* INFORM *

INFORM - N. 138 - 11 luglio 2002

Assemblea Plenaria CGIE - Presentato un nuovo progetto di riforma della legge 153 sugli interventi linguistico-culturali all’estero.

Prosegue il dibattito sulla riforma dei Comites e del CGIE

ROMA - La seconda giornata dell'Assemblea Plenaria del CGIE si è aperta con la presentazione della bozza di articolato sulla formazione degli italiani all'estero. Una radicale riforma della legge 153, illustrata con dovizia di particolari dal Professor Margiotta, che prevede interventi di formazione linguistico-culturale, di educazione permanente e di sostegno all'integrazione in favore dei cittadini italiani all'estero. Tra le numerose novità dell'articolato - che offre servizi integrati a favore della mobilità culturale e professionale degli stranieri candidati al rientro in Italia - segnaliamo la certificazione degli interventi di formazione linguistico - culturale (un attestato di qualità delle strutture, dell'organizzazione e della gestione amministrativa), l'introduzione di un nuovo sistema di finanziamenti (l'eliminazione dei contributi porterà ad una riduzione dei tempi di erogazione degli stanziamenti) e l'attivazione di specifiche iniziative di sussidarietà per le situazioni di emergenza, come ad esempio quella argentina. Presso ciascun Consolato verrà inoltre istituito un Ufficio di coordinamento delle attività formative che sarà affidato a dirigenti scolatici - in questo ambito saranno assunti 12 dirigenti per coprire i Paesi d'accoglienza con le collettività più consistenti - opportunamente preparati. In questo contesto il personale docente verrà assunto dagli Enti gestori prevalentemente in loco e con criteri di certificazione e di accreditamento che saranno stabiliti dalla Direzione generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina.

Un'articolata proposta - le iniziative avviate nel mondo saranno costantemente monitorate e valutate grazie alla stipula di specifiche convenzioni con Università, Istituti di ricerca ed Enti pubblici - che è stata accolta con favore dai consiglieri del CGIE. Durante il dibattito il presidente della Commissione Informazione e Comunicazione Bruno Zoratto - dopo aver espresso un assenso di massima al contenuto dell'articolato - ha comunque ricordato la necessità sia di un efficace coordinamento delle variegate iniziative formative - ogni Paese d'accoglienza presenta delle esigenze didattiche diversificate - sia di un maggiore coinvolgimento dei Comites nell'attuazione dei vari programmi formativi. Una concreta esigenza, quella di un maggiore coordinamento delle iniziative, che è stata ribadita anche da Norberto Lombardi. Il coordinatore del Forum per gli italiani nel mondo, dopo aver espresso valutazioni positive ma anche alcune perplessità sulla fattibilità organizzativa dell'articolato, ha infatti auspicato la creazione di un specifico istituto finalizzato al coordinamento dei diversificati programmi formativi e didattici. In questo contesto è apparso significativo anche l'intervento del Presidente della Commissione Lingua e Cultura del CGIE Graziano Tassello che - dopo aver espresso il suo compiacimento per gli innovativi contenuti dell'articolato - ha però sottolineato come nella bozza in esame siano assenti espliciti riferimenti al ruolo e alle iniziative dell'Italia.

Il successivo dibattito sulla riforma dei Comites si è aperto con l'intervento del consigliere Claudio Micheloni che - anche in vista dell'imminente pausa estiva dei lavori parlamentari - ha ribadito con forza la necessità di approvare entro novembre la riforma dei Comites e di avviare una riflessione globale ed organica sull'intero pacchetto delle iniziative parlamentari per gli italiani all'estero. Per il componente del Comitato di Presidenza del CGIE - anche in considerazione delle palesi contraddizioni tuttora esistenti tra il testo sui Comites approvato dal CGIE ed il progetto di legge rielaborato dall'Ufficio Legislativo del Mae - sarebbe infatti opportuno sapere sin da oggi con quale norma dovranno essere rieletti i rappresentanti dei Comites. Un punto nodale, quello della scelta del testo legislativo da sottoporre all'attenzione delle Camere, che non mancherà di suscitare aspre polemiche.

Dopo l'intervento di Lombardi - volto a sottolineare come il nocciolo della questione vada individuato nel confronto tra le prerogative dei Consoli e i nuovi poteri attribuiti dalla riforma ai Comites - tutti i consiglieri che hanno preso parte al dibattito (Zoratto, Mangione, Carozza, Fatiga) si sono infatti trovati concordi sulla necessità di sostenere e portare avanti la riforma dei Comites approvata dal CGIE. Una posizione netta - che verrà probabilmente formalizzata in uno specifico ordine del giorno - che è stata condivisa anche dal presidente del Comitato parlamentare per gli Italiani nel mondo Giovanni Bianchi. Egli ha infatti annunciato che - dopo aver ascoltato i componenti del Comitato parlamentare - contatterà le massime autorità della Camera e del Senato per avviare la calendarizzazione del testo approvato dal CGIE.

Nel pomeriggio è iniziato il dibattito sulla riforma del CGIE sulla base delle proposte di modifiche alla legge istitutiva che sono state approvate dalla terza Commissione tematica del CGIE. Un dibattito rimasto in sospeso perché l’assemblea aveva all’ordine del giorno l’elezione di un membro del Comitato di Presidenza. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: