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INFORM - N. 159 - 9 agosto 2002

Dino Nardi (Uil Svizzera/CGIE) a Marcinelle: "Otto agosto : un giorno da non dimenticare per tutti gli italiani"

ZURIGO - Ancora una volta, l’otto agosto, a Marcinelle in Belgio, si è voluto ricordare l’immane tragedia in cui 46 anni or sono perirono ben 262 minatori, di cui 136 italiani. Ma quest’anno il ricordo è stato commemorato in maniera veramente eccezionale. Non solo per la presenza, ormai tradizionale, del Ministro degli Italiani del Mondo, Mirko Tremaglia, e di una folta delegazione italiana in rappresentanza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e delle Regioni e del Ministero degli Affari Esteri e di tantissimi emigrati italiani sia del Belgio che di altre nazioni europee, bensì perché è stata la "prima" volta in cui, per iniziativa dello stesso Ministro Tremaglia, l’8 agosto è diventato ufficialmente per lo Stato Italiano "La Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo". Una Giornata alla quale l’Italia ha voluto dedicare un francobollo di 0,52 euro (valore valido per spedire corrispondenza dall’Italia in ogni angolo del globo) a ricordo degli italiani nel mondo e del loro sacrificio, che è stato stampato in tre milioni e mezzo di esemplari.

Nel suo intervento, Dino Nardi, presidente della Commissione Sociale del CGIE, in rappresentanza del sindacato della UIL, ha dato merito al Ministro degli Italiani nel Mondo per essere riuscito a concretizzare l’obiettivo del riconoscimento dell’otto di agosto come la Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, come aveva più volte sollecitato anche l’Unione degli Italiani nel Mondo (UIM), in ricordo non solo dell’immane tragedia di Marcinelle ma anche di molte altre tragedie in cui sono pure periti moltissimi emigrati italiani come, per esempio, quella del 1965 di Mattmark in Svizzera in cui, in un cantiere di montagna, morirono 88 lavoratori tra cui 56 italiani. Dino Nardi nel suo intervento ha poi ricordato che "la memoria, il ricordo, la storia sono indispensabili per capire ed affrontare meglio il presente ed il presente, purtroppo, vede tuttora nella sola Europa, e per cause raramente imputabili ai lavoratori, migliaia di morti sul lavoro e centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici che, ogni anno, restano permanentemente inabili per infortuni e malattie professionali. Sia tra le vittime che tra gli inabili per motivi di lavoro, ancora oggi, contiamo moltissimi lavoratori migranti a testimonianza che sono quasi sempre questi ultimi che vengono chiamati a svolgere i lavori più pericolosi. Troppi infortuni sul lavoro si verificano e spesso, troppo spesso, sia i superstiti che gli stessi lavoratori infortunati debbono lottare tenacemente anche nelle aule dei tribunali e, nell’Unione Europea, nella Corte di Giustizia dell’Aia, per vedersi riconoscere un giusto indennizzo per il danno materiale ed umano subito, come, d’altra parte, avvenne anche in occasione della tragedia di Marcinelle. Tutto ciò sia a causa delle molteplici difficoltà burocratiche che pongono, quasi sempre, le assicurazioni sociali ma, ancora oggi, per mancanza o carenze di accordi internazionali di sicurezza sociale a protezione dei lavoratori migranti, come stanno a dimostrare le statistiche delle organizzazioni sindacali e degli stessi patronati italiani che operano in emigrazione"

Nardi ha concluso sottolineando che "queste occasioni debbono servire, appunto, si per ricordare ma anche per denunciare queste situazioni affinché non si debbano ripetere altre tragedie dolorose come queste che stiamo celebrando oggi a Marcinelle, ma anche in tutta Italia e nel mondo". (Inform)


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