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INFORM - N. 140 - 15 luglio 2002

Dino Nardi (CGIE): Il rebus della pensione di un milione agli emigrati

ZURIGO - Con una lettera inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro Maroni, Al Ministro Tremaglia ed ai Segretari Generali di CGIL-CISL-UIL, alla vigilia del loro incontro di domani martedì 16 luglio, il Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE, Dino Nardi, sollecita il pagamento della pensione mensile di un milione di vecchie lire, oggi 516,46 euro, anche agli emigrati italiani che attendono ormai da ben sette mesi.

"Dai mass media italiani di questi giorni – scrive Nardi - ho avuto, innanzitutto, la conferma che dei soldi stanziati dalla Legge Finanziaria 2002, per coprire l’aumento ad un milione delle pensioni minime, sono avanzati 500 milioni di euro per il motivo che la platea dei potenziali beneficiari, stimata inizialmente a circa 2.200.000 pensionati, anche nonostante le autocertificazioni, non è arrivata al 1.800.000. Ma anche la sorpresa di apprendere che in questo numero di beneficiari vi sono compresi i pensionati italiani residenti all’estero.

Una vera sorpresa, quest’ultima notizia, poiché, a tutt’oggi, non mi risulta affatto che l’INPS, nonostante le continue sollecitazioni dei patronati e del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), ma non solo, abbia messo in moto gli indispensabili accertamenti per estendere anche ai pensionati italiani residenti all’estero i benefici dell’articolo 38, comma 1 e seguenti, della Legge Finanziaria 2002 e cioè l’aumento ad un milione di lire della pensione minima. Tant’è che proprio la scorsa settimana dall’assemblea del CGIE, tenutasi a Roma al Ministero degli Affari Esteri, è scaturita l’ennesima protesta nei confronti del governo per questo inammissibile ritardo. Un ritardo che, oltretutto, penalizza in particolare tanti pensionati italiani emigrati dell’America Latina che, proprio in questi mesi, stanno vivendo momenti di grandi disagi economici e che, in molti casi, si trovano al limite della sopravvivenza, come ci informano i rappresentanti di quelle collettività ma anche le cronache e le lettere pubblicate nei quotidiani italiani.

Pertanto nella preannunciata riunione di domani, martedì 16 luglio, tra governo e sindacati sarà opportuno, a mio avviso, che, prima di pensare di ampliare la platea dei possibili beneficiari per utilizzare i restanti 500 milioni di euro, si decida, invece – conclude l’esponente del CGIE -, di dare finalmente ed al più presto i 516,46 euro a chi ne ha già diritto e cioè ai pensionati italiani emigrati che stanno aspettando da ben sette mesi!" (Inform)


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