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INFORM - N. 143 - 18 luglio 2002

Un commento dell’Assessore regionale alle politiche sociali De Poli

Con la nuova legge sull’immigrazione potranno arrivare nel Veneto infermieri stranieri per assistere anziani e disabili negli ospedali e case di riposo

VENEZIA - Con la nuova legge sull'immigrazione (articolo 22) anche gli infermieri stranieri rientrano fra le categorie esenti dai limiti all'ingresso in Italia per motivi di lavoro. "L'articolo 22 della legge Bossi-Fini segna un fatto importantissimo per l' assistenza agli anziani e ai disabili nel Veneto" rileva Antonio De Poli, assessore veneto alle politiche sociali e coordinatore delle Regioni nel settore. Egli fa presente che esso accoglie le reiterate richieste delle Regioni, in particolare del Veneto, di inserire gli infermieri stranieri nelle quote speciali della legge sull'immigrazione e fa tirare un sospiro di sollievo agli ospedali, alle strutture residenziali regionali (oltre 250), ai circa 24 mila anziani là ospitati, alle migliaia di disabili e alle loro famiglie. "Credo che per le sorti della società italiana e veneta sia molto più importante dare il via libera agli infermieri stranieri piuttosto che alle ballerine e ai calciatori. E' un risultato di grande portata - aggiunge l'esponente veneto - per il quale la Regione Veneto ha incalzato per anni il Governo, i Ministeri competenti, il Parlamento prospettando loro incessantemente la insostenibilità della situazione veneta a fronte di una carenza di circa 2000 infermieri rispetto alle esigenze di assistenza presenti negli ospedali e nelle case di riposo".

De Poli ricorda anche che, già nel maggio del 2001, la Regione Veneto aveva scritto alle massime autorità di Governo chiedendo l’emanazione di un decreto urgente sull’equipollenza del titoli. Sui rapporti con enti e stati esteri per l' 'importazione' di infermieri stranieri l'esponente veneto cita i collegamenti intrapresi dalla Regione con l'Uruguay, Saraievo, la Croazia, la Bielorussia, la città di San Pietroburgo. Nel frattempo, spiega l’Assessore regionale, la Giunta veneta sta lavorando su una nuova, basilare, figura assistenziale quella dell’OSS (operatore sociosanitario con specialità) che riuscirà, nel giro di un paio d’anni, a dotare le strutture sociosanitarie di 20/25 mila operatori che aiuteranno non poco a far fronte alla situazione. E ancora, rende noto l'assessore, la Giunta sta mettendo mano ad una revisione dei parametri organizzativi delle strutture residenziali e ha deliberato di riconoscere lo stato di emergenza in queste strutture, consentendo fino al 31 dicembre prossimo, la possibilità di impiegare al loro posto infermieri generici o personale infermieristico straniero. Infine, si ricorda che è stato firmato il decreto ministeriale che autorizza la Regione Veneto (prima in Italia) ad istruire direttamente le pratiche di riconoscimento del titolo professionale degli infermieri stranieri, decreto che velocizzerà di molto le procedure passando i compiti alla Regione mentre al ministero toccherà solo l'emissione dei singoli decreti. (Inform)


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