* INFORM *

INFORM - N. 144 - 19 luglio 2002

Per la Trevisani nel Mondo l’assemblea generale e l’assise in Consiglio

TREVISO - Nello scenario dell’Associazione Trevisani nel Mondo si profilano i principali appuntamenti annuali che avranno il loro compendio celebrativo sabato 27 e domenica 28 luglio.

Il 27 si svolgerà l’assemblea generale annuale con inizio alle ore 9,30 presso il Centro Congressi dell’Hotel Maggior Consiglio. Si tratterà di delegati che giungeranno dalla provincia, da altre regioni e da tutto il mondo. E’ la 28.ma volta della storia dell’Atm, con i rappresentanti del popolo trevigiano nel mondo che torneranno per mettere a fuoco i problemi associativi ,a fronte anche delle incipienti realtà del mondo contemporaneo Un assioma di situazioni che si confronteranno con i nuovi orizzonti, basati anche sull’interscambio che include adeguate sensibilità di politica migratoria, secondo la filosofia non sempre ricettiva di valori antichi e fondamentali da mettere assieme ai canoni di tante nuove realtà umane, economiche e sociali. Magari sull’onda di una riflessione ,che va ricordata: "Quando il nonno non racconta più ed il giovane non ascolta più , si interrompe il filo della sapienza". Si tratta, comunque, di un avvenimento che fa parte dell’ "anima" organizzativa ed etica dell’associazione , in simbiosi con le due Treviso: quella che vive dentro e quella che sta fuori i propri confini naturali. Sono una settantina le sezioni distribuite in provincia e in Italia, altrettante quelle dislocate nei cinque continenti.

Queste pulsioni associative avranno un seguito nel grande "giorno dopo" del "tutti in Cansiglio", esattamente nel pianoro di S. Osvaldo attorno ad una assise trevisana aperta al Triveneto e al resto del mondo. Una grande festa d’insieme, con messa al campo presieduta da mons. Decio Zandonadi Vescovo di Belo Horizonte in Brasile, originario di S. Michele, e animata dal cantante Renzo Rostirolla e coralità di popolo; con manifestazione per il resto vivacizzata dai "Bersaglieri della Fanfara del Piave" e chiamata a raccolta per un pranzo collettivo in una struttura appositamente allestita. Una grande festa d’insieme, con il garrire di tante bandiere mosse dal "vento" anche di un comune sentire di origine e di esperienze.

I precedenti promettono…scintille. Questa amene alture che coniugano i confini triveneti sono state anche teatro di realizzazioni importanti, come l’idea fondante che qui dieci anni fa ha espresso l’Utrim. Convergeranno conterranei provenienti da ogni dove, persino una rimpatriata: quella di Caerano San Marco. Tutti aspetti diversificati a seconda delle aree di provenienza che evidenzieranno non solo i successi ma anche i problemi sociali di alcune nazioni di insediamento, oltre alle nostalgie mai sopite. Il tutto con l’anelito di fare "cerniera" con la terra di origine e di arrivare dappertutto ad un processo di integrazione che vorremmo chiamare "simbiosi delle tradizioni" .Sarà questa una ulteriore e speciale occasione per conoscere quella radice che, in fondo, fa parte dell’anima di tutti. (Riccardo Masini-Inform)


Vai a: