* INFORM *

INFORM - N. 140 - 15 luglio 2002

Intervista di commiato al Console d’Italia in Freiburg, Sergio Martes

FRIBURGO DI BRISGOVIA - Nessun avvio o finale patetico, ma la consapevolezza di lasciarci da buoni amici: il Dott. Sergio Martes, per tutto il tempo della sua missione nel Sud Baden – 24.5.1999/31.7.2002 -, è stato amato e rispettato dai connazionali per le sue doti umane e per la disponibilità, dimostrata in ogni occasione; e lascia, quindi, un ottimo ricordo. È giunto a Freiburg giovanissimo e ci ha fatto dono di questa sua freschezza, che ha sempre trasferito nelle attività di missione ed in opere. Ha reso trasparente il suo operato. Abbiamo sotto mano un volantino, intitolato "Porte aperte", in cui si specificano fatti e cifre, dal 1999 al 2002, riguardanti le attività del Consolato di Freiburg: aspetto finanziario; personale impiegatizio; insegnanti, provenienti dal Ministero dell’Istruzione; il numero dei connazionali residenti nella circoscrizione, dai 46.000 del 1999 ai 49.000 ca. attuali; esempi d’attività amministrativa, come quella riguardante i passaporti rilasciati o rinnovati, che dai 6.001 del 1999 sono passati ai 7.307 del 2001, con un incremento di 1.306 unità; scuola, insegnamento e diffusione della lingua italiana. Completa il documento un lungo elenco d’istituzioni tedesche ed italiane, con la quali il Consolato collabora. Si tratta di un foglietto, che ci dispiace di non poter pubblicare per mancanza di spazio, ma che raccomandiamo ai connazionali di richiedere per opportuna visione.

Dottor Martes, a termine del Suo mandato, La preghiamo di riassumere, di compendiare il senso della Sua missione nel Sud Baden, e di fornirci ancora qualche delucidazione su quanto l’ha spinto a dare pubblica ragione del Suo operato, evento, quest’ultimo, per noi del tutto nuovo.

Il compito affidatomi dal Ministero non era certo dei più semplici, poiché si è trattato, in buona sostanza, di continuare a rendere efficienti servizi ad un pubblico italiano e tedesco sempre più numeroso, a fronte di risorse umane e materiali a nostra disposizione sempre più ridotte, a causa della politica di contenimento della spesa pubblica. Spero - e in parte almeno credo - di esserci riuscito. Rendere conto del mio operato, ovvero presentare al pubblico il Foglio informativo "Porte Aperte", è stato un modo per cercare di far comprendere all’´utenza il reale rapporto risorse/risultati esistente nel nostro Consolato. È stato inoltre, io credo, simpatico per il pubblico tedesco, che spesso non è perfettamente cosciente del lavoro quotidiano che svolgiamo qui in Germania.

Come procede la preparazione in vista dell’estensione del voto all’estero e, in particolare, la messa a punto dell’anagrafe consolare?

Bene direi, senza mezzi termini. Il problema principale, quello della reperibilità dei connazionali, ovvero della correttezza del nostro indirizzario, è in fase di avanzata soluzione. Al momento abbiamo circa l´86 % di correttezza dei dati, e conterei per settembre di aver completato il lavoro. Si tenga presente che la media mondiale nei Consolati è di circa il 70%. A quel punto si tratterà di mantenere l´indirizzario quanto più aggiornato e di seguire le ulteriori istruzioni che avremo da Roma.

Lei ha presenziato a Stoccarda alla firma del protocollo da parte del Ministro, Dottoressa Annette Schawan, e dell’Ambasciatore d’Italia a Berlino, S. E. Silvio Fagiolo, per l’istituzione ed il funzionamento della scuola elementare italo-tedesca a Murg, distretto di Waldshut-Tiengen. Assommano, così, a due le scuole elementari bilingue: Kollnau e Murg. Come si è riusciti ad inserire questo rilevante risultato nel programma d’insegnamento e diffusione della lingua italiana e quali effetti potrà produrre?

