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INFORM - N. 140 - 15 luglio 2002

Veneti nel Mondo

I giovani italo-argentini si preparano al congresso di agosto

VENEZIA - Si è tenuto a Cordoba un incontro di preparazione dell’appuntamento previsto per il mese prossimo a Mendoza, al quale hanno partecipato molti giovani – tra cui una folta delegazione veneta – nonostante la crisi che sta vivendo il Paese

Sotto l’egida di Feditalia, la Confederazione Generale delle Associazioni Italiane in Argentina, si è svolto a Cordoba, a metà giugno, il pre-congresso della Gioventù Italo-Argentina, in preparazione del XII Congresso Generale, che si terrà a Mendoza nel prossimo mese di agosto.

Come è noto, l'Argentina vive oggi la più grande crisi della sua storia. Ma ciò non ha impedito ai giovani italo-argentini di partecipare numerosi all’appuntamento, risultando addirittura in numero superiore al previsto. In ben 160 hanno animato questo meeting di Cordoba, svoltosi all’insegna dello slogan "La rinascita dei veri valori": un obiettivo difficile da raggiungere, perché la crisi argentina è anche una crisi di valori, ma rispetto al quale le diverse componenti di Feditalia si sono assunte un convinto impegno, anche in termini economici e organizzativi. Ed è incoraggiante constatare la disponibilità delle diverse federazioni di investire nel settore giovanile.

I lavori sono stati aperti dal Console Generale d'Italia a Cordoba, Nicola Di Tullio, il quale, dopo aver detto le speranze di ripresa e per un futuro migliore sono riposte proprio nei giovani, ha elogiato il Progetto Rientro Emigrati promosso dalla Regione Veneto in Argentina.

Un monito a non disperdere e anzi a recuperare pienamente i valori lasciati in eredità dalle precedenti generazioni, primo fra tutti l'amore per il lavoro, è venuto dalla presidente del Gruppo Giovanile Italo-Argentino di Cordoba, organizzatore della riunione.

Il presidente della Federazione delle Associazioni Italiane di Cordoba (FAIC), Renzo Facchin, ha ricordato ai giovani che sono loro oggi a rappresentare quell’etnia che, stabilitasi in Argentina, seppe integrarsi con il resto della comunità e costituirsi in numerose associazioni, con finalità di mutuo soccorso, aggregative e culturali. "Vi invito, quindi – ha detto Facchin -, a fare vostri e a diffondere i valori dell’integrazione e del lavoro collettivo". E di valori dell’italianità - l’amore per la patria, la famiglia e il lavoro -, sommati, però ad un vero sentimento di argentinità, proprio delle nuove generazioni italo-argentine, ha parlato anche il presidente del Comites di Cordoba, Rodolfo Borghese.

Ma il più applaudito degli interventi è stato quello di Luigi Pallaro, presidente di Feditalia, il quale ha ricordato quanto sia stato difficile il cammino degli emigrati e quanto abbiano dovuto lottare per il riconoscimento dei propri diritti: un tempo si vedevano addirittura cancellati dall’anagrafe italiana, ma oggi, finalmente, la legge sul voto per gli italiani all’estero, riconosce a loro la possibilità di svolgere anche una legittima azione politica. Pallaro ha esortato i giovani ad essere attivi e partecipi in quest’ambito, non solo in seno della collettività italiana, ma anche e soprattutto nella società argentina: "Se gli emigrati italiani hanno una colpa – ha detto – è proprio quella di essere rimasti assenti troppo a lungo dalla vita politica di questo Paese. Gli italo-argentini, inoltre, devono essere il ponte fra i governi delle due nazioni". Parlando poi del ruolo che è chiamato a svolgere in Argentina il nostro corpo consolare, il presidente di Feditalia ha evidenziato che deve essere quello di "dare servizi agli italiani e non di governare la comunità italiana". Infine, Pallaro ha offerto alle nuove generazioni uno spunto di riflessione, partendo dalla sua esperienza personale: "Io sono andato via dell’Italia quando questa era immersa nella miseria – ha affermato - e oggi non posso dire che ho contribuito alla sua rinascita. Se voi giovani rimanete in Argentina, avrete un’opportunità che io non ho avuto, quella di ricostruire la vostra Patria".

E’ stata quindi la volta di Ricardo Merlo (nella foto), presidente del CAVA, il quale, ponendo l’accento sulla necessità di dotare le associazioni di nuovi e preparati dirigenti, ha spiegato i contenuti del Corso di Formazione che, a tale scopo, il CAVA, con il contributo della Regione Veneto e la collaborazione di varie Università argentine, sta realizzando nelle città di Buenos Aires, La Plata, Rosario e Santa Fe. Anche lui ha concluso sollecitando i giovani ad acquisire un’adeguata preparazione, per poter essere protagonisti non solo nella comunità italiana, ma anche in quella argentina.

Dopo le relazioni è stata la volta dei partecipanti a portare il loro contributo ai lavori del pre-congresso. I delegati delle federazioni e dei gruppi giovanili hanno illustrato lo stato di attuazione dei progetti presentati nel Congresso dello scorso anno (progetti di cui si può prendere visione nel sito www.internetmendoza.com/feditalia) e hanno discusso sulle modalità di costituzione della "Commissione Nazionale dei Giovani Italo-Argentini", organo rappresentativo della Gioventù italo-argentina, che verrà eletta nel Congresso di Mendoza.

Numerosa e qualificata la rappresentanza veneta all’incontro. I nostri giovani corregionali, delegati della Gioventù Veneta Argentina e del CAVA, erano più di una trentina, provenenti da Rosario, Buenos Aires, Santa Fe, Mendoza, General Roca, Marcos Juárez, Rafaela, Mar del Plata, e naturalmente Cordoba. La loro partecipazione è risultata particolarmente attiva e di qualità. Da segnalare che buona parte dei giovani veneti sono stati ospitati da coetanei di Cordoba, grazie all’attuazione del progetto di interscambio veneto (www.interscambioveneto.org). (Mariano Gazzola e Mauro Testa-Veneti nel Mondo/Inform)


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