* INFORM *

INFORM - N. 147 - 23 luglio 2002

Assemblea pubblica della FIEI a Melbourne

Accoglienza ai richiedenti asilo, massima protezione dei diritti umani, politiche migratorie sempre più attente alla dimensione internazionale

MELBOURNE - In Australia come in Europa si è aperto un ampio fronte di discussione sui temi dell’accoglienza, dell’assistenza ai richiedenti asilo, della protezione delle frontiere e dell’immigrazione. Su questi temi, che rappresentano la vera sfida di questo millennio, si stanno mobilitando persone ed organizzazioni, intellettuali e mondo sindacale nello sforzo comune di trovare una risposta che garantisca dignità, umanità e solidarietà a coloro che si spostano da una parte all’altra del pianeta ed a coloro che sono chiamati a dare accoglienza. Anche la F.I.E.I. – la Federazione Italiana Immigrazione Emigrazione, nata dalla collaborazione di Filef ed Istituto Santi – ha dato, nella giornata di Domenica 21 luglio, presso la Brunswick Town Hall, un contributo alla ricerca di soluzioni umanitarie e responsabili. Hanno partecipato ai lavori, oltre agli organizzatori Marco Fedi, Giovanni Sgrò e Giovanni Amatore, l’on. Gianni Pittella, parlamentare europeo e responsabile dei Democratici di Sinistra per gli italiani all’estero, l’on. Carlo Carli, deputato statale dello Stato del Victoria e Joe Caputo, sindaco del Comune di Moreland.

L’assemblea pubblica ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna la comunità locale a lavorare con maggiore determinazione su questi temi e chiede ai Governi, sia australiano che italiano, un impegno a superare le logiche della "paura" che hanno pervaso le scelte politiche degli ultimi anni in tema di immigrazione. Impegnare risorse per l’accoglienza e l’informazione, per la cooperazione e lo sviluppo dei Paesi di provenienza, per sostenere il lavoro ed il ruolo degli organismi sovranazionali.

"La legislazione australiana sulla detenzione obbligatoria non è una soluzione dettata dal rispetto dei principi umanitari dell’accoglienza, come non lo è la richiesta di impronte digitali prevista dalla nuova legislazione italiana. Vanno respinti i tentativi di trascinare il dibattito politico e culturale sulle sponde dell’intolleranza e va combattuta la criminalizzazione mediatica, i falsi miti che creano preoccupazioni ed allarmismi nella popolazione. Alla vigilia delle elezioni di novembre 2001 la coalizione di centro-destra, riconfermatasi forza di Governo in Australia, utilizzò la vicenda della Tampa e dei bambini buttati fuori bordo dai "clandestini" in campagna elettorale. Il Governo di centro-destra in Italia tenta di promuove la sicurezza dei cittadini attraverso l’insicurezza degli immigrati. Occorre ripartire da una nuova e positiva visione del mondo e di tutti i suoi cittadini" – ha dichiarato Marco Fedi nel suo intervento.

L’on. Gianni Pittella, nel ricordare la posizione netta del Partito del Socialismo europeo e dei DS sul tema dell’immigrazione, e quindi la forte opposizione alla legge Bossi-Fini, che è figlia di quella paura che ha permeato le politiche del centro-destra, ha ricordato "la necessità di trovare soluzioni globali ad un problema che è di tutti i Paesi avanzati e che richiede uno sforzo umanitario superiore al passato". "Non è possibile" – ha continuato Pittella – "pensare di aver trovato una soluzione semplicemente sbarrando le porte, occorre costruire che rispettino prima di tutto la dignità delle persone".

L’assemblea ha sottolineato che la piena integrazione è la vera conquista delle nuove società multiculturali. Senza rinunce alla propria identità culturale e linguistica. Questa visione di un processo d’integrazione non coercitivo, libero, aperto, legato ad una valorizzazione della diversità di ognuno come patrimonio di tutti è ora compromesso: non è possibile avere due misure. Da un lato chi arriva e si integra, dall’altro chi arriva e va nei centri di detenzione o gli vengono richieste le impronte digitali.

L’Assemblea ha infine chiesto che il Governo australiano chiuda i centri di detenzione e metta fine alla politica della detenzione obbligatoria accelerando il processo d’esame delle domande di asilo.

L’assemblea infine ha posto l’accento sull’esigenza di un sostanziale aumento del programma d’immigrazione, anche per i ricongiungimenti famigliari, oltre ad un aumento del numero di rifugiati.

Necessaria infine una maggiore apertura nei confronti degli organismi internazionali, tra cui l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ed il pieno rispetto dei trattati e delle Convenzioni Internazionali oltre maggiori investimenti, sia nella cooperazione internazionale che nella costruzione della pace, per combattere le ragioni dello spostamento forzato di milioni di persone. (Inform)


Vai a: