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INFORM - N. 145 - 21 luglio 2002

DOCUMENTAZIONE

Bozza di legge istitutiva del "Fondo nazionale" a favore delle comunità italiane all’estero

Relazione

L’istituzione del Fondo Nazionale va incontro, da un lato, a una esigenza avvertita da molto tempo dalle Comunità italiane all’estero di porsi come destinatarie di interventi il più possibile coordinati tra Stato e Regioni soprattutto in materia di istruzione, formazione professionale, assistenza e solidarietà, sostegno alle imprese, ecc. e, dall’altro, a quella contestuale delle Regioni e degli Enti Locali di qualificare e potenziare la propria azione ponendola in sintonia con quella dello Stato e, possibilmente, con quella delle altre Regioni e degli altri Enti Locali attraverso progetti comuni.

Al fine di armonizzare l’azione delle Regioni e degli Enti Locali con gli obiettivi dello Stato e aderire più compiutamente alle esigenze delle Comunità italiane all’estero, l’art. 2, nel fissare la quota statale per i singoli progetti entro il 50%, stabilisce che le priorità e i settori d’intervento vengano stabiliti periodicamente dalla Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. E poiché obiettivo della Legge è realizzare un concorso finanziario paritario da parte dello Stato e delle Regioni e degli Enti Locali, nel medesimo articolo si dispone che gli Enti concorrenti si impegnino a finanziare direttamente o attraverso capitali privati la quota non coperta dal Fondo. Il coinvolgimento dei privati costituisce uno dei momenti qualificanti in quando è concepito proprio per dare maggiore agilità e concretezza all’intervento. Nel caso specifico degli Enti locali è opportuno che sia fissato un tetto demografico – per il raggiungimento dell’opportuna massa critica – per poter concorrere alle iniziative del Fondo, onde evitare la polverizzazione delle iniziative. Infine, nello stesso articolo, accogliendo le istanze più volte espresse dal CGIE, si stabilisce che i progetti, per potere essere ammessi, dovranno prevedere l’accesso di tutti gli italiani residenti nell’area interessata, a prescindere dalla loro provenienza territoriale in modo che siano assicurati quei principi di unitarietà e di solidarietà nazionale che costituiscono uno dei punti cardine della Legge.

L’art. 3 demanda al Segretariato della Conferenza il compito di stabilire criteri, modalità, termini temporali, ecc., per la presentazione e la selezione dei progetti. E’ sembrato opportuno investire di una simile incombenza tale organismo e non Uffici ministeriali o altre strutture, proprio per consentire che tutta la gestione delle procedure avvenga nell’ambito della Conferenza, garantendo così lo stretto raccordo tra le diverse componenti interessate all’attività nei confronti delle Comunità italiane all’estero.

Tuttavia, al fine di garantire la professionalità e l’indipendenza dell’attività istruttoria, l’articolo 4 prevede che i progetti siano valutati da una Commissione ristretta di esperti la cui natura è strettamente consultiva e i cui componenti sono scelti sulla base di comprovata esperienza e conoscenza delle diverse tematiche sulle quali potranno insistere le diverse proposte dei soggetti concorrenti. Una volta assicurata l’istruttoria da parte di un organismo competente, le decisioni finali saranno nuovamente affidate al Segretariato della Conferenza che, sulla base delle indicazioni della Commissione di valutazione, provvederà a stilare la graduatoria dei progetti ammissibili al cofinanziamento, rendendola pubblica tramite apposita circolare.

Tuttavia, poiché gli adempimenti finali vanno ascritti necessariamente alla competenza degli organi dello Stato titolari della spesa e responsabili per legge dei relativi provvedimenti, la graduatoria finale, deliberata dal Segretariato, sarà approvata con Decreto del Ministro per gli Italiani nel Mondo di concerto col Ministro degli Affari Esteri presso il cui bilancio gravano i relativi stanziamenti.

 

Bozza di provvedimento

"Fondo Nazionale per il finanziamento dei progetti delle Regioni e degli Enti locali in favore delle comunità italiane all’estero"

Art. 1 (Istituzione del Fondo)

  1. E’ istituito un Fondo nazionale per il cofinanziamento dei progetti nell’ambito delle politiche degli italiani all’estero, con un apposito capitolo di spesa, per quanto concerne il contributo di parte statale, iscritto nel Bilancio del Ministero degli Affari Esteri.

Art. 2 (Ambito della legge)

  1. Il Fondo finanzia per una quota fino al 50% i progetti presentati dalle Regioni e dagli enti locali per lo sviluppo delle relazioni tra gli italiani all’estero e il sistema Italia, nei settori di attività e secondo le priorità individuate periodicamente dalla Conferenza permanente Stato-Regioni-Autonomie Locali-CGIE.
  2. Sono eleggibili al cofinanziamento del Fondo i progetti proposti dalle Regioni e dagli enti locali della Repubblica italiana, per i quali l’Ente o gli Enti proponenti si impegnino a finanziare direttamente e/o attraverso l’intervento di capitale privato la quota non coperta dal Fondo.
  3. Nel caso degli Enti locali, al fine del raggiungimento dell’opportuna massa critica, il progetto sarà presentato da un singolo Ente o da più Enti associati, purché la popolazione rappresentata raggiunga almeno [ da definire] abitanti.
  4. I progetti eleggibili dovranno andare a beneficio delle comunità degli italiani residenti all’estero, senza distinzione di provenienza territoriale.

Art. 3 (Funzionamento del Fondo)

  1. I termini temporali, le modalità e i criteri di selezione dei progetti ai fini del cofinanziamento da parte del Fondo, nonché la quota di cofinanziamento e i limiti di spesa dei progetti ammissibili, vengono stabiliti annualmente dal Segretariato della Conferenza stesso e resi noti tramite apposita Circolare.

Art. 4 (Valutazione e graduatoria dei progetti)

  1. Ai fini dell’istruttoria e della valutazione dei progetti, il Segretariato si avvale della collaborazione di esperti individuati sulla base di comprovata esperienza e conoscenza delle tematiche di cui all’articolo 2, comma 1.
  2. Il Segretariato delibera la graduatoria dei progetti ammissibili al cofinanziamento, in conformità all’articolo 3, comma 1, e la rende pubblica mediante apposita Circolare.

(Inform)


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