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INFORM - N. 141 - 16 luglio 2002

Da "Pagine", Venezuela

Assemblea Plenaria del CGIE – Un commento di Vitaliano Vita: "Vogliono il ministero della donna italiana all’estero"

Si è parlato anche della creazione di altri organismi femminili di supporto a Comites e Cgie: dovrebbero avere sedi presso ambasciate e Direzione Generale degli Italiani all’estero

CARACAS - Si è riunito nei giorni scorsi il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero in una atmosfera, al solito, di contrapposizioni e confusione che certamente non contribuisce alla soluzione dei tanti problemi che in questo momento colpiscono alcune delle nostre comunità.

Prima era il Centro destra a contrapporsi alla politica "acchiappatutto" della sinistra, che in questa organizzazione è maggioranza; poi, con la istituzione del Ministero degli Italiani nel Mondo e la nomina di Tremaglia, la situazione si è ribaltata, oggi è la sinistra, che cerca di contrapporsi al Ministro, al quale viene attribuito di realizzare una politica personalistica; critiche che riaccendono conflittualità di colore mai sopite - nonostante l’illusoria speranza di un movimento unitario in emigrazione - che alimentano confusione con il risultato di demotivare i partecipanti e togliere fiducia alle iniziative assunte … che invece dovrebbero essere accolte con soddisfazione, perché conseguenti a decisioni condivise, frutto di richieste del Cgie seppure, in alcuni casi, atti dovuti di solidarietà del Governo e delle Regioni italiane.

Ugualmente sono state criticate alcune dichiarazioni dell’On Rivolta (responsabile della politica all’Estero di FI e V. Pres. della Commissione Esteri della Camera), perché avrebbe sottolineato che l’attuale Cgie è obsoleto. E lo è, diciamo noi, se lo si vuol rifare sulla base della normativa attuale che non poteva prevedere le importanti innovazioni costituzionali poi intervenute (voto all’estero e la rappresentanza parlamentare diretta).

Criticate anche le dichiarazioni di un alto rappresentante della Lega che, durante una visita in Argentina, avrebbe detto che certi privilegi, concessi agli elettori all’estero, meritano di essere riconsiderati ( e sembra un rilievo appropriato se riferito agli elettori italiani residenti nei paesi della UE che a differenza degli inglesi, austriaci ecc.. possono eleggere doppie rappresentanze parlamentari). Ma sono stati ascoltati anche interventi interessanti, in particolare quello del Ministro Tremaglia che ha confermato un programma denso di iniziative in favore delle nostre comunità, cosi come è stato apprezzato l’intervento del Segretario generale della Farnesina Ambasciatore Baldocci che, in certi suoi passaggi , oltre a dimostrare grande rispetto per le nostre comunità, ha confermato l’impegno del Mae di voler tenere in nuova e diversa considerazione le rappresentanze degli italiani all’estero, anche nel quadro del rinnovamento della Farnesina... e ciò in contraddittorio con iniziative assunte da altri uffici dello stesso Ministero. Interesse e soddisfazione per l’intervento dell’On. Giovanni Bianchi, presidente del PPI e della commissione parlamentare degli italiani nel mondo, che, con la sue parole e la sua presenza continua ai lavori del Cgie, ha confermato, tra la soddisfazione generale, la vocazione sincera dei partiti cattolici per i temi e gli interessi degli italiani all’estero.

Invece hanno sollevato perplessità altri interventi, specialmente quelli che hanno preannunciato iniziative importantissime, senza produrre i relativi progetti (di legge): ciò ha impedito una discussione franca e la prevista raccolta dei suggerimenti del Cgie, relegando la discussione all’enunciazione di principi, peraltro non commisurati alle realtà esistenti; come se le problematiche in discussione fossero di altri, come se "qualcuno" volesse sottrarsi al giudizio del Cgie o peggio volesse esautorarlo anche di quelle poche e riconosciute prerogative conferitegli dalla legge.

E’ il caso della proposta di riforma della 153 ,una legge superata, ma che è stata il caposaldo culturale per decine di anni delle nostre comunità, che oggi, adeguata alle nuove esigenze tecnologiche ed alle richieste della società internazionale, deve essere rivista completamente, prendendo in considerazione gli aspetti funzionali, ma anche le conseguenze ed i conflitti che l’ipotesi di nuove collaborazioni con i paesi di accoglienza produrranno sia sulla Amministrazione Pubblica italiana che sui paesi ospitanti (si pensi infatti ai conflitti sorti in Venezuela a seguito della attuazione di alcune ipotesi di collaborazione: a chi compete vigilare sulle iniziative della 153, al consolato o al paese ospitante?)

E’ il caso della proposta di modifiche alla legge sui Comites, presentata dal Mae direttamente al Parlamento, che - è stato riferito da chi è riuscito a prenderne visione - disattende completamente le proposte formulate dal Cgie e quelle dedotte dall’inchiesta Comites. Critico il Ministro Tremaglia che invece queste proposte ha fatte sue e presentate in un disegno di Legge, "che non è stato messo a conoscenza dell’iniziativa del Mae," come se Tremaglia non fosse componente del Governo e il massimo organismo dell'emigrazione non fosse interessato ai problemi degli italiani all’ estero.

E’ stato il caso della proposta di costituire l’Osservatorio della donna italiana all’estero al quale ha lavorato la Direzione Generale dell’emigrazione (Min. Marsili e Prof.ssa Ventriglia) e che non è stata trattata in assemblea, nonostante, di un solo colpo, sembra voglia creare nuove strutture di supporto ai Comites ed al Cgie ed una specie di Ministero delle Donne Italiane nel Mondo, con sedi e rappresentanze su tutto il pianeta… Un organismo che, tra tutte le altre facoltà, ha quella di monitorare (controllare) in piena autonomia decisionale e gestionale la condizione femminile nelle diverse aree del mondo… Avrà sede - recita la proposta - in ogni circoscrizione ove risiedano più di 3000 italiani, ossia presso le sedi dei Comites… e in ogni nazione presso l’Ambasciata d’Italia… mentre, la sede centrale sarà "affettuosamente" ospitata presso gli "uffici della Direzione Generale del Mae". L’Osservatorio disporrà di un finanziamento di 13 miliardi (quattro volte la somma prevista per il funzionamento del CGIE e forse superiore al budget dello stesso ministero degli Italiani nel Mondo). Tutto ciò mentre viene comunicato che esistono serie difficoltà economiche per celebrare la prevista assemblea del Cgie a dicembre e per realizzare la promessa Conferenza mondiale dei giovani …

Altro che pensioni all’estero e lotta all’indigenza, altro che autonomia dei Comites e del Cgie : un posto al sole piace a tutti, specialmente se all’ombra dell’Amministrazione! (Vitaliano Vita-Pagine)

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