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INFORM - N. 150 - 27 luglio 2002

Gli Ambasciatori d’Italia in udienza al Quirinale. Ciampi: "In politica estera il cinismo è controproducente"

ROMA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha incontrato al Palazzo del Quirinale, nel corso di una solenne cerimonia svoltasi nel Salone dei Corazzieri, gli Ambasciatori italiani nel mondo. Erano accompagnati dal Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Silvio Berlusconi che ha confermato, nell’indirizzo di saluto rivolto al Capo dello Stato, di voler conservare ancora l’interim della Farnesina, non essendo maturate nella coalizione di Governo le condizioni per la nomina di un Ministro degli Esteri di prestigio.

Nel suo intervento il Presidente Ciampi - dopo aver sottolineato che "l'autorevolezza dell'Italia dipende dalla capacità di costituire un riferimento sicuro per i Paesi che guardano a noi con fiducia: in Europa centrale, nei Balcani, nel Mediterraneo, in Africa, in America Latina" - ha osservato che "la nostra politica estera si rafforza attraverso l'efficacia degli interventi, la validità delle posizioni, la presenza assidua e creativa nei fori internazionali, l'assolvimento delle responsabilità. Possiamo condividere, ma non delegare, la gestione delle crisi di stabilità a ridosso dei nostri confini. La concretezza sviluppa credibilità; consolida rapporti; contrasta velleitarismi; tutela interessi nazionali".

"Guardiamo al futuro - ha aggiunto Ciampi - con volontà propositiva, con realismo senza mai rinunciare allo slancio assicurato dai valori e dagli ideali: il cinismo in politica estera è controproducente. Abbiamo il compito fondamentale di mantenere la coesione atlantica di valori, di cultura, e di civiltà, dissolvendo i motivi di dissenso. Le due sponde dell'Atlantico saranno più vicine se l'Unione Europea acquisterà una personalità giuridica. Un'Europa più forte sarà, insieme agli Stati Uniti, fattore più incisivo di libertà, di sicurezza, di lotta alla povertà e di sviluppo".

"L'assetto dell'Unione Europea - ha concluso il Presidente della Repubblica - va trovato nell'equilibrio fra vocazione sovranazionale e collaborazione intergovernativa. Perché sia possibile, questo risultato potrà richiedere di essere alimentato da un gruppo più ristretto di Paesi intenzionati a mantenere lo slancio del processo unitario anche in un'Unione allargata". (Inform)


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