Sono particolarmente orgoglioso di questo risultato, poiché siamo la prima Circoscrizione Consolare in Germania ad avviare un secondo progetto di questo tipo. Come sempre in questi casi, è stato possibile solo grazie alla collaborazione di tutti, a partire dalla disponibilità dell’Ente Co.as.sc.it. di Friburgo e delle Autorità tedesche locali e centrali di Stoccarda. È, a mio parere, un importantissimo cuneo inserito all’interno del sistema scolastico tedesco, che per vari motivi (la diffusione mondiale dell’inglese o la vicinanza della Francia) privilegia al momento l´insegnamento di altre lingue rispetto alla nostra. È una tendenza che noi cerchiamo di correggere, visto sia l´enorme Patrimonio culturale che la conoscenza della nostra lingua apre allo studente, sia le importanti relazioni economiche esistenti fra Baden Württemberg e Italia.

Lei ci lascia in eredità la proposta di pubblicazione di un annuario sull’emigrazione nel Sud Baden, di cui tempo addietro parlammo. Lei ha indicato, in altre parole, la necessità di aprire un percorso storico, attraverso il quale risalire ai primi arrivi di connazionali in loco e di seguirne il cammino. Pensa che tale idea sia ancora valida, nonostante la Sua partenza, e cha valga la pena di trasmetterla per la realizzazione al Suo successore?

L´idea a me piace molto, soprattutto perché è un’occasione da cogliere al volo: in pochi anni un enorme patrimonio storico e culturale verrebbe altrimenti disperso, con il venir meno della memoria storica di chi ha direttamente vissuto gli anni "mitici" del movimento migratorio in Germania. Eccezionale sarebbe - ad esempio - poter pensare ad uno strumento multimediale, come un CD-Rom, che raccolga testimonianze dirette orali e scritte, foto, filmati e quant’altro. Chiaramente questa non è però un’idea di facile realizzazione, poiché necessiterebbe della collaborazione attiva di moltissimi soggetti della società civile, anche e soprattutto a titolo volontario, e si sa che una cosa del genere non è purtroppo sempre fattibile.

Possiamo conoscere la Sua nuova destinazione ed il nome e qualche notizia del Suo successore? Vorrà dargli qualche suggerimento, qualche raccomandazione, che valga ai connazionali il proseguimento nella linea di collaborazione e d’amicizia, da Lei perseguita?

Certo. Andrò a Kiev, capitale dell’Ucraina, ove assumerò come Vice dell’Ambasciatore Jolanda Brunetti. Il mio successore si chiama Fernando Pallini, ha 33 anni e viene direttamente da Roma, ove presta servizio presso il Servizio del Contenzioso diplomatico al Ministero degli Esteri. L´ho conosciuto personalmente, e dalle impressioni che ne ho ricavato sono più che certo che non solo non ha bisogno di consigli o suggerimenti, ma che saprà fare veramente molto bene per la nostra collettività nel Süd Baden.

Desidera, nel prendere congedo dai Suoi amministrati, rivolgere loro particolari raccomandazioni, un peculiare saluto?

Non credo di fare retorica se dico che questi tre anni, i miei primi all’estero come diplomatico, sono stati intensi, formativi e ricchi anche di soddisfazioni umane. Mi sarà difficile dimenticarli. Seppure quindi nell’orgoglio per il nuovo incarico che il Ministero mi ha voluto affidare, è con rammarico che lascio la Germania. I nostri connazionali vorrei quindi calorosamente salutarli con un aneddoto personale e una raccomandazione conseguente. Mio bisnonno era analfabeta, mio nonno prese la licenza elementare, mio padre il diploma, e io sono riuscito a laurearmi solo grazie al sacrificio delle generazioni che mi hanno preceduto. Credo sia solo tramite un duro lavoro – di tutti, e quindi anche e specialmente dei genitori - per il successo scolastico delle nuove generazioni che i sacrifici che la nostra gente ha fatto - e ancora oggi fa - assumeranno un pieno e compiuto significato. (Vito D’Adamo-Inform)


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