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INFORM - N. 160 - 13 agosto 2002

Circosta (Comites Hannover): Legge discriminatoria per i figli degli emigrati

HANNOVER - Con il DPC n. 242 del 4.4.2001 ancora una volta vengono discriminati i figli degli emigrati che avessero già intrapreso o volessero iniziare uno studio universitario in Patria. La discriminazione, questa volta - spiega Antonio Circosta (Comites Hannover) - consiste nel diverso modo di calcolare il valore patrimoniale. In fatti, mentre in Italia gli accertamenti sul valore dei beni immobiliari vengono eseguiti sulla base degli estratti catastali, per i residenti all’estero sono compiuti in modo del tutto diverso e in forma sbrigativa: 500 euro per metro quadrato dell’immobile, sia che la casa o altro fabbricato si trovi in una grande città come Berlino, Londra o Parigi, dove il valore sarà forse 10.000 euro e più, sia che si tratti di una modesta casa sita in un paesetto o addirittura in una campagna il cui valore sicuramente è molto più modesto.

E non è tutto. Il patrimonio costituito da reddito di lavoro o da pensione non è cumulabile con quello immobiliare, per cui, ad esempio, la figlia o il figlio di un titolare di pensione di 500 euro al mese, senza nessun’altra entrata, ed un appartamento ad uso abitativo per tutta la famiglia di 100 mq, non entrerebbero nel numero degli aventi diritto alla borsa d studio, mentre, viceversa, i figli di un titolare di pensione di 2000 euro, abitanti tutti in un appartamento preso in affitto al canone di 200 euro al mese, potrebbero usufruire della borsa di studio e di tutti i benefici derivanti dal diritto allo studio.

Poiché le pensioni di oltre 2000 euro al mese, anche dopo 40 anni di duro lavoro, sono pochi a percepirle, mentre è più facile che molti connazionali, dopo tanti sacrifici, siano padroni di una piccola casa, ne consegue - rileva Circosta - che ai figli degli emigrati lo studio in Italia rimane precluso. (Inform)


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