* INFORM *

INFORM - N. 159 - 9 agosto 2002

RASSEGNA STAMPA

Il Giorno - Il Resto del Carlino - La Nazione, 9 agosto 2001

"Oriundi in fuga? Ora no, Ma il pericolo resta"

Intervista al Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini

ROMA - A lanciare l'allarme in un rapporto al presidente Berlusconi era stato il sottosegretario agli Esteri dell'Udc Mario Baccini: la crisi economica che squassa il Sudamerica potrebbe in futuro far sì che i milioni di discendenti di italiani che vivono in Argentina, Brasile, Uruguay rivendichino il diritto alla nostra cittadinanza, per poi tornare nel nostro paese. Di ieri la risposta del ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia (An), che ha tagliato corto: "Non c'è alcun pericolo di invasione. Le richieste di rientro in Italia possono essere valutate in alcune centinaia. E noi, parlo a nome dell'unità di coordinamento delle regioni, possiamo trovargli un contratto di lavoro".

D. Sottosegretario Baccini, arrivano o non arrivano?

R. "Il discorso è più generale. La crisi in Argentina, quella in Uruguay, in Brasile ma anche quella in atto in Colombia e la precaria situazione della Bolivia ci inducono a pensare che in Sudamerica non c'è solo un problema di crisi economica ma di crisi economica, politica e sociale al tempo stesso, che per di più colpisce a livello continentale. Se questo è il quadro dobbiamo porci il problema delle scelte che gli oriundi italiani potrebbero fare. Far finta di nulla sarebbe un errore".

D. Ma Tremaglia dice che non c'è nessuna invasione in vista...

R. "Tremaglia ha ragione. Oggi non c'è nessuna invasione e del resto io non ho mai parlato di invasione. Io mi sono limitato a indicare alcuni segnali come l'aumento di richiesta di passaporti nelle nostre sedi diplomatiche nei paesi dove insistono comunità italiane. Un dato indiscutibile, se è vero come è vero che nel solo consolato generale di Buenos Aires da gennaio agli inizi di agosto sono stati rilasciati quasi 13 mila passaporti a fronte dei 14 mila rilasciati in tutto il 2001. Questo è un indicatore del fatto che chi può avere il passaporto italiano inizia ad attivarsi per ottenerlo. Pronto poi, se la situazione dovesse peggiorare ancora, a tornarsene in Italia".

D. Ma i nostri oriundi non potrebbero essere una risorsa preziosa, vista la richiesta di immigrati che viene dal mondo del lavoro?

R. "Intanto chiariamo una cosa. Quando si parla di oriundi parliamo di figli o nipoti di italiani, la maggior parte dei quali non parla affatto italiano e quindi può entrare nel mondo del lavoro italiano con le stesse problematiche di un immigrato proveniente da altri paesi. Molti di loro chiedono il passaporto italiano non per venire in Italia ma per andare in Europa, e segnatamente in Spagna, dove si parla la loro stessa lingua. E così il rischio è che i più giovani o qualificati vadano altrove mentre in Italia torni solo chi non ha speranza perché non è qualificato, o è anziano".

D. Come si muove l'Italia per venire incontro alla crisi di quei paesi?

R. "Il presidente Berlusconi è molto attivo su questo fronte. Abbiamo riconvertito il debito del Perù, cancellato quello della Bolivia, stiamo aiutando l'Argentina a fare l'accordo con il Fondo Monetario Internazionale. Sempre in Argentina, in collaborazione con l'Ilo e Italia Lavoro, stiamo formando centinaia di lavoratori italo-argentini in modo che se ci fosse l'irreparabile il loro rientro sarebbe più facile. E abbiamo lanciato un fondo intitolato a De Gasperi a beneficio della microimpresa. Compito della politica è prevenire le crisi o se questo non è possibile agire per superarle: e noi stiamo facendo quanto è in nostro potere fare". (Alessandro Farruggia)


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