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INFORM - N. 148 - 24 luglio 2002

Aperti i lavori della Conferenza degli Ambasciatori d'Italia

Berlusconi rilancia l’elezione diretta del premier e rinvia il cambio della guardia al vertice della Farnesina

ROMA - Con l'intervento del Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri ad interim Silvio Berlusconi si sono aperti i lavori della quarta Conferenza degli Ambasciatori d’Italia. Un appuntamento - finalizzato alla definizione di nuove e coerenti strategie di politica estera - che favorirà il coinvolgimento delle rete diplomatica nel processo di rinnovamento del Mae. Berlusconi - dopo aver sottolineato le difficili condizioni di lavoro del personale diplomatico e la scarsità delle risorse a disposizione del settore (per il bilancio del Ministero degli Esteri lo Stato italiano stanzia solo lo 0,3% del prodotto interno lordo) - ha evidenziato come a tutt'oggi le grandi potenzialità economiche del nostro Paese - l'Italia è al quinto posto tra le economie mondiali- siano frenate da uno Stato che dovrà essere profondamente ristrutturato. Un cambiamento lungo e complesso - l'Italia ha rispetto agli altri Paesi dell'Unione Europe il più basso livello degli investimenti dall'estero (0,2%), l’amministrazione pubblica più inefficiente, il più altro tasso di disoccupazione giovanile ed una scarsa capacità competitiva - che dovrà portare ad una radicale riforma dello Stato e quindi anche delle strutture diplomatiche.

Berlusconi è poi passato ad illustrare i punti salienti del programma di governo - ammodernamento della pubblica amministrazione, riforma delle istituzioni (elezione diretta del premier e riduzione del numero dei parlamentari), abrogazione delle leggi obsolete, realizzazione di un federalismo "di buon senso" e ammodernamento delle infrastrutture – ed ha citato le iniziative che sono già state attuate dall'esecutivo, come ad esempio l'innalzamento delle pensioni al minimo e l'aumento degli stipendi delle forze dell'ordine. Il Presidente del Consiglio - dopo aver ricordato il disappunto provato a seguito dei primi contatti internazionali per la scarsa considerazione in cui era tenuto il nostro Paese (direttorio europeo da cui l’Italia era esclusa) - ha evidenziato come oggi, grazie alla capacità creativa e propositiva messa in campo su questioni come il Consiglio Nato-Russia e il Piano Marshall per i palestinesi, l'Italia goda nel mondo di maggiore considerazione e ricopra in Europa il ruolo che le compete. Per Berlusconi inoltre l'Europa potrà diventare un soggetto politico di prima grandezza solo se la Russia, con la sue potenzialità militari, legherà definitivamente i proprio destino all'Unione Europea. Per quanto riguarda invece le aree geografiche più problematiche il premier - dopo aver evidenziato come il modello italiano della piccola e media impresa stia già esportando ricchezza e sviluppo nelle zone dell'Est europeo e del Mediterraneo - ha ricordato il dramma argentino, un Paese dove gli italiani sono numerosi, e come il nostro Governo si sia positivamente adoperato attraverso l'adozione di accordi bilaterali di sostegno.

Ma per il Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri sarà necessaria - al fine di dare un maggiore impulso alla diplomazia italiana – un "riorientamento" che aggiunga ai consueti compiti del personale diplomatico - come ad esempio la diffusione dell'immagine italiana, della lingua e della cultura - quello della promozione del sistema economico italiano, affinché si possa dare un nuovo impulso alle esportazioni, favorire l'internazionalizzazione delle imprese e far crescere il turismo verso il nostro Paese. Abbiamo affidato a due aziende di consulenza - ha proseguito Berlusconi entrando nel merito della proposta - l'impostazione di un progetto dal quale sono emerse alcune idee come ad esempio quella di creare punti di contatto per le imprese incentrati per l’interno sulle Camere di Commercio mentre all’estero sarà affidata agli agli Ambasciatori l'assunzione in loco ed il controllo di manager dotati di grandi capacità promozionali e alle dipendenze funzionali del Commercio estero. Qui naturalmente appare evidente tutta la problematica sullo spostamento dal Ministero per le Attività Produttive al Mae delle competenze in materia. Un problema che è stato posto e si oirrà ancora. In questo contesto inoltre anche gli Istituti italiani di Cultura si dovranno attivare per promuovere iniziative più vicine agli interessi economici ed imprenditoriali del nostro Paese. Secondo il progetto, nei Paesi più importanti potrà essere creata una squadra di esperti che studierà le modalità, nell'arco di alcuni anni, di promozione del "made in Italy". Un rafforzamento della nostra attività diplomatica che avrà bisogno di finanziamenti e di tempo.

Dopo aver ricordato le difficoltà connesse all'allargamento ad Est dell'Unione Europea, Berlusconi ha infine annunciato la sua intenzione di rimanere agli Esteri ancora per qualche mese ''I giornali di questa mattina - ha infatti spiegato - si aspettavano un annuncio da parte mia. Noi siamo un governo di coalizione e dentro questa coalizione non sono però ancora maturate le condizioni per poter procedere alla indicazione di un nuovo ministro''. Comunque il cambiamento "non significherà una modifica in assoluto della nostra politica perché chi verrà qui alla Farnesina sarà in strettissimo contatto con il Presidente del Consiglio che ormai costituisce come negli altri Paesi europei il responsabile primo della politica estera.''.

A seguire è brevemente intervenuto il Segretario Generale della Farnesina Giuseppe Baldocci che ha ricordato come la macchina del Ministero degli Esteri abbia dimostrato di essere in grado di lavorare bene e di organizzare in poche settimane tre importantissimi eventi come il Vertice Nato-Russia di Pratica di Mare, il Vertice Fao e la Conferenza per l’anniversario della Corte penale internazionale. Baldocci ha infine auspicato un rafforzamento della politica della concretezza per un rapido conseguimento dei comuni obiettivi. Dal presidente della Commissione Esteri del Senato Fiorello Provera sono state chieste con forza sia idonee risorse per l'adeguamento delle strutture diplomatiche e consolari al nuovo contesto internazionale, sia innovativi criteri per l'avanzamento di carriera del personale diplomatico non basati sull'anzianità di servizio ma sulla meritocrazia. Una rete consolare, quella italiana che, secondo Fiorello Provera, potrebbe collassare a causa delle eccessive richieste di riconoscimento della cittadinanza presentate in alcuni Paesi dell'America Latina che vivono una condizione di estremo disagio, di qui l’esigenza di una modifica dell’attuale legge sulla cititadinanza. A sua volta il Presidente della Commissione Esteri della Camera Gustavo Selva, dopo aver sottolineato l'importanza della vasta e positiva esperienza della nomenclatura diplomatica di antica data, ha evidenziato – sulla base anche dei contatti da lui avuti in questi mesi - come a tutt'oggi l'Italia rappresenti per i Paesi candidati all'ingresso nell’Unione Europea una guida ed un costante punto di riferimento. (Lorenzo Zita-Inform)


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