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INFORM - N. 150 - 27 luglio 2002

Nell’incontro a Villa Madama a conclusione della IV Conferenza

Berlusconi elogia Tremaglia davanti agli Ambasciatori d’Italia

ROMA – Si è conclusa la tre giorni degli Ambasciatori italiani che per la quarta volta si sono riuniti a Roma per confrontarsi con i rappresentanti del Governo, del Parlamento e delle varie istituzioni. Tre giorni di intenso confronto in cui venti gruppi di lavoro hanno approfondito le tante questioni e i numerosi problemi legati alla politica estera, all’internazionalizzazione dell’Italia, alla pace del mondo, al rinnovamento del Ministero degli Affari Esteri, al sostegno alle imprese, alla promozione culturale, alla valorizzazione dell’apporto dei cittadini italiani che risiedono oltreconfine, al contributo dell’Italia all’Unione Europea, alla riforma delle istituzioni europee e alla preparazione del semestre di Presidenza italiana. Questioni importantissime che sono state al centro di questo proficuo incontro avvenuto alla Farnesina.

A Villa Madama si è svolto l’incontro conviviale che ha concluso questa IV Conferenza degli Ambasciatori: un pranzo offerto dal Presidente del Consiglio che è anche Ministro degli Affari Esteri in onore dei 140 Ambasciatori italiani convenuti a Roma. In un clima disteso, con un capo del Governo pronto alla battuta a tutto campo, l’Ambasciatore Giuseppe Baldocci, Segretario Generale della Farnesina, ha ricordato gli argomenti trattati alla Conferenza affermando l’utilità di questi importanti incontri che anche se non partoriscono soluzioni immediate ai problemi sollevati servono ad informare e a far conoscere ai diplomatici le linee della politica del Governo.

Dopo il Segretario Generale ha preso il microfono in mano il Presidente Silvio Berlusconi che ha detto: "Permettetemi di presentarvi un galantuomo che tutti conoscono e che da sempre si batte per i diritti degli italiani nel mondo. Persona integerrima che ogni qualvolta interviene al Consiglio dei Ministri ci commuove e ci coinvolge profondamente con il suo entusiasmo, con la sua tenacia e con le sue precise esposizioni, convinto di quello che afferma perché crede in quello che fa. Un uomo – ha continuato Berlusconi – con una tempra e uno stile sempre più rari e per il quale provo la più profonda stima e ammirazione.

Mirko Tremaglia, visibilmente commosso, ha ringraziato di cuore il Capo del Governo per le parole a lui indirizzate davanti ad una platea così attenta e così significativa.Il Ministro per gli Italiani nel mondo ha colto l’occasione per esporre la linea del suo Ministero che non è in contrapposizione alla Farnesina ma complementare ad essa. Un aspetto nuovo è sopraggiunto con l’esercizio del diritto di voto all’estero che deve obbligare la diplomazia a rivedere totalmente la posizione che prevalentemente serpeggia negli Ambasciatori d’Italia. Esagerando, può dirsi che hanno quasi sempre considerato gli italiani nel mondo come un concentrato di problemi e non cittadini a pieno titolo della Repubblica Italiana.

"I nostri connazionali all’estero – ha continuato Tremaglia – sono un fattore eccezionale di politica estera e contribuiscono con la loro presenza e il loro lavoro all’internazionalizzazione dell’Italia. Questo i signori Ambasciatori se lo devono ricordare sempre e in ogni momento della loro preziosa opera. Come si fa a non comprendere questa risorsa che provoca annualmente un indotto paragonabile ad una grande finanziaria? Come si fa a non comprendere che le nostre comunità nei Paesi di residenza costituiscono un fattore d’avanguardia per creare rapporti che determineranno una cooperazione di supporto alla politica estera italiana?

"Con l’approvazione della legge ordinaria che permetterà l’esercizio del voto all’estero abbiamo vinto una storica battaglia che durava da 46 anni e questo è avvenuto durante il Governo di centro-destra. Io che non sono berlusconiano ma che giudico obiettivamente gli atti delle persone e quindi anche quelli del Ministro degli Affari Esteri sono lieto che egli rimanga alla guida della Farnesina; egli, infatti, con la sua tenacia e la sua capacità è stato capace di restituire centralità alla politica estera italiana coronata con il successo del trattato firmato a Pratica di Mare tra i Paesi della Nato e la Russia. Così si dà lustro concreto all’Italia, così si dimostra che l’Italia ha una sua politica estera rivolta alla pace e agli interessi italiani nel mondo, anche se il Parlamento italiano si è dimenticato di sottolineare questo importante aspetto positivo della politica estera italiana e di chi la sta guidando".

Concludendo l’incontro, il Presidente Berlusconi, riprendendo il microfono, ha dichiarato di condividere totalmente le osservazioni e i rilievi del Ministro per gli Italiani nel mondo. Rilievi – ha detto – che arricchiscono e ci stimolano ad andare avanti per servire meglio tutti i cittadini italiani, quelli residenti in Patria e quelli residenti all’estero. (Bruno Zoratto-Inform)


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