornata dalle ore 11,30 alle ore 12 ed il mercoledì dalle ore 18 alle ore 18,30".

Capito? Non più orario continuato, ma spezzato come sopra. E per evitare ogni equivoco, o per i "sordi" di professione (i "furbi"), il comunicato web del Consolato di Francoforte conclude, sempre in maiuscolo ma ora con tanto di sottolineatura: "Si sottolinea che la consegna ed il rilascio potranno essere effettuati solo negli orari sopra indicati".

Benissimo, e nel frattempo, che fa l’utente? Uno che è venuto da fuori, metti da Mainz, Kassel, Heppenheim, Ludwigshafen, Coblenza, ma anche dalla vicina Offenbach, che fa per tre ore a Francoforte? Gli consigliamo, al fine di scaricarsi il nervoso per questa nuova strana disposizione, una passeggiata nella non troppo lontana Kaiserstrasse? Meglio allora consigliargli di presentarsi poco prima delle 10, in modo che dimezza il tempo buttato al vento, e l’attesa la può fare in consolato, dedito a qualche sana lettura. Ma se tutti si presentano poco prima delle 10, ce la farà il Consolato, che ha poco personale, a smaltire e consegnare tutte le pratiche in un’ora e mezza o due ore?

Spediamo allora la pratica per posta? E’ sempre stata la soluzione ideale, ma ora forse non più. Anzi, questo tipo di servizio sembra sia stato sospeso. Precisa infatti un altro comunicato web dello stesso Consolato: "Si rende noto che dal 9.4.2002 questo Consolato Generale, per la nota carenza di personale, non potrà più evadere le richieste di rilascio/rinnovo passaporti pervenute per posta, entro i trenta giorni previsti. I passaporti verranno peraltro rilasciati a vista a tutti coloro che si presenteranno presso questo Consolato Generale in possesso della giusta documentazione. Pertanto saranno restituite le richieste di passaporto pervenute a questo Consolato Generale via postale". L’evasione della pratica nel giro di un mese non è più garantita, si aspetterà allora qualche mese? E chi ci capisce qualcosa! Le domande per posta verranno restituite: il comunicato non dice se sbrigate (con un timbro o poco più il rinnovo del passaporto è fatto), oppure respinte, nel senso che il servizio per posta è semplicemente sospeso. Pare di capire che sia questa la scelta fatta. Il servizio per posta del rinnovo/rilascio del passaporto è stato abolito del tutto, anche per chi porta personalmente la pratica: deve tornare una seconda volta per ritirare il passaporto, non gli arriva più a casa.

In parole semplici: bisogna andare tutti e sempre al Consolato. Vale a dire: aumentano la ressa e le file, aumentano le spese e la perdita di tempo (il doppio viaggio). No, questa no, se uno ha documentazione in ordine, la pratica viene fatta subito. Subito? Certo, "a vista", dice il comunicato. Ma quello precedente, quello riportato per primo, non affermava il contrario, distinguendo gli orari della consegna da quello del ritiro del passaporto? Precisamente. Ed anche da qui si vede non solo la carenza di personale, ma anche il caos ed i disservizi che regnano nelle nostre istituzioni all’estero.

Queste informazioni le abbiamo apprese per caso, navigando nelle pagine Internet del Consolato. Ma la stragrande maggioranza non ha accesso a Internet. Una volta queste notizie venivano direttamente spedite ai Centri italiani, alle Associazioni ed alle Missioni, enti che provvedevano a diffonderle nella comunità. Da tempo il Consolato non invia più alcuna informazione. Senso del risparmio? Manca il personale. Ed il Comites, invece di rimediare in parte a queste carenze, lascia pure tutti nel buio più assoluto, non è neanche in grado di informare i media sui propri incontri: forse perché non gli sono ancora giunti i contributi per il 2002.

Sono questi i frutti della tanto annunciata e proclamata riforma della Farnesina? Sono questi i frutti del lungo interim agli Esteri, visto che il premier dovrebbe fare meglio di un apposito Ministro? Chi ha un po’ di pratica di Consolati, sapeva fin da subito che Berlusconi prometteva solo idiozie. Come si fa ad affidare ai Consolati nuove competenze, a trasformarli per esempio in preziosi strumenti della diffusione del Mady in Italy, quando manca il personale per il normale funzionamento e quando per far filtrare anche solo una telefonata ci vuole una mattinata intera se si è fortunati? Tremaglia ha tanta buona volontà, è stato bravo a far approvare la legge sul voto all’estero (del resto maturata nella precedente legislatura), ma non è e non può essere il toccasana di tutte le disfunzioni. Tanto è vero che il funzionamento dei Consolati peggiora di giorno in giorno, come documentano le disposizioni di cui sopra a Francoforte. Invece di mettere in piedi premi e memorie, inventare commissioni nuove e chiacchiere varie, che incantano solo gli sprovveduti, Tremaglia farebbe meglio a convogliare i suoi sforzi sul buon funzionamento delle strutture di base a servizio dei connazionali all’estero, consolati e dintorni per esempio, perché di queste l’emigrato ha bisogno ogni giorno e perché da qui si misura il reale interessamento delle istituzioni alla sua realtà. (Tobia Bassanelli-de.it.press/Inform)


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