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INFORM - N. 150 - 27 luglio 2002

ONG italiane: Signor Ministro, la politica estera italiana non può ridursi solo a procacciare commesse commerciali

ROMA - Alla chiusura della Conferenza degli Ambasciatori l’Associazione delle Ong Italiane ha accolto con sconcerto la visione della politica estera italiana presentata in tale sede dal Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Silvio Berlusconi.

Dall’esposizione del programma che ha in mente il Ministro degli Esteri emerge che non vi sono le risorse necessarie per una vera e propria riforma, ma che è in cantiere una stagione di riorientamento della politica estera italiana e dei meccanismi che la attuano. La promozione delle imprese e delle attività economiche italiane andrebbero ad occupare un ruolo prioritario nella responsabilità dell’azione diplomatica. I Balcani, l’ex Unione Sovietica e il Bacino Mediterraneo rappresentano – secondo Berlusconi – una "grande potenzialità per ampliare le commesse italiane". L’intero intervento è ruotato intorno a questa tematica, senza mai neanche nominare la cooperazione allo sviluppo e senza mai riferirsi al problema del debito estero dei Paesi più poveri.

"La politica estera italiana non è fatta solo di commesse commerciali. Gli organi e le istituzioni preposte alla sua applicazione non possono orientarsi con una logica affaristica – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione delle Ong Italiane Sergio Marelli. Condividiamo in pieno quanto affermato dal Presidente della Commissione Esteri del Senato Fiorello Provera alla sessione inaugurale, secondo cui la logica dello Stato deve combinarsi con la dignità di chi dà e di chi riceve, ragione per cui serve una cooperazione più etica e più efficace come precondizione essenziale di una politica estera degna di un Paese come l’Italia."

"Nessuno nega che il Governo debba anche occuparsi della promozione commerciale del Sistema Italia – ha proseguito Marelli – ma è grave che nel discorso del Ministro degli Esteri non sia stato fatto alcun riferimento alla cooperazione allo sviluppo e alla cancellazione del debito. E’ inconcepibile promuovere da sola l’attività economica delle imprese italiane senza inquadrarla in una visione ampia delle realtà che circondano l’Italia e che con essa interagiscono molto strettamente, anche sotto forma di immigrazione". Tutto ciò in una situazione dove mancano le risorse per una vera riforma, come riconosciuto dallo stesso Berlusconi, e le poche disponibili vengono prioritariamente canalizzate via le Agenzie internazionali.

"Anche di questo il Ministro Berlusconi non ne parla. Sembra per lui ininfluente che oggi una larga misura delle risorse italiane destinate agli aiuti viene erogato tramite le Organizzazioni e i Programmi internazionali, senza alcun meccanismo di monitoraggio circa l’utilizzo e la destinazione dei fondi e senza che vi sia alcuna forma di rendiconto – denuncia il Presidente delle Ong Italiane. Inoltre, un’elevata percentuale delle risorse vengono utilizzate esclusivamente per il funzionamento delle Organizzazioni preposte a gestirle." "Riteniamo gravissimo che il Ministro degli Esteri non consideri la cooperazione un asse portante della politica estera italiana - ha concluso Marelli - . Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità politiche e non delegare questo capitolo alle Organizzazioni internazionali, che diventano un "alibi di buonismo", per poi riservare le politiche bilaterali al solo obiettivo della internazionalizzazione e promozione del business "Made in Italy". Occorre una urgente riforma della cooperazione e della legge vigente in materia, ma ciò deve essere in assoluta continuità con gli obiettivi e le finalità previste dalla legge 49/87." (Inform)


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