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INFORM - N. 139 - 13 luglio 2002

Presentati alla Farnesina gli Atti della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo. Gli interventi di Baldocci, Tremaglia, Narducci e Marsili

ROMA – L’Assemblea plenaria del CGIE ha fatto da cornice in un intervallo dei lavori, nella Sala delle Conferenze internazionali della Farnesina, alla presentazione degli Atti della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo che si celebrò a Roma, nel Palazzo della FAO, dall’11 al 15 dicembre 2000. Presente in veste di moderatore il Segretario generale della Conferenza e curatore degli Atti, ministro Giuseppe Panocchia, che si è dovuto sorbire gli elogi di tutti gli intervenuti, a cominciare dal Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri Giuseppe Baldocci che lo ha ringraziato "per aver lavorato con grande capacità ma non con i mezzi che sarebbero stati necessari".

Baldocci ha definito gli Atti una "testimonianza viva ed un punto di partenza e di verifica della strada da percorrere". Un'accurata raccolta - 150 ore di interventi compresi in otto volumi (gli Atti della Conferenza; i Laboratori di economia, scienza, cultura, solidarietà; i Convegni sulle donne, i giovani e l’informazione) per un totale di 1.600 pagine, - che descrive le tappe fondamentali della Conferenza. "Il risultato di questi lavori - ha proseguito il Segretario generale della Farnesina - sintetizza in maniera formidabile le potenzialità delle nostre collettività residenti nei più lontani Paesi del mondo. Confido che potremo migliorare quello che la struttura del Ministero degli Esteri darà alle nostre collettività, anche perché vorremmo che in ogni Paese d'accoglienza i vari componenti della collettività si conoscano e formino un tessuto coeso che favorisca sia un richiamo ai valori della madre patria, sia un miglioramento ideale e burocratico del legame con il Paese d'origine".

Il Segretario generale del CGIE Franco Narducci, dopo aver sottolineato i principi di solidarietà e di coesione che hanno caratterizzato i lavori della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, ha ricordato l'immenso sforzo organizzativo del CGIE ed ha evidenziato come questo importante appuntamento congressuale abbia avuto il merito di traghettare l'emigrazione italiana verso il terzo millennio all’insegna della globalizzazione, ed anche la capacità di dare il definitivo impulso al complesso iter delle tanto attese riforme istituzionali per il voto all’estero.

Un percorso estremamente complesso, quello del voto, che per il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia è stata completato solo grazie al superamento delle divisioni politiche ed ideologiche. Dopo aver ricordato altre date storiche dell'emigrazione, come ad esempio quelle inerenti la nascita del CGIE, Tremaglia si è calato nell'attualità ed ha annunciato il superamento delle difficoltà che lo avevano angustiato in apertura dei lavori dell’Assemblea plenaria, circa la mancata costituzione, ad un anno dalla sua nomina a ministro, del Dipartimento per gli italiani nel mondo.

Il Direttore generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, Carlo Marsili, ha illustrato i principali seguiti operativi della Conferenza. Tra essi la decisione di convocare annualmente, in separate conferenze, gli ambasciatori e i consoli italiani nel mondo, la preparazione della seconda conferenza dei parlamentari di origine italiana, la conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE, l'elaborazione del regolamento di attuazione della legge sul voto all'estero, i progetti di riforma delle leggi istitutive dei Comites e del CGIE e della legge 153 sugli interventi linguistico-culturali, l’elaborazione di articolate politiche in favore dei giovani, la definizione dei Piani Paese

Tutto questo comporta per il Ministero degli Esteri – per il ruolo centrale che le sue competenze istituzionali gli affidano – un impegno ancor maggiore e rinnovato, non solo in termini di capacità di raccogliere le sfide, di affinare e rendere sempre più efficaci i suoi interventi, ma anche uno sforzo per adeguare la struttura e il funzionamento della rete consolare in termini di risorse e di professionalità. Ne è pienamente convinto Giuseppe Panocchia, a conclusione di un impegno che ha definito "stimolante e gravoso".

Gli Atti, oltre al volume di 640 pagine sugli interventi e i documenti della Conferenza e gli altri sette più smilzi a carattere monografico, comprendono un cd-rom che contiene integralmente interventi e documenti, oltre alla documentazione sulle cinque preconferenze continentali e la conferenza dei parlamentari di origine italiana. A coronamento degli Atti, una rassegna stampa - la giornata inaugurale coincise, se n’è di nuovo rammaricato Panocchia, con uno sciopero dei giornali - ed un quaderno di immagini denominato "Una sguardo sulla Conferenza": le foto che ricordano quanti hanno dato vita al confronto tra gli italiani in patria e le comunità di connazionali "che vivono e colorano il mondo" (il motto della Conferenza), sono introdotte da un paginone con l’immagine sbiadita ma toccante del primo Congresso degli Italiani all’Estero che si svolse a Roma nel lontano 1908. (Lorenzo Zita-Inform)


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