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INFORM - N. 151 - 29 luglio 2002

Una nota del coordinatore dell’Intercomites Giovanni Rapanà

La Rai in Canada: meglio tardi che mai !

MONTREAL - La comunità italiana in Canada ha appreso con soddisfazione la decisione di Rai International di allinearsi alla sua richiesta di ricevere la RAI direttamente dall’Italia. Richiesta suffragata da ben 38.000 connazionali che hanno firmato la petizione popolare. In questa direzione il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, nel corso dell’Assemblea plenaria del 12 luglio scorso, su proposta del CGIE Canada, ha approvato un Ordine del giorno chiedendo Che la RAI provveda immediatamente a creare le condizioni perchè il canale Rai International possa essere irradiato per 24 ore e provveda ad assumere le seguenti decisioni: risolvere l’attuale rapporto con TLN; sospendere, in conseguenza, immediatamente, la fornitura dei programmi a TLN; presentare la domanda alla CRTC (autorità canadese che regola la radiodiffusione) di inserimento di RAI International nella "elegible list" affinché la stessa possa essere trasmessa nella sua integrità, 24 ore su 24, come avviene per gli altri Paesi.

Ora, è normale che ci sia qualcuno che non approvi questa decisione. Ed è anche normale che ci sia qualcuno che cerchi di screditare gli italiani (quelli che hanno diritto al voto e che hanno chiesto la Rai). Ma che si giunga a provocare la protesta, facendo leva sulla disinformazione e sul sentimentalismo di coloro che si sono oramai assuefatti all’anomala situazione, non ci sembra corretto.

Va precisato a beneficio di chi legge che la CRTC non concede la licenza ad una stazione televisiva straniera se questa entra in competizione con una televisione locale, canadese. Quindi allo stato attuale la RAI non può ottenere una licenza dalla CRTC, poichè entrerebbe in competizione con TLN, anche se è la RAI stessa ad alimentare con i propri programmi TLN.

Nessuno vuole penalizzare nessuno, ma purtroppo è assolutamente necessario che la RAI chiuda i rubinetti dei programmi a TLN, per poter chiedere ed ottenere dalla CRTC la licenza di giungere in Canada.

Ci auguriamo che ciò avvenga al più presto, perchè – ripetiamo - è l’unica via percorribile per risolvere una volta per tutte il problema della RAI in Canada. È impensabile che i francesi, i tedeschi, gli inglesi, i cinesi ecc. possano ricevere i programmi televisivi direttamente dal loro paese d’origine, mentre gli italiani per ricevere la RAI dall’Italia debbano ancora dipendere da TLN.

Questa è discriminazione ed è questo che, se fossi direttore di un giornale, metterei in luce.

Quindi invito coloro che scrivono e pubblicano le loro opinioni di usare lo specchio della loro coscienza, ogni tanto, e a non lasciarsi trascinare dall’impeto della notizia provocando inutili allarmismi, paventando, nella mancanza del segnale RAI a TLN addirittura "…..un vero e proprio disastro per tutti gli italiani del Canada perchè ci verrebbe tolto anche quel poco che abbiamo". Parole di sicuro effetto emotivo, ma che mi impongono alcune considerazioni. Mi domando, dove abbia vissuto questa gente in tutti questi anni, se ancora oggi cerca di barattare il sacrosanto diritto degli italiani in Canada a ricevere l’informazione con un ulteriore accordo con TLN.

Ma dobbiamo proprio essere ciechi a non accorgerci che il vero disastro lo stiamo già vivendo. Come facciamo a non rilevare che alla comunità italiana in Canada è stato cagionato un danno culturale e morale incalcolabile. Ad intere generazioni è stata negata la televisione, l’informazione dall’Italia, elementi di supporto indispensabili per il mantenimento della nostra lingua e della nostra cultura. Per troppi anni la comunità italiana in Canada è stata mantenuta nel buio più totale e la prova ne è proprio la paura, di alcuni, di rischiare "quel poco che abbiamo", che è meno di niente, in cambio della certezza di uscire definitivamente da questa vergognosa situazione e di farci manifestare con dignità le nostre origini alla pari degli altri popoli che vivono il Canada. (Giovanni Rapanà)

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