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INFORM - N. 150 - 27 luglio 2002

Quarta Conferenza degli Ambasciatori d'Italia. Tra gli argomenti discussi il sostegno alle imprese, la promozione culturale e la valorizzazione delle professionalità italiana nel mondo

ROMA - Con una sessione a porte chiuse, che ha compreso inaspettatamente ancher l’intervento finale del Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Silvio Berlusconi, si sono conclusi alla Farnesina i lavori della quarta Conferenza degli Ambasciatori d'Italia. La seconda giornata dei lavori di questa intensa tre giorni dibattimentale, che è stata seguita con la massima attenzione dal mondo dell'informazione, è invece stata dedicata, nella mattinata, all'approfondimento del tema "Il Ministero degli Esteri e il sistema Paese: sostegno alle imprese, promozione della cultura, valorizzazione dell'apporto dei cittadini italiani all'estero''; la sessione pomeridiana ha visto invece la partecipazione del Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini e del Vice Presidente della Convenzione Europea Giuliano Amato, che hanno svolto relazioni su "L’Italia nell’Unione Europea: il contributo italiano alla riforma delle istituzioni e la preparazione del semestre italiano di Presidenza".

In tema di promozione della cultura, il Presidente della Fondazione Civita Gianfranco Imperatori ha auspicato lo sviluppo di un nuovo e concreto collegamento tra le strutture universitarie italiane e quelle all'estero che svolgono attività di ricerca sul nostro patrimonio culturale. Dopo aver sottolineato il crescente interesse nel mondo per il nostro patrimonio culturale, Imperatori ha inoltre chiesto una concreta valorizzazione delle grandi professionalità presenti nel contesto diplomatico ed un’adeguata promozione della cultura italiana attraverso l'uso degli strumenti multimediali. Il problema della scarsità delle risorse è stato invece sottolineato dal Vice Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Giovanni Cannata che ha ricordato come, al momento, sia ancora in fase di sperimentazione una riforma del sistema universitario che dia vita ad una migliore circolazione dei ricercatori e degli scienziati sul territorio dell'Unione Europea.

A seguire è intervenuto l'Ambasciatore d’Italia in Tunisia Armando Sanguini. Egli ha evidenziato la necessità di migliorare la diffusione culturale attraverso un'adeguata utilizzazione del mezzo radiotelevisivo. Sanguini ha inoltre chiesto un maggiore coordinamento delle borse di studio erogate dai vari Istituti e lo sviluppo di una fattiva politica dei visti che favorisca l'ingresso e la circolazione degli uomini di cultura. L'Ambasciatore d'Italia presso gli Stati Uniti Ferdinando Salleo ha invece evidenziato come ai nostri giorni la proiezione in campo internazionale dell'identità italiana sia determinante per la promozione nel mondo del "Sistema Italia". Un'immagine, quella del nostro Paese negli Stati Uniti, che, nonostante gli sforzi dell'Ambasciata e delle altre strutture preposte, rimane però ancora legata a vecchi e superati stereotipi che impediscono la piena percezione della moderna realtà italiana. Un problema, il superamento dei luoghi comuni, che è stato evidenziato anche dall'Ambasciatore a Berlino Silvio Fagiolo. Il capo della diplomazia italiana in Germania ha inoltre ribadito come a tutt'oggi sussista una diretta connessione tra la diffusione nel Paese d'accoglienza dei nostri modelli di vita e di consumo e l'attiva azione di tutela dell'originaria identità culturale svolta dalla vasta comunità italiana che vive e lavora in Germania e che ammonta a 700.000 unità.

Sulle tematiche culturali è intervenuto anche il Direttore Generale per la Cooperazione Culturale Alberto Aloisi De Larderel che ha in primo luogo sottolineato le attuali mancanze della dislocazione territoriale degli Istituti di Cultura. Il dirigente della Farnesina ha auspicato lo sviluppo di nuove Fondazioni - capaci di sostenere il lavoro degli Istituti di Cultura con l'acquisizione di risorse private - e l'utilizzo di innovative tecnologie, televisive e telematiche, che daranno agli Istituti la possibilità di coprire la vastità delle aree americane e dell'ex Unione Sovietica. Aloisi ha inoltre sottolineato l'importanza strategica della Società Dante Alighieri: un'organizzazione, finalizzata alla divulgazione linguistica e culturale, che opera nel mondo con oltre 500 Comitati.

Con l'intervento del Presidente dell'ABI Maurizio Sella, si è aperto il dibattito sul sostegno alle imprese che operano all'estero. Il responsabile dell'Associazione bancaria italiana ha sottolineato l'urgenza di un'efficace sinergia che coinvolga banche, imprese e rete consolare. Un fare sistema che sosterrà nel migliore dei modi le 181.000 imprese italiane, in prevalenza PMI, che esportano beni ed investimenti all'estero. Secondo Sella, in un contesto dove le idee di qualità sono più importanti degli stanziamenti, sarà quindi opportuno un utilizzo più creativo degli scarsi finanziamenti a disposizione. Un obiettivo di primaria importanza, la ricerca di un concreto coordinamento di tutti i soggetti operanti nel settore, che è stato evidenziato anche dal consigliere per l'internazionalizzazione di Confindustria Giancarlo Cerutti. Secondo Cerutti nell'odierno contesto della globalizzazione appare, infatti, quanto mai necessario un fattivo adeguamento del Sistema Paese. Un radicale cambiamento della politica di sostegno alle imprese che dovrà partire dalla riforma delle competenze e dei ruoli dell'ICE e della SACE.

Dopo l'intervento dell'Ambasciatore Umberto Vattani volto a ricordare le collaborazioni di successo realizzate dal Ministero degli Esteri - come ad esempio le 175 opere di artisti contemporanei italiani esposte nelle sale e nei corridoi del Mae, la creazione di apposite borse di studio che daranno a quattro giovani italiani la possibilità di conoscere gli Stati Uniti e la convocazione del primo Convegno Mondiale degli Italianisti che si terrà a Lovanio nel luglio del 2003 - ha preso la parola il Vice Chancelor della UCLA (University of California, Los Angeles) Roberto Peccei che ha evidenziato come a tutt'oggi sia ancora considerevole il numero di scienziati che lasciano l'Italia per recarsi all'estero. Quasi una diaspora, imputabile alle carenti opportunità lavorative offerte dal mercato italiano, che non impedisce però la permanenza in Italia di gruppi scientifici di alto livello. In questo contesto - visto che il 90% degli studiosi italiani che lavorano all'estero vedrebbero di buon occhio un ritorno in Patria - si registra una positiva mobilitazione delle Istituzioni italiane, atta a favorire il rientro nel nostro Paese dei cosiddetti "cervelli in fuga". (Lorenzo Zita-Inform)


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