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INFORM - N. 139 - 13 luglio 2002

Convegno del Patronato Acli sui livelli essenziali di assistenza (LEA) in sanità. Sarà vera eguaglianza tra cittadini solo se si dà spazio ai patronati

ROMA - Con il decreto del 29 novembre 2001, che caratterizzerà le future politiche di Welfare in Italia, sono stati definiti i cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza in sanità (LEA). I LEA definiscono le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di un ticket al fine di garantire un livello di eguaglianza dei cittadini in materia sanitaria. Ma sarà proprio così?

Secondo il Patronato Acli, che ha organizzato a Roma un convegno su "I livelli essenziali di assistenza (LEA) in sanità: l’uguaglianza dei cittadini alla prova", il decreto potrebbe diventare, anziché una opportunità, occasione di disuguaglianza nel campo delle prestazioni sanitarie. In futuro infatti l’accesso alle prestazioni a titolo gratuito dipenderà dal reddito e soprattutto dalla discrezionalità di coloro cui competerà stabilire la gravità delle invalidità o delle inabilità. Su tutto grava inoltre l’incognita della spesa pubblica, il cui ridimensionamento potrebbe restringere ulteriormente l’accesso alle prestazioni.

Per compensare questi elementi critici del decreto, il Patronato Acli ha dunque rivendicato un ruolo nei confronti dei LEA, in considerazione del lavoro che i patronati quotidianamente svolgono e delle competenze acquisite attraverso la pratica di patrocinio. Un patrimonio civile riconosciuto anche dalla legge 152 del 2001 di riforma dei patronati e che è garanzia di tutela e di uguaglianza effettiva dei cittadini anche in campo sanitario.

I patronati in pratica, proprio perché quotidianamente a contatto con la realtà sociale, potrebbero essere il necessario filtro fra il servizio sanitario e il cittadino, garantendo a quest’ultimo effettiva tutela ed uguaglianza di trattamento, al di là delle rigidità di una legge che per forza di cose non può comprendere le mille sfaccettature e i mille casi umani con i quali invece i patronati si confrontano. (Inform)


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