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INFORM - N. 157 - 7 agosto 2002

Da Oltreconfine, Stoccarda

Il 50.mo anniversario del Land Baden-Württemberg e gli italiani. Luigi Vittorio Ferraris: "Non è tutt’oro quel che luce"

STOCCARDA - Gli italiani, anzi l’Italia stessa, potrebbero partecipare con convinzione al 50.mo anniversario del Land Baden-Württemberg, un Land in certo senso artificiale, costituitosi per volontà popolare mediante un referendum riunendo regioni storicamente diverse e nei tempi difficili dell’immediato dopoguerra divise fra due diverse zone di occupazione, americana e francese. Un Land voluto da pochi, sostenuto da molti e che si è rivelato una fusione perfetta di identità solo in apparenza non omogenee.

Proprio alla luce dell’esperienza degli italiani questo Land recente rappresenta molto, con molte luci e qualche ombra. Riconoscere con apprezzamento le prime e tener conto delle seconde è espressione di realismo, ma anche manifestazione di vera amicizia fra italiani e tedeschi.

Non solo per un senso di gratitudine, ma altresì con venature di commozione, dobbiamo ricordare che operai italiani, con sacrifici notevoli e vita dura, furono fra i maggiori artefici di quella Schwarzwaldbahn, una linea ferroviaria ardita che attraversa la straordinaria Foresta Nera nell’allora Granducato di Baden in un ambiente paesaggistico di grande bellezza. Ancora oggi in quella zona si possono incontrare i discendenti di quegli operai e sino a ieri molti di questi avevano persino conservato con fedeltà la cittadinanza italiana sebbene avessero quasi dimenticato la lingua d’origine.

Nel Baden la più antica emigrazione operaia italiana in Germania nell’epoca contemporanea. Un gruppo di italiani che con la loro opera modesta, ma coraggiosa e tenace seguivano i tanti artisti e artigiani di vaglia che avevano reso più belli i monumenti del Baden e del Württemberg, come una recente pubblicazione di "Oltreconfine" ha voluto giustamente richiamare alla nostra memoria troppo spesso dimentica.

Nel secondo dopoguerra il nuovo Land ha attratto folti stuoli di italiani in specie dalle nostre regioni meridionali ed infatti la comunità italiana nel Land rappresenta circa un quarto di tutti gli italiani in Germania. Anche loro continuavano dunque la tradizione. Sono divenuti una parte inscindibile della realtà del Land da Friburgo a Stoccarda, da Villingen-Schwenningen a Sindelfingen o a Esslingen. Anzi in alcune località ha assunto una presenza e una influenza rilevante anche nella partecipazione alla vita pubblica.

Chi ha avuto la fortuna, come lo scrivente, di visitare dopo poco più di un quarto di secolo dal loro arrivo, tutte o quasi tutte queste comunità italiane disperse in ogni luogo, anche il più appartato, del Baden-Württemberg non poteva nascondere la sua intensa ammirazione per l’impegno profuso nel lavoro, ma altrettanto nel constatare come gli italiani sappiano dare il loro contributo alla vita civile: la gastronomia certo, ma altrettanto la valorizzazione di doti umane e di vita quotidiana e di inserimento nella parte migliore della società.

Quali le ombre? Accenniamovi francamente. Non sempre il Land ha saputo affrontare con l’apertura di idee, che l’alta civiltà della regione esigeva, alcuni problemi nel rapporto con la componente italiana.

In primo luogo la politica scolastica. Non si può rimproverare al Land di aver trascurato il rispetto degli obblighi comunitari in materia di scolarizzazione dei cittadini stranieri comunitari o di aver lesinato mezzi finanziari. Tuttavia non ha saputo svolgere una politica scolastica che mirasse non già al mero e superficiale insegnamento dell’italiano per gli "emigrati" o Gastarbeiter, ma che divenisse e un fattore di arricchimento culturale per tutti, tedeschi compresi. In altri termini vi è stato una tendenza a marginalizzare i corsi di italiano, invece di cercare di inserirli profondamente nel tessuto scolastico locale.

Di qui misure ritenute insufficienti e comportamenti non esenti da censure nei confronti del personale scolastico. In poche parole un orientamento restrittivo nei fatti e con una inadeguata visione dell’evoluzione della comunità italiana e quindi delle sue esigenze.

In secondo luogo, la condotta delle autorità locali nei confronti delle norme sulla residenza a danno di non pochi italiani traendo lo spunto con interpretazioni talvolta arbitrarie da norme non sempre nitide per negare il rinnovo della Carta di soggiorno con il pretesto dell’inadeguato alloggio: Appunto interpretazioni assai discutibili, che diventano indizi di un atteggiamento di sospetto o almeno di diffidenza anche nei confronti di antichi residenti provenienti dall’Italia.

Abbiamo accennato a questi aspetti, che potrebbero apparire di minor conto, solo per attirare l’attenzione, in uno spirito di franchezza, su gesti sicuramente non di ostilità certo, ma di scarsa flessibilità. Ripetiamolo ancora una volta: la critica fra amici è utile e necessaria e per questo anche in un momento celebrativo occorre pur farvi accenno per non limitarsi a sciogliere vani panegirici.

Tuttavia un convinto elogio di fondo va tributato al Land, e con molta obiettività: esemplare è il suo spirito di apertura verso l’Europa tutta, anzi la sua anima profondamente europea. Uno spirito che si riverbera in primo luogo sulla vicina Francia, ma anche sull’Italia, il grande punto di riferimento al sud.

Anche nell’evoluzione in atto della costruzione europea il Land potrà e saprà dare un apporto importante di equilibrio fra le esigenze della sussidiarietà a favore degli enti territoriali e la necessaria unità a livello comunitario. Non a caso il suo Ministro Presidente partecipa, e fra l’altro molti attivamente, alla Convenzione europea destinata a dare un contributo riformatore di grande portata.

Vogliamo augurare progresso e successo al Land Baden-Württemberg perché sappia ancor meglio vedere e riconoscere nella componente italiana un fattore di grande progresso e di grande valenza, e non solo per l’attuazione delle nella formalità delle norme e dei regolamenti o nella disponibilità delle autorità locali. Senza gli italiani il Land sarebbe diverso. E’ diventato più cosmopolita e ancor più vivace.

La Costituzione del Land è il presupposto di questa impostazione laddove con parole molto alte auspica un Gemeinwesen, un vivere e un essere comune, di tutti coloro che vivono nel suo territorio.

Fra questi vi sono gli italiani, portatori di diritti ma anche di doveri. Nella collaborazione e nella immaginazione sui contenuti della collaborazione saranno gli italiani i migliori cittadini europei di un Land europeo. Il Baden-Württemberg trovi nel suo presente fattivo e creativo le ragioni del suo futuro, che con i tedeschi tutti noi italiani auguriamo di grande successo. (Luigi Vittorio Ferraris*-Oltreconfine/Inform)

* Il Prof. Luigi Vittorio Ferraris è stato Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Federale di Germania dal 1980 al 1987.

 


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