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INFORM - N. 142 - 17 luglio 2002

Concluso il Meeting di San Rossore. La soddisfazione del Presidente della Regione Toscana per gli esiti della "due giorni" di incontri

SAN ROSSORE - Il bilancio del meeting? "Buono, anzi buonissimo". Nella conferenza stampa di chiusura il presidente della Regione Toscana Claudio Martini esprime così tutta la sua soddisfazione per gli esiti della due giorni di incontri. "Un anno fa – spiega - il successo del meeting fu certamente favorito dall’eco del G8 di Genova che si sarebbe svolto due giorni dopo. Quest’anno quell’elemento di traino non c’era: eppure il tendone è sempre stato affollatissimo, la qualità degli ospiti e del dibattito si è sempre mantenuta elevata, l’attenzione dei mass media è stata notevole. Insomma, il meeting ha dimostrato di non aver più bisogno di sostegni, e di saper camminare da solo".

Se da una parte questo giudizio finale chiude idealmente il sipario del meeting, dall’altra il documento di San Rossore, presentato dal presidente come espressione finale della due giorni di dibattito, tiene ancor aperto il cammino delle idee maturate nella tenuta. "In questo documento - sottolinea Martini – abbiamo raccolto e messo a punto un pacchetto di proposte che ci impegneremo a realizzare e che invieremo al sistema degli enti locali regionali e nazionali perché possano diventare patrimonio comune".

Ben due di queste proposte riguardano l’utilizzo di un bene primario: l’acqua. Nel ‘documento di San Rossore’ si propone l’accantonamento di un centesimo di euro per ogni metro cubo di acqua potabile consumata da destinare all’approvvigionamento idrici dei paesi del Nord Africa colpiti dalla siccità. L’accantonamento non sarebbe a carico dei cittadini ma degli enti gestori. "Questa proposta – evidenzia Martini - è stata accolta favorevolmente da tutte le aziende pubbliche toscane, che coprono il 90 per cento della rete idrica. Questo significa che potremmo mettere insieme ogni anno una cifra superiore ai 2 milioni e mezzo di euro all’anno".

L’altra proposta mira a sancire formalmente che appartiene alle istituzioni la responsabilità primaria dell’uso di un bene pubblico così prezioso e indispensabile. Per questo da San Rossore parte la proposta di uno ‘Statuto regionale dell’acqua’ che ne ribadisca il ruolo sociale di bene, diritto essenziale per ogni cittadino, e che stabilisca un sistema di controllo, aperto alle associazioni e ai movimenti dei cittadini. Solo in questo contesto l’attività di gestione del ciclo delle acque potrà essere affidata ai soggetti privati.

Un'altra proposta riguarda le condizioni di ospitalità del popolo Rom: "Ogni comune toscano – sono parole di Martini – potrebbe accogliere una famiglia Rom. In questo modo, con un piccolo sforzo di tutti, saremmo in grado finalmente di chiudere tutti i campi nomadi. Contiamo sul patrimonio di solidarietà presente nella nostra regione per realizzare questo impegno di civiltà".

Altri impegni contenuti nel documento riguardano il sostegno all’agricoltura di qualità: da San Rossore viene ribadita la messa in mora degli Ogm in Toscana e il sostegno alle produzioni tipiche locali che assicurano un basso impatto ambientale ed offrono migliori garanzie ai consumatori e ai produttori. Infine il meeting sancisce la nascita di una Fondazione per le biodiversità con sede a Firenze. (mo-Inform)


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