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INFORM - N. 151 - 29 luglio 2002

Con gli interventi del Sottosegretario Antonione e dei Ministri Pisanu e Frattini aperta la Seconda Conferenza dei Consoli d'Italia nel mondo

Marsili: necessarie nuove risorse per trasformare il Consolato in un centro autonomo di spesa

ROMA - L'intervento del Sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione ha aperto alla Farnesina i lavori della Seconda Conferenza dei Consoli d'Italia. Due giorni di dibattito finalizzati all'approfondimento del nuovo ruolo dei Consolati in un contesto internazionale dominato dalla globalizzazione e da una strisciante crisi economica. "La complessità e l'ampiezza dell'attività consolare è nota a tutti noi - ha esordito Antonione parlando a nome del Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Silvio Berlusconi - non altrettanto evidente è parlare della semplicità di questa attività che risiede nello spirito e dovrebbe animare ogni Ente che eroga servizi: soddisfare il cittadino cliente, dare all'interlocutore quello che noi ci aspetteremmo se fossimo al suo posto. Un concetto semplice da enunciare, più difficile da realizzare". Dopo aver ricordato la necessità di una pubblica amministrazione più dinamica e propositiva atta a dare al Paese ospitante l'immagine di un Italia moderna ed accogliente, Antonione ha osservato che "si parla molto dell'opportunità che i diplomatici diventino ancora di più manager. Ma l'invito in realtà è rivolto a tutti, dal primo degli ambasciatori all'ultimo degli impiegati". In questo contesto appare inoltre necessaria sia l'attivazione di una maggiore flessibilità che consenta la creazione nei Consolati di nuovi posti informatici, addetti culturali e assistenti commerciali, sia l'introduzione di un criterio di valutazione degli operatori consolari basato sulla meritocrazia e non sull'anzianità di servizio.

Per quanto invece concerne l'esercizio del voto dei nostri connazionali nel mondo il Sottosegretario ha annunciato che presso la Direzione Generale degli Italiani all'Estero opererà un'unità di coordinamento di tutte le operazioni elettorali di competenza del Ministero. Una conquista storica, quella del voto, che la rete consolare affronterà attraverso l'attivazione di specifici servizi informativi, l'aggiornamento degli schedari anagrafici, la stipula di accordi con le autorità locali per garantire la sicurezza del voto e l'indispensabile organizzazione delle operazioni di voto. Antonione, dopo aver ricordato che il controllo dell'immigrazione illegale è considerato dall'opinione pubblica italiana il primo obiettivo di politica estera e che nel 2003 verrà organizzato un convegno internazionale sull'immigrazione, ha sottolineato come la concessione dei visti agli stranieri da parte dei Consolati - che comporta un introito annuo per l'erario italiano di 27 milioni di euro - rappresenti un importante momento di valutazione ed il primo baluardo contro la circolazione dei terroristi. "I nostri uffici consolari - ha proseguito Il Sottosegretario dopo aver accennato ai 270 casi di sottrazione internazionale di minori tuttora inevasi - non possono limitarsi al mero ruolo di erogatori amministrativi, ma devono diventare veri e propri centri multiservizi, delle agenzie di promozione economica e culturale capaci di creare opportunità per il made in Italy. In questo contesto si profila dunque anche la necessità di un ripensamento della rete consolare in funzione dei nuovi obiettivi economici". Ma l'economia è anche un fatto culturale e quindi per il Sottosegretario saranno quanto mai necessarie sia forme innovative di collaborazione tra i Consolati e gli Istituti di Cultura, sia idonee iniziative comunicative - come ad esempio la creazione di palinsesti televisivi in lingua inglese ma ricchi di contenuti italiani per la zona del Nord America - atte al recupero culturale degli italiani di terza generazione che non conoscono la lingua d'origine.

Il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisano, a sua volta, dopo aver sottolineato le similitudini che legano la figura del prefetto a quella degli agenti diplomatici consolari, ha ricordato come a tutt'oggi nell'era della globalizzazione - caratterizzata dalle nuove emergenze della criminalità organizzata, del terrorismo internazionale e dell'immigrazione clandestina - si siano sviluppate tra il Ministero degli Esteri ed il Ministero dell’Interno importanti sinergie. Per quanto concerne ad esempio la concessione dei visti - per combattere l'immigrazione clandestina l'Italia ha proposto di costituire a livello europeo strutture consolari in comune ed una specifica banca dati sulla gestione dei visti - la collaborazione tra i due dicasteri rappresenta un ulteriore baluardo di sicurezza per il nostro Paese. Inoltre la figura del Console - a tutt'oggi i due dicasteri collaborano attivamente per la bonifica delle anagrafi degli italiani all'estero e per la definizione delle procedure del voto per corrispondenza - svolge da sempre un ruolo determinante sia nell'ambito dei grandi Paesi d'accoglienza (fondamentale in questo contesto il rapporto tra le autorità consolari ed i Comites) sia presso le Nazioni che ospitano in via temporanea i lavoratori italiani che si recano nei Paesi in via di sviluppo al seguito di grandi aziende.

E’ poi intervenuto il Ministro per la Funzione Pubblica Franco Frattini che ha evidenziato come a tutt'oggi il lavoro dei Consoli, oltre a trovare risposte convincenti per quei " cittadini clienti" che stanno diventando in tutto il mondo l'obiettivo di una nuova considerazione, si debba costantemente adattare ad una realtà sociale ed istituzionale che evolve costantemente. Il Ministro - dopo aver ricordato la vittoria del voto e di come i Consoli siano chiamati a gestire questa sfida pur con le scarse risorse a disposizione - ha chiesto ai rappresentanti consolari di partecipare attivamente al grande sforzo che la pubblica amministrazione sta compiendo per migliorare i propri servizi, per semplificare la giungla normativa e per trasformare, anche attraverso lo sviluppo di un'adeguata formazione professionale ed una corretta comunicazione istituzionale, il cittadino da utente in cliente.

Ma la mattinata è stata caratterizzata anche dall'intervento, nell'ambito della sessione dedicata al tema "Attività consolare come servizio clienti", del Direttore Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie Carlo Marsili. Egli ha in primo luogo sottolineato come questa Seconda Conferenza dei Consoli non rappresenti solo un momento di verifica ma anche un'ulteriore tappa verso la creazione di un servizio consolare sempre più vicino ai cittadini ed al mondo dell'impresa, della cultura e della scienza. Per Marsili i servizi consolari - alla stregua di un'azienda - dovranno concentrarsi sul rapporto con il cittadino perché sarà proprio la valutazione positiva dell'utente a formare l'immagine del Ministero degli Esteri presso l'opinione pubblica italiana e quella del Paese ospitante. Ma in questo contesto, al fine di migliorare l'erogazione dei servizi consolari (sportelli polifunzionali, formazione del personale, centralini automatizzati, siti telematici accessibili e di facile consultazione) saranno necessarie idonee risorse e nuovi incentivi per la carriera del personale che prevedano anche la reintroduzione di appropriati strumenti di valutazione. In questo contesto ogni Consolato dovrà divenire un centro autonomo di spesa fornito di finanziamenti adeguati agli obiettivi prefissati. (Lorenzo Zita-Inform)


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