* INFORM *

INFORM - N. 149 - 25 luglio 2002

E’ uscito il numero 4/2002 di "Servizio Migranti"

Una speranza che non sfugge i problemi dell’uomo d’oggi

roma - È uscito il numero 4/2002 di "Servizio Migranti", la rivista bimestrale di formazione e di collegamento della Fondazione Migrantes. È un numero che approfondisce alcuni aspetti della "speranza", virtù-dote umana e cristiana che deve sostenere il lavoro socio-pastorale tra i migranti e tutta la gente coinvolta nella mobilità umana.

La speranza cristiana si fonda su Dio e la sua promessa-certezza, affronta tutti i problemi della vita e della storia (G. Colzani); ma si distingue dal facile ottimismo e dall’evasione; è soprattutto una responsabilità che sa assumere progetti di vita sostenuti dalla fede nei valori fondamentali dell’uomo.

Un itinerario possibile: dalla paura alla accettazione delle diversità (C. Del Miglio) presenta una approfondita analisi psicologica di alcune motivazioni della paura dell’uomo moderno. Di fatto non è facile spiegare il male oscuro che può ingenerare l’irrompere della diversità in una realtà culturale. Tuttavia solo attraverso questa crisi si possono raggiungere dei cambiamenti significativi che creano una nuova identità. Anche l’attuale tema-problema dell’immigrazione islamica in Italia (E. De Rosa) va affrontato con obiettività; nella lettura delle gravi difficoltà e i pericoli che l’immigrazione comporta, come pure le chance per creare una migliore reciproca conoscenza e di riflesso un benefico influsso nei rapporti.

Per un valido lavoro pastorale e sociale è fondamentale conoscere chi e quanti sono i migranti. Da qui lo sforzo di "possedere" la vera realtà dell’immigrazione in Italia al di sopra del "sentito dire". Le anticipazioni del Dossier Statistico Immigrazione ci rivelano che la presenza degli stranieri in Italia è ben lontana da quell’invasione da molti declamata. Interessante ci pare la "storia" recente (A. Pertici) delle leggi in materia di immigrazione; acuta l’analisi sulla nuova legge Bossi-Fini (D. Rosati) ispirata da un male profondo, la concezione dell’immigrato come "persona provvisoria".

L’intervista a mons. Teissier, vescovo di Algeri, mette in evidenza il desiderio che si intensifichino i rapporti tra l’Europa cristiana e il Maghreb, purché essi abbiano le caratteristiche del reciproco rispetto e la pazienza di saper attendere che maturino i semi di una nuova civiltà.

In un momento storico in cui sembra avanzare la diffidenza verso il culturalmente diverso, la Chiesa continua il suo servizio di testimonianza con i Rom e Sinti, la cui diversità come poche altre viene caricata di pregiudizi e respinta. La sintesi dei lavori del Convegno degli operatori pastorali tra i nomadi (P. Scaramuzzetti) fa intravedere come "l’annuncio cristiano sia uno dei bisogni fondamentali di questo popolo" e le comunità dell’Unpres che hanno fatto la scelta di condivisione di vita con i Rom e Sinti siano un segno di stima e di speranza verso questo popolo. Anche il mondo dello spettacolo viaggiante, che si dibatte tra mille difficoltà, con il suo motto "e lo spettacolo continua" (L. Cantini) è uno sprone a guardare il futuro con ottimismo.

La sezione Documentazione offre tre apporti su tre settori diversi: i progetti di integrazione della scuola svizzera (C. Gazerro); le politiche abitative dei Rom e Sinti (P. Scaramuzzetti); il documento finale dell’XI Seminario Internazionale dei cappellani cattolici dell’aviazione civile.

Del Convegno Nazionale degli operatori pastorali tra i Rom e Sinti "Quello che lo Spirito dice alle Chiese" (Verona, 14-16 giugno ‘02) verranno stampati gli atti. Nel Dossier di questo Servizio Migranti in anteprima vengono presentate alcune testimonianze e la relazione di don A. Barbi (la soluzione dei conflitti interni alla comunità cristiana negli Atti). (Migranti-press/Inform)


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