* INFORM *

INFORM - N. 140 - 15 luglio 2002

Il Direttore di Rai Intenational Massimo Magliaro sul "caso Canada".

E ormai deciso il divorzio tra "Telelatino". Rai International diventerà presto una Società per azioni

ROMA Con una decisione che ha suscitato numerose polemiche le autorità canadesi, come è noto, hanno vietato l'uso delle parabole che permettevano ai nostri connazionali di ricevere i programmi di Rai International. Su questa questione, che rappresenta solo l'ultimo ostacolo alla fruizione dei programmi Rai sul territorio canadese, è intervenuto, nel corso della recente Assemblea Plenaria del CGIE, il Direttore di Rai International Massimo Magliaro. "Ormai da molti anni - ha esordito l'alto dirigente della Rai tracciando una breve cronistoria degli avvenimenti - stiamo vivendo questa vicenda. Tutto ebbe inizio con l'affidamento ad una emittente locale gestita da imprenditori italiani, denominata "Telelatino", della diffusione sul territorio canadese dei programmi Rai. La situazione, già molto complessa, cambiò in modo radicale con l'acquisto, da parte della società Corus, del 51% di Telelatino. In questo contesto si accentuarono infatti sia i tagli delle trasmissioni, sia le manipolazioni dei programmi. Avendo preso atto della situazione e del malcontento della nostra collettività, che a tal proposito ha anche presentato un petizione con 36.000 firme , la mia direzione ha quindi deciso di chiudere il capitolo con Telelatino. Una cessazione del rapporto che a tutt'oggi appare però problematica anche perché stiamo parlando di una materia decisamente complessa. A tale proposito abbiamo quindi dato incarico ad un noto avvocato canadese di gestire lo sganciamento dell'azienda da Telelatino. Io voglio arrivare ad un taglio deciso. I rapporti con Telelatino sono infatti così degradati che ritengo impossibile, da parte della Rai, il raggiungimento di soluzioni di compromesso.

In questo contesto Rai International ha proseguito Magliaro - ha subito deciso di camminare al fianco dei 36.000 connazionali firmatari della petizione popolare. Per difendere i diritti dell'informazione televisiva dovremo quindi imboccare la via della chiarezza che passa per l'interruzione delle trasmissioni. Se non dovessimo ottenere nell'immediato una licenza internazionale la nostra collettività potrebbe infatti rimanere per lungo tempo senza il segnale della Rai. Per superare questo "buio" della comunicazione televisiva sarà dunque necessario sia un patto con tutte le forze in campo ( Rai International, istituzioni, collettività, diplomazia ed eletti italiani in Canada), sia una costante pressione sull'autorità preposta alla concessione della licenza internazionale". Un sacrificio televisivo, quello richiesto da Massimo Magliaro alla collettività, che, anche secondo quanto dichiarato durante l'Assemblea, dal consigliere Gino Bucchino, è stato pienamente accettato dai nostri connazionali del Canada.

"Qui stiamo cercando di cambiare marcia - ha infine sottolineato Magliaro rispondendo ad una domanda del Presidente della Commissione Informazione del CGIE Bruno Zoratto sul futuro assetto aziendale della Rai - ma da soli non ce la potremo fare a meno che non vada in porto il progetto di trasformazione in società per azioni di Rai International. Un salto di qualità dell'azienda: la struttura sarà a capitale pubblico e verrà gestita da un presidente, da un Consiglio di amministrazione e da un direttore generale, e darà infatti maggiore agilità operativa e piena autonomia. (Lorenzo Zita-Inform)


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