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INFORM - N. 153 - 31 luglio 2002

Conferenza dei Consoli: il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e l’esportazione della cultura italiana d’impresa

ROMA - ''La riforma della rete consolare è complicata e costosa, ma visto che le problematiche permangono allora sarà necessaria una più stretta sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri ed il Ministero delle Attività Produttive. A tal proposito proporrò la creazione, per il mese di settembre, di un tavolo di lavoro dove avranno modo di confrontarsi i rappresentanti dei due ministeri". Il Ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano ha aperto così i lavori della sessione della Conferenza dei Consoli dedicata al tema "Il ruolo dei Consolati a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese", "L'inserimento delle nostre imprese medie e piccole nel contesto internazionale - ha proseguito il Ministro evidenziando la necessità di sostenere le aziende italiane che operano all'estero - verrebbe indubbiamente facilitato dalla creazione di un efficace sistema informativo (le notizie in rete potrebbero essere fornite anche dai consoli), da un contatto diretto con le banche di piccole dimensioni che operano all'estero e dall'intensificarsi dei rapporti tra i governi locali che solitamente programmano iniziative di portata minore e quindi maggiormente accessibili".

In questo contesto – ha rilevato Marzano - sarebbe inoltre auspicabile che le imprese create nei Paesi d'accoglienza dai connazionali all'estero entrassero in sinergia con gli imprenditori italiani che vogliono affrontare il mercato mondiale: una iniziativa – ha sottolineato – che farebbe piacere al Ministro Tremaglia. "Tutto questo sarebbe molto utile sia perché da un punto di vista contrattuale le aziende operanti in Italia potrebbero confrontarsi senza preoccupazioni con le imprese dei nostri connazionali, sia perché verrebbero superati alcuni inconvenienti e rischi tipici, come ad esempio la mancata conoscenza del contesto territoriale e l'utilizzo di lingue diverse, della contrattazione all'estero".

Nel dibattito sono intervenuti - per sottoporre al Ministro alcuni quesiti sulla reale efficacia dello strumento di sostegno bancario denominato "credito d'aiuto "e sulla necessità di creare nuovi capitali per la ripresa delle piccole e medie imprese in Argentina - il Console generale a Cordoba Nicola Di Tullio ed il Console generale a Buenos Aires Vincenzo Palladino. Alle richieste dei diplomatici - volte anche ad auspicare l'eliminazione dei dazi commerciali per l'ingresso delle merci argentine nell'Unione Europea - ha risposto il Ministro Marzano evidenziando da una parte la piena disponibilità del Governo italiano ad intervenire sull'Unione per facilitare l'accesso delle merci argentine e dall'altra l'impossibilità pratica, vista la rigidità del sistema bancario italiano, di creare uno specifico fondo di garanzia atto a favorire la ripresa delle piccole e medie imprese argentine.

A seguire è intervenuto il Vice Direttore generale per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie Stefano Ronca che ha evidenziato come un ampliamento in senso economico dei compiti dei consolati - strutture distribuite in maniera capillare sul territorio e ricche di potenzialità professionali e commerciali - dovrebbe essere inevitabilmente accompagnato da un aumento delle risorse, da una crescente attenzione alla politica degli immobili e dalla nascita di una struttura telematica che metta in rete i consolati, la Farnesina, i ministeri economici e le associazioni di impresa.

Un coraggioso tentativo, l'esportazione all'estero della cultura italiana d'impresa, che per il Segretario Generale del Censis Giuseppe De Rita potrà avere successo solo se verrà preventivamente compreso sia il modello sociale di provenienza dell'azienda italiana, sia il contesto estero d'accoglienza dove l'impresa andrà ad operare. Un'analisi a priori che consentirà alla piccola azienda italiana all'estero di confrontarsi ed interfacciarsi con la realtà locale attraverso un continuo interscambio di informazioni e di comunicazioni. In questo innovativo contesto, secondo il Direttore Generale per la Cooperazione economica multilaterale Marcello Spatafora, i consoli italiani dovranno essere capaci di mettere in rete tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel sistema. Un gruppo di lavoro ed uno strumento operativo, coordinato e diretto dallo stesso console, dovrà fornire preziose indicazioni alle aziende sulle future opportunità del mercato. Una grande sfida che, anche in considerazione delle scarse risorse a disposizione, potrà essere superata dal console solo attraverso un innovativo e fantasioso utilizzo delle variegate professionalità presenti a vario titolo nella struttura consolare. (Lorenzo Zita-Inform)


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