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INFORM - N. 150 - 27 luglio 2002

L’editoriale di "Corrispondenza Italia"

Inas: la certezza di una tutela qualificata, in Italia e nel mondo

ROMA - "Con la qualità dei propri servizi è la professionalità degli operatori, l’Inas rappresenta il miglior biglietto da visita per la Cisl; ce lo confermano per primi i colleghi degli altri sindacati esteri con i quali il nostro Istituto di patronato ha rapporti di collaborazione. L’Inas è un servizio della Confederazione, una è anche un modo, senza dubbio, di fare sindacato".

Con queste parole, Savino Pezzotta ha messo l’accento sul ruolo e l’importanza dell’Inas sul fronte della rappresentanza della Cisl oltre i confini nazionali. L’occasione è stata fornita dal seminario per i Coordinatori nazionali delle strutture Inas all’estero, una due giorni di lavoro su questioni organizzative interne, ma anche politiche, senza trascurare i temi riguardanti la normativa e l’azione legale per i connazionali, così come l’organizzazione degli Istituti previdenziali, il rapporto con l’associazionismo e la solidarietà, i progetti tra Inas all’estero e, naturalmente, i rapporti con la Cisl. E proprio la presenza all’incontro della massima dirigenza Cisl (erano presenti, oltre a Pezzotta, anche Graziano Trerè e Sergio Betti) e della Fnp ha testimoniato il profondo legame che l’organizzazione vuole continuare a mantenere con l’Inas all’estero. "Attraverso l’attività dell’Inas - ha spiegato Pezzotta - che è svolta nello spirito dell’accoglienza, dell’ascolto, e della ricerca delle soluzioni ai problemi, circolano anche i nostri valori e le nostre idee, che arrivano così a toccare realtà diverse e lontane come quelle dei Paesi di emigrazione. Tutto questo costituisce un valore aggiunto inestimabile per un sindacato come il nostro". Un valore aggiunto che si comprende maggiormente attraverso la metaforica visione dell’Inas come di un "cantiere" dove si lavora e si progetta di continuo per offrire ai cittadini una tutela sempre più aderente alle loro esigenze; definizione che calza perfettamente alla stessa attività del patronato Cisl all’estero presente nei 15 Paesi di maggiore emigrazione italiana, con più di 80 uffici, 120 operatori e moltissimi tra recapiti e punti di assistenza ali ‘interno di associazioni, missioni e in tutti i luoghi di aggregazione delle comunità italiane all’estero. E i cambiamenti che hanno caratterizzato il quadro legislativo in cui oggi si muovono e operano i patronati, insieme ai mutamenti di scenario che riguardano i fenomeni migratori - l’invecchiamento delle comunità, la crisi dell’associazionismo di emigrazione, le difficoltà congiunturali di molti Paesi (vedi America Latina), la presenza di nuove forme di mobilità e di circolazione dei lavoratori - impongono di continuo all’Inas di ripensare e promuovere servizi innovativi e nuove forme di assistenza e di tutela, dotandosi degli strumenti necessari a centrare l’obiettivo di diventare il primo patronato in Italia e all’estero.

Tutto questo, nell’ambito della "missione Cisl" di aiutare e assistere le persone (soprattutto quelle che non possono rivolgersi al commercialista o all’avvocato a pagamento) e far riconoscere i loro diritti nel campo della previdenza, della, sanità, dell’assistenza, del "sociale", coniugando, anche all’estero, la tutela individuale con la rappresentanza collettiva. In questo quadro, il presidente dell’Inas, Giancarlo Panero ha insistito sulle modalità organizzative attraverso cui avviare l’innovazione sul piano dei servizi, rimanendo legati ai valori e alle politiche dell’organizzazione.

"I dirigenti o gli operatori Inas all’estero sono, a tutti gli effetti, veri sindacalisti della Cisl - ha ribadito Panero - e in questo senso dobbiamo colmare una distanza fisica e geografica che non deve e non può impedire una loro partecipazione vera e diretta alla vita e alle politiche dell’Inas e della Cisl. Per quanto riguarda i servizi per il futuro, Panero ha richiamato l’importanza di rafforzare il modello dello "Sportello Inas Italia" per i lavoratori e i cittadini immigrati, al fine d’implementare ed erogare più servizi a loro favore e assisterli non soltanto sul fronte previdenziale, ma anche nelle materie fiscali, sanitarie, e assistenziali, Un passaggio, però, che potrà avvenire concretamente con la stipula della convenzione con il Ministero degli Esteri - secondo quanto previsto dalla legge di riforma dei patronati - attraverso la quale gli enti di patronato potranno vedere riconosciuta l’intera attività di supporto, che già oggi svolgono, alle autorità diplomatiche e consolari italiane.

Il segretario generale della Fnp, Antonio Uda e il segretario aggiunto, Carmelo Muscolino hanno dato un messaggio di concretezza, confermando l’impegno della Fnp insieme al patronato, per costituire o rafforzare, ove già esistono, in tutti i Paesi di emigrazione delle associazioni o delle Leghe di anziani e pensionati della Fnp che possano coniugare i bisogni di aggregazione e partecipazione di queste persone, con il godimento e la promozione dei servizi di qualità dell’Inas; condividendo anche all’estero i valori Cisl, attraverso una partecipazione diretta nella vita sindacale della Federazione dei Pensionati. (Corrispondenza Italia/Inform)


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