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INFORM - N. 160 - 13 agosto 2002

Da Pagine, Venezuela

Vita (CGIE): Lettera aperta a Tremaglia sui giovani italiani dell’America Latina

Caro Ministro, seguiamo sempre con molto interesse le Sue attività ed i suoi messaggi riuscendo talvolta a leggervi, come è accaduto a proposito dell’emergenza, anche quanto il Suo ruolo e l’affetto che ha per noi, suggeriscono di non dire, naturalmente per evitare di turbare quella difficile armonia che regna in emigrazione e l’equilibrio ricreatosi, dopo l’approvazione del voto all’estero, tra "noi" e gli italiani che vivono in Patria.

Le invio i dati riguardanti una inchiesta realizzata (senza costo per lo Stato) tra migliaia di giovani italiani residenti in America Latina, diretta ad individuare quelli di loro interessati a lavorare in Italia, dai quali potranno essere individuate situazioni che non sembrano essere state valutate con sufficiente attenzione mentre meritano il Suo autorevole intervento.

Ci riferiamo per esempio alle situazioni "emergenti" determinate dalle crisi in atto in Venezuela, Brasile ed Uruguay che, stando alle domande di lavoro di cui sopra, hanno assunto aspetti preoccupanti. Dai dati raccolti infatti nelle 300 schede allegate, risultano al primo posto, i residenti in Venezuela (126/300) poi in Argentina (40/300) ed Uruguay (31/300), quindi Brasile (25/300). Risulta inoltre che l’85% della totalità è laureato, il 12% ha conseguito diplomi di istituti superiori e solo il 3% è in possesso di diplomi di scuola media inferiore... La quasi totalità si è specializzata in informatica e conosce più di un idioma.

Circa l’emergenza - l’argomento che avrebbe sollevato il timore di una ondata incontenibile di rientri - mi consenta alcune semplici riflessioni: il livellamento della pensione minima ad un milione, che pare prossima, renderebbe la vita degli anziani indigenti "possibile e decorosa" perciò avrebbero tutto l’interesse di rimanersene nelle loro case, dove vivono e sono radicati. Ben diversa, per fortuna per l’Italia, è la situazione per i giovani disposti a trasferirsi in Italia, che, c’è solo d’augurarsi, siano in numero sufficiente per ripianare le forze lavoro del nostro paese, demograficamente il più vecchio del mondo...

Ce ne fossero di giovani come quelli riportati nelle richieste di lavoro allegate....Ecco questa è solo una campionatura dei nostri gioielli. Le sarò grato se vorrà indirizzare qualche parola di incoraggiamento a questi 300 "giovani e forti", se vorrà confermare loro il Suo interesse ed il suo intervento presso le regioni, le province e gli uffici del lavoro comunali. Sinceramente, Vitaliano Vita. (Pagine/Inform)


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