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INFORM - N. 152 - 30 luglio 2002

Seconda Conferenza dei Consoli d'Italia nel mondo

Voto all’estero - Gli interventi del Ministro Tremaglia, del Direttore generale Marsili, del Segretario generale del CGIE Narducci e dei Consoli

ROMA - La terza sessione della Conferenza dei Consoli d'Italia nel mondo è stata interamente dedicata al voto all'estero e all'approfondimento dei numerosi adempimenti che i Consolati dovranno porre in essere per garantire ai nostri connazionali il pieno esercizio di questo fondamentale diritto. Il dibattito si è aperto con l'intervento del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia che, dopo aver ribadito con forza il suo veto totale e assoluto all'eventuale chiusura dei consolati italiani nel mondo - ha auspicato un rafforzamento della rete consolare. "Voi siete la sostanza della politica dell'italianità nel mondo - ha sottolineato infatti Tremaglia rivolgendosi direttamente ai Consoli - in termini culturali, politici ed economici. Non è più pensabile - ha proseguito il Ministro dopo aver sollecitato lo stanziamento di nuovi fondi per la riorganizzazione degli uffici consolari - che si debba ancora assistere all'indecoroso spettacolo delle interminabili file davanti al consolato di Buenos Aires dei nostri connazionali che chiedono servizi a chi questi servizi li deve dare. Su queste tematiche stipuliamo quindi oggi un ‘patto d'unità d'azione’. Un'alleanza totale, assoluta ed indispensabile tra il Ministero degli Italiani nel mondo e la Farnesina…Ma in questo contesto non dobbiamo dimenticare la valenza degli Istituti di Cultura".

Dopo aver insistito sulla questione dell'indispensabile aggiornamento dei dati anagrafici - una riforma che viene condizionata dalla mancanza di infrastrutture che ostacolano la prevista l'assunzione di contrattisti - Tremaglia ha chiesto ai Consoli di curare i futuri rapporti tra i parlamentari che saranno eletti nella circoscrizione Estero e le centinaia di deputati di origine italiana presenti nel mondo. Una conquista, quella del voto, che per il Ministro dovrebbe portare alla creazione, dopo le prossime elezioni politiche - di uno specifico ed autonomo gruppo parlamentare degli italiani all'estero che superi le attuali divisioni politiche.

A seguire è intervenuto il Direttore Generale per gli Italiani all’estero del Mae Carlo Marsili che ha in primo luogo annunciato la fine del lavoro preparatorio - realizzato da uno specifico gruppo interministeriale - ed il varo del regolamento di attuazione che stabilirà le competenze consolari inerenti al voto all'estero. Un importante documento - ai Consolati sono state comunicate le procedure di base per l'esercizio del voto e per l'attivazione delle campagne elettorali - che è già stato sottoposto all'attenzione dei Ministeri interessati e sarà approvato dal prossimo Consiglio dei Ministri. Presso la sua Direzione generale è stata inoltre avviata la costituzione del nuovo Ufficio VII a cui saranno attribuiti i compiti organizzativi di tutte le operazioni elettorali. I più immediati adempimenti sono il censimento e l’elezione dei Comites. Come previsto dalla legge entro il 6 gennaio 2003 dovranno essere attivate sia le campagne informative mediante i media locali, sia le spedizioni ai nostri connazionali all'estero di un modulo di aggiornamento anagrafico. Querst’anno a settembre scatta inoltre l'assunzione dei 370 contrattisti - spetterà poi al Parlamento decidere se confermare questo personale dopo la scadenza del mandato - che andranno a rafforzare l'organico dei consolati.

A sua volta, il Segretario generale del CGIE Franco Narducci ha innanzitutto sottolineato come la storica vittoria del voto abbia consentito a milioni di cittadini residenti all'estero di rientrare nella Costituzione della Repubblica. "Il Ministro Tremaglia - ha evidenziato Narducci auspicando un fattivo intervento dell'esecutivo - deve avere il sostegno del Governo per riparare alle difficili situazioni che costellano la rete consolare in molte parti nel mondo e non solo in Argentina". Il problema reale che da anni mette a dura prova l'azione del Mae va individuato nell'insufficienza delle risorse finanziarie e nella rigidità di una prassi amministrativa incapace di adottare adeguati criteri di flessibilità. "Le discussioni di questi giorni sul futuro ruolo della rete diplomatico-consolare e l'impronta esclusivamente economica che si vuole dare alla riforma - ha rilevato Narducci ricordando che la nuova legge sui Comites non andrà ad intaccare le competenze dei Consoli - destano in me molta preoccupazione. Voglio comunque sperare che la promozione all'estero del sistema imprenditoriale italiano sia accompagnata da un concreto riassetto e potenziamento della rete consolare".

Il successivo dibattito è stato caratterizzato dagli interventi dei C onsoli che hanno sollevato varie questioni tecniche ed organizzative. Dopo l'intervento del Console generale a Filadelfia Lorenzo Leone Mott - volto a sottolineare la necessità di costituire (al fine di gestire correttamente il voto) un apposito comitato elettorale in loco con la partecipazione dei rappresentanti dei Comites e del CGIE - dal Console Generale a Lugano Giovanni Ceruti sono state evidenziate serie difficoltà logistiche direttamente connesse all'assunzione dei contrattisti. Il Console generale a Buenos Aires Vincenzo Palladino ha auspicato sia la creazione, come è già avvenuto con successo in Francia, di un unico sistema anagrafico computerizzato per i cittadini italiani residenti all'estero, sia un concreto restringimento delle maglie di accesso dell'attuale legge sulla cittadinanza. In questo contesto l'idea di creare un'anagrafe telematica comune è stata riproposta anche dal Console generale a Stoccarda Mario Musedda che, tra l’altro, ha evidenziato tutto il suo disappunto per le cosiddette "espulsioni facili " di nostri connazionali residenti in Germania accusati di reati.

Ai dubbi, avanzati dal Console generale a Los Angeles Massimo Roscigno e dal Consigliere sociale dell’Ambasciata d’Italia a Washington Giampaolo Cantini, sul comportamento da tenersi per lo svolgimento delle campagne elettorali e su cosa fare per l’esercizio del voto da parte dei cittadini italiani temporaneamente all'estero, il Ministro Tremaglia ha risposto rinviando, per le campagne elettorali, alla stipula di appositi accordi bilaterali e ricordando, dopo aver garantito il suo impegno al riesame della normativa sulla cittadinanza, che il voto dei nostri connazionali temporaneamente all'estero sarà regolamentato da una specifica legge tuttora all’esame del Parlamento.

Da segnalare infine la preoccupante dichiarazione del Console ad Adelaide Lorenzo Kluzer che ha apertamente manifestato i suoi timori per la concreta difficoltà di bonificare dalle presenza di cittadini stranieri (cioè di emigrati e loro discendenti non più in possesso della cittadinanza italiana) le liste anagrafiche del Consolato. Un problema che si presenta anche nelle altre circoscrizione consolari australiane e che non può essere risolto facendo ricorso alle autorità locali che si trincerano dietro le norme a difesa della privacy. Secondo una indagine a campione effettuata dallo stesso Console, la presenza nelle liste di cittadini non in possesso della cittadinanza italiana si avvicinerebbe il 40 per cento degli iscritti nella circoscrizione consolare di Adelaide. (Lorenzo Zita-Inform)


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