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INFORM - N. 158 - 8 agosto 2002

46° anniversario della tragedia di Marcinelle

Con l'Accordo "uomo-carbone", l'Italia si impegnava ad inviare in Belgio mille minatori a settimana. In cambio, l'Italia avrebbe ricevuto 200 chili di carbone al giorno per ogni emigrato.

ROMA - Cominciò il 23 giugno 1946 l'esodo degli italiani verso il Belgio. In seguito all'accordo Italia-Belgio, sottoscritto in quella data, migliaia di nostri connazionali si recarono in Belgio per lavorare nelle miniere.

L’accordo, tristemente denominato "uomo-carbone", portando nelle miniere belghe braccia italiane, avrebbe garantito alla Patria proprio quel carbone estratto con enorme fatica e sofferenza dagli emigrati. Cittadini che, secondo lo stesso Accordo, dovevano avere "un'età ancor giovane (35 anni al massimo) e un buono stato di salute". Per loro, un contratto di 12 mesi, "una pala, una piccozza, un casco, una lampada, e via verso l'oscurità", come ricordò l’attuale Ministro per gli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia, nella ricorrenza dei 40 anni della tragedia. L'impegno del Governo italiano, quello di inviare almeno 1.000 minatori a settimana nei cinque bacini carboniferi belgi, e per ogni emigrato che andava in Belgio, l'Italia avrebbe ricevuto 200 chili di carbone al giorno.

Grazie ai nostri emigrati, la produzione delle miniere salì a 6-7 milioni di tonnellate all'anno. Un dato positivo che andò, via via, coinvolgendo una serie di altre attività, come, ad esempio, le industrie siderurgiche e metallurgiche, le vetrerie, le industrie di apparecchiature elettriche e di materiale refrattari. Notevole, quindi, l'apporto dei nostri lavoratori allo sviluppo del territorio belga. Il tutto, a costo di indescrivibili sacrifici.

Poi, la tragedia. L'8 agosto 1956, dopo appena dieci anni dalla firma di quell'Accordo, 262 minatori rimasero intrappolati nella miniera di Marcinelle. Di questi, 136 erano italiani. Uno scoppio, e immediatamente le fiamme invasero i cunicoli della miniera, cunicoli alti non più di 50 cm in cui erano costretti a lavorare i nostri minatori.

L'11 agosto, tre giorni dopo, i soccorritori riuscirono ad estrarre dalla miniera i primi due corpi a quota -835. Ma solo dopo undici giorni di duro lavoro i corpi degli altri 260 minatori vennero restituiti alle famiglie. I lavori nella miniera ripresero nell'aprile del 1957. Nel 1967 la miniera venne chiusa definitivamente. (Inform)

Marcinelle: le regioni italiane più colpite

Venivano dalle regioni del sud, in prevalenza, i 136 minatori che lasciarono la speranza di una vita migliore intrappolata nelle viscere della miniera di "Bois du Cazier".

Per molti, oltre alla stessa speranza di un futuro migliore, per loro ed i familiari che restavano a casa, la stessa regione d'origine, lo stesso paese, addirittura lo stesso cognome. Interi paesi, come Manoppello, in provincia di Pescara, si trovarono uniti nel dolore della perdita di ben 22 ragazzi, di questi, tre avevano appena 21 anni.

Regioni come l'Abruzzo con 60 morti, la Puglia con 22, le Marche con 12, il Molise con 7, il Veneto con 5, e la Calabria con 4 vittime, per citare le più colpite, non hanno mai dimenticato i loro morti, e anche in questa ricorrenza, invitate ufficialmente dal Ministro per gli Italiani nel mondo, on. Mirko Tremaglia, sono state presenti l’8 agosto a Marcinelle, ognuna con una propria delegazione, con gonfaloni e bandiere, perché a distanza di 46 anni non venga mai meno l'omaggio della memoria. (Inform)

Un minuto di silenzio, per non dimenticare

Su proposta del Ministro per gli Italiani nel mondo, on. Mirko Tremaglia, in occasione della Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, tutte le pubbliche amministrazioni in Italia, le Ambasciate ed i Consolati nel mondo, hanno osservato un minuto di raccoglimento.

Il Ministro Tremaglia ha celebrato l’8 agosto a Marcinelle, luogo emblema del sacrificio dei nostri lavoratori all’estero, accompagnato da una delegazione di parlamentari, Presidenti di Regioni, Sindaci e Presidenti di Province più colpite dalla tragedia, membri del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e parenti dei minatori italiani. (Inform)


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