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INFORM - N. 138 - 11 luglio 2002

Approvata la legge Bossi-Fini – Zanon (Regione Veneto): "legge non ipocrita per un'accoglienza e integrazione reali; Il Veneto attende ora la realizzazione dell'accordo di programma con il Governo"

VENEZIA - "Non è una legge 'contro' gli immigrati, come la sinistra vorrebbe far credere. Nient'affatto. E' una legge non ipocrita che permetterà forme di accoglienza ed integrazione vere, perché rifiuta logiche demagogiche, perché fissa regole precise che garantiranno le persone immigrate ma anche limiteranno l'immigrazione selvaggia e lo sfruttamento dell’immigrazione". Questo il commento di Raffaele Zanon, assessore ai flussi migratori della Regione Veneto alla notizia della definitiva approvazione da parte del Senato della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. "Con queste nuove norme - spiega Zanon - si contrasterà la clandestinità e si permetterà una integrazione ordinata a coloro che vogliono entrare nel Veneto, e in Italia, per lavorare e non per delinquere. Ora la Regione attende dal Governo la fase attuativa della legge e la piena realizzazione degli accordi di programma tra il Veneto e il Governo per abbattere le barriere burocratiche, per trovare strumenti operativi di applicazione delle norme che siano reali e snelli, per esempio nell'avvio degli sportelli unici sull'immigrazione presso le Prefetture".

L'assessore veneto ricorda anche che, nella nuova legge, trova riconoscimento un'importante battaglia che il Veneto sostiene da tempo, quella del rientro dei discendenti dei nostri connazionali (come per la crisi in Argentina). "Con le quote riservate previste dalla legge - sottolinea Zanon - potranno finalmente avere un nuovo e ampio respiro le iniziative finalizzate all’assistenza del rientro dei discendenti dei nostri connazionali, sino ad oggi strette nella morsa di pastoie procedurali". E, ancora, l'esponente veneto concorda con le norme della nuova legge che prevedono una maggiore responsabilizzazione dei datori di lavoro che assumeranno persone immigrate, in modo particolare sul reperimento dell’alloggio. Secondo Zanon, pertanto, la nuova legge "non è destinata a limitare gli ingressi, ma a verificarli con attenzione. Ciò a tutto vantaggio della sicurezza e dell’ordine pubblico, ma anche degli stessi immigrati che non correranno rischi di essere oggetto di sfruttamento. Il Veneto, regione che nel proprio programma in materia di immigrazione, ha in qualche modo anticipato i principi ispiratori della norma, vede ribadita la sua funzione di territorio modello e di frontiera per la sperimentazione dei nuovi percorsi previsti dalla legge Bossi-Fini. E’ ora importante approfondire ulteriormente quel rapporto di collaborazione e cooperazione da tempo istituito con le categorie produttive e sindacali per individuare come la nuova norma possa dare riscontro alle istanze che il contesto socio produttivo veneto ha avanzato già in fase di discussione parlamentare". (Inform)


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