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INFORM - N. 157 - 7 agosto 2002

La CGIL sulla Giornata del sacrificio italiano nel mondo

ROMA - L'otto Agosto è diventato la ricorrenza ufficiale per celebrare il sacrificio italiano nel mondo, traendo spunto dalla ricorrenza della tragedia di Marcinelle dove nella miniera del Bois du Cazier perirono oltre 260 minatori di cui 136 emigranti italiani.

La CGIL ricorda quell'eccidio ed i tanti altri che, nel mondo, costarono la vita a molte centinaia di lavoratori, obbligati a cercare lavoro e dignità fuori dal loro paese e con essi i milioni di emigrati italiani costretti ad una vita di sacrifici e di brutale sfruttamento, discriminati ed umiliati, privi di diritti e sottoposti molto spesso ad una discriminazione di stampo razzista e xenofobo. Quei lavoratori ed i loro discendenti hanno lottato e lottano per diventare a pieno titolo cittadini del paese che li ha accolti senza dimenticare la loro terra di origine. L'Italia ha un debito grande di riconoscenza verso la sua emigrazione su terreno morale ed anche economico che non deve dimenticare, proprio nel momento in cui in alcuni Paesi dell'America Latina, a partire dall'Argentina e dall'Uruguay, molti emigrati ed i loro discendenti soffrono gli effetti di una grave crisi economica.

La CGIL, impegnata nella difesa dei diritti dei lavoratori attraverso una grande mobilitazione per contrastare le politiche del Governo e delle Organizzazioni imprenditoriali, non dimenticherà i diritti degli italiani nel mondo ed incalzerà il Governo perché, smettendo di fare soltanto vuota demagogia, garantisca i diritti di tutti gli italiani a partire dai più deboli.

Nel ricordare i sacrifici dell'emigrazione italiana nessuno, anche alla luce dell'esperienza degli italiani nel mondo, può e deve dimenticare la necessità di garantire i diritti e l'accoglienza di quei lavoratori stranieri che cercano in Italia un lavoro ed una vita migliore per sé e per i propri figli, e che vengono considerati un pericolo e non esseri umani e che oggi soffrono nel nostro paesi gli effetti di una legge ingiusta e discriminatoria come la cosiddetta legge Bossi-Fini.

Lavoro, diritti, libertà assieme al rispetto delle diversità culturali e religiose, sono la sostanza di una politica di solidarietà e di difesa della pace che rappresenta la risposta efficace e giusta alla sfida della globalizzazione e di uno sviluppo per tutti. (Inform)


